Progettazione e Architettura

A Milano il design «candido» di Sanaa per il complesso Bocconi

Mariagrazia Barletta

Ha aperto da poco il cantiere da 150 milioni per trasformare l'ex Centrale del latte nel nuovo campus dell'Ateneo privato

A Milano, nell'area dell'ex Centrale del latte, prende forma la residenza per studenti e visiting professor da dieci piani, primo tassello del campus che l'Università Bocconi sta realizzando su progetto dello studio giapponese Sanaa. Da pochi giorni si è iniziato a lavorare anche agli altri edifici che, insieme ai dormitori, comporranno il «campus Sud» dell'Ateneo. A illustrarci tempi e prospettive future è Bruno Pavesi, consigliere delegato della Bocconi. La residenza da 300 posti letto «sarà pronta per l'inaugurazione a settembre 2018, in corrispondenza con l'anno accademico 2018-2019».
«L'altro edificio, i cui lavori sono iniziati questo mese di marzo - racconta Pavesi - è la nuova sede della Sda School of management, che si compone, in realtà, di tre volumi congiunti. Uno è l'edificio per i master della School of management, l'altro è quello per gli executive program, ossia i programmi per manager che hanno ormai qualche anno di esperienza. E poi a congiungerli c'è l'edificio che comprende gli uffici della facoltà, cioè gli uffici dei docenti e delle strutture tecnico-amministrative».

I tre volumi saranno pronti a settembre 2019, assicura il consigliere delegato. Infine ci sarà il recreation center, «i cui lavori di scavo sono cominciati anch'essi a marzo di quest'anno». Il centro ricreativo conterrà due piscine: una olimpionica e una di 25 metri. Accoglierà uno spazio per attività culturali autogestito dagli studenti, una fitness room, un campo di pallavolo e un altro di pallacanestro e una pista indoor per la corsa. Si prevede di inaugurarlo a settembre 2019 e «verrà aperto anche alla cittadinanza, in particolare ai cittadini della zona cinque che è quella nella quale noi operiamo come Bocconi», ci dice il consigliere delegato dell'Ateneo milanese. Quanto alla gestione del recreation center, «le alternative sono ancora in discussione» dice. «Noi - continua - penso che gestiremo la parte sportiva relativa ai campi di gioco, basketball e volleyball, perché Bocconi ha delle squadre agonistiche. Per la parte piscine, probabilmente ci affideremo ad una gestione professionale». Il consigliere Pavesi mette in relazione, poi, investimento e spese di gestione di un'opera che si candida a diventare, dunque, anche un'attrezzatura di quartiere. «L'obiettivo del centro ricreativo - afferma - è primariamente di fornire un'opportunità di svago alla comunità bocconiana. Era una lacuna storica, nel senso che Bocconi non ha mai avuto una reale installazione sportiva sul suo campus urbano». «L'obiettivo mio, come consigliere delegato, è di avere la gestione in pareggio; cercare di recuperare i costi di gestione attraverso delle fee o delle rette agevolate al personale Bocconi, quindi studenti, docenti e struttura amministrativa, e attraverso delle rette agevolate per fasce anche per la comunità esterna».

«L'ammortamento dell'investimento io lo metto in secondo piano - continua Pavesi - mi piacerebbe recuperarlo, ma non è un obiettivo primario». Tra i nuovi volumi ci sarà un vasto parco aperto al pubblico. Inoltre la Bocconi si farà carico di un intervento di riqualificazione urbana, che comprende: la valorizzazione dell'adiacente parco Ravizza, la ristrutturazione di piazza Sraffa, la pedonalizzazione di due strade (via Bach e via Sarfatti) di cui una (via Bach) sarà riconvertita a prato.
«Con l'aggiornamento dei costi siamo ormai a 150 milioni di euro» dice Pavesi in riferimento al costo dell'intero intervento (cioè campus e riqualificazione urbana). Per i dormitori, la Bocconi ha ottenuto un contributo parziale dal Miur. Si tratta di contributi a fondo perduto che il ministero mette a disposizione per la costruzione di residenze universitarie, assegnandoli periodicamente tramite bando (legge n.338 del 2000). «Il resto è tutto a carico dell'Università. Si tratta di autofinanziamenti; e saranno anche utilizzate le risorse di un prestito che abbiamo ottenuto dalla Banca europea degli investimenti, di 70 milioni», conclude il consigliere delegato della Bocconi.


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