Progettazione e Architettura

A Santander il Polo dell'arte disegnato da Renzo Piano che si specchia sull'Oceano

Mariagrazia Barletta

Una «pelle» di ceramica che rende unico il nuovo landmark costiero nella città spagnola che apre al pubblico il 23 giugno

Vetro, acciaio, e una "pelle" vibrante di ceramica, protesi sull'acqua. La città spagnola di Santander ha il suo nuovo landmark costiero. Il 23 giugno apre al pubblico il Centro Botín, il polo dell'arte disegnato da Renzo Piano in collaborazione con lo studio Luis Vidal+ Arquitects di Madrid. Prima opera spagnola dell'architetto e senatore a vita, il Centro unisce arte e attività formativa, generando un nuovo punto di riferimento culturale per la città cantabrica, e non solo, giacché mira ad entrare a far parte del circuito internazionale dei centri d'arte più all'avanguardia in Europa. Dunque, un museo fondato da privati, ma anche un luogo d'incontro, che grazie al parco in cui si inserisce aiuta a ricucire l'antico legame tra il centro storico e la sua baia.

La notizia dell'apertura è stata data nei giorni scorsi da Íñigo Sáenz de Miera, presidente della Fondación Botín che ha commissionato l'opera. Una fondazione storica, dell'omonima famiglia di banchieri spagnoli legati al Banco Santander.
Realizzare un centro d'arte di riferimento internazionale, un luogo pioniere nello sviluppo della creatività, e vivacizzare la vita culturale della città. Sono questi alcuni dei contenuti dell'ambizioso progetto, il più importante fino ad ora realizzato dalla Fondazione Botín, che ha comportato un investimento di circa 100 milioni di euro, secondo quanto riporta il quotidiano spagnolo El País. Un programma che ha incluso, a carico della Fondazione, un vero e proprio intervento urbanistico che va a ricucire il legame tra l'area costiera e i quartieri storici che sorgono alle sue spalle.

Il disegno di Renzo Piano, infatti, ha previsto l'estensione fino al mare dei giardini storici esistenti, ossia i «Jardines de Pereda». La loro superficie è stata più che duplicata attraverso il progetto sviluppato da Fernando Caruncho, paesaggista spagnolo, famoso, tra l'altro, per aver riconfigurato il paesaggio agricolo intorno alla masseria pugliese Amastuola, a Massafra. Un progetto, quello italiano, celebrato anche dal New York Times per «il mare verde di sensuali onde» generato dando nuova forma ai filari del vigneto.
Con il nuovo parco, che si sviluppa alle spalle del nuovo centro espositivo, la città di Santander riconquista un rapporto col mare che si era perduto. La ricucitura tra acqua e spazio costruito è stata resa possibile dall'ampliamento fino al mare dei giardini e dall'interramento di una porzione di strada che separava il parco dal tessuto urbano. E, per non creare - per quanto possibile - alcuna barriera tra lo sguardo e il mare, i due volumi che compongono la nuova architettura, sono rialzati, retti da pilastri, per lasciare libero il suolo su cui insistono. Lo spazio pubblico continua al di sotto dell'edificio, come prolungamento dei giardini fino al mare.

Luce e leggerezza sono i due principi guida del progetto di Piano. I due volumi sono rivestiti da 270mila elementi circolari in ceramica. Si viene a creare una superficie cangiante, simile alla madreperla, che riflette la luce e i colori dell'ambiente, compreso quello del mare. La superficie ceramica, insieme alla grandi vetrate, funge da "pelle" dell'edificio e conferisce luminosità all'architettura, sotto il cielo perlopiù grigio di Santander. Gli elementi di ceramica, inoltre, sono stati realizzati in quattro dimensioni differenti, studiate per far sì che il rivestimento aderisse alla doppia curvatura che caratterizza l'edificio, conservando una perfetta omogeneità in superficie.

I due volumi sono collegati da una passerella soprelevata che culmina in una piattaforma sul mare. La parte ovest è dedicata all'arte, quella ad est alle attività culturali e formative. Gli interni ospitano ampie sale per esposizioni, un auditorium per trecento persone, aule per la formazione e spazi di lavoro. Infine, nel solco delle ultime tendenze in ambito museale - Versailles insegna – cultura e gusto sono dalla stessa parte nella strategia che ogni istituzione museale deve mettere in piedi per essere competitiva nel complesso mondo dell'industria culturale. Così, all'interno dei nuovi volumi del waterfront di Santander, trova spazio anche un ristorante con chef stellato.


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