Progettazione e Architettura

Una stella a sei punte per il nuovo complesso parrocchiale a Salerno firmato Overtel e Centola&Associati

Luigi Prestinenza Puglisi

La chiesa dedicata a S. Giovanni e S. Felice in Felline è pensata come una stella a sei punte. Ha un'aula liturgica esagonale che accoglie 300 fedeli

Uno dei committenti migliori dell'architettura in Italia è un altro Stato, cioè lo Stato della Città del Vaticano.
Diversamente dallo Stato Italiano, sciatto, pasticcione e inefficiente nel gestire gli immobili di sua proprietà, il Vaticano, attraverso la Cei, è sempre attento alla qualità dei progetti e delle realizzazioni. Forse, anche perché ha una tradizione centenaria di cui andare orgogliosa.

Il nuovo Complesso Parrocchiale per la città di Salerno a S. Giovanni e S. Felice in Felline non sfugge a questa regola: un progetto di grande piacevolezza formale e intelligenza urbana, per circa 4 milioni e mezzo di euro, affidato a Overtel e Centola&Associati.
La chiesa è pensata come una stella a sei punte.

«Si tratta - ci racconta Luigi Centola- di un omaggio ad uno dei simboli più noti ed arcaici elaborati dall'uomo sulla terra, è stata utilizzata innumerevoli volte e con diversi significati nel corso della storia, come ad esempio nell'antica India, a Gerusalemme, per lo Scudo di Davide o nel tracciato geometrico di Borromini per la chiesa di S. Ivo alla Sapienza».

L'aula liturgica esagonale, che accoglie 300 fedeli, è realizzata con una copertura in travi lamellari dai moduli triangolari che consente la massima luce libera minimizzando le sezioni strutturali del legno e i costi. I sei triangoli periferici che completano la geometria, con falde inclinate verso l'interno, avvolgono gli spazi liturgici e di servizio, presentando all'esterno una figura astratta dai lati obliqui che lascia intravedere la lanterna centrale.

«La piccola e accogliente Chiesa - aggiunge Luigi Centola - come spesso accadeva in passato, è disegnata per apparire più grande delle effettive misure e celare la forma che si disvela entrando. Al contrario della chiesa di Borromini a Roma la stella di Davide è qui non soltanto un tracciato geometrico ma risulta completamente visibile e percepibile sia all'interno che dall'esterno».

Le pareti perimetrali esterne sono rivestite con tasselli modulari in legno-cemento grigio in dimensioni e spessori diversi sospesi da terra. Tagli verticali di vetro nero specchiato e sottili innesti dorati interrompono la trama scura irregolare. «L'immagine esterna -ci raccontano i progettisti- ricerca l'astrazione artistica, allo stesso tempo classica e contemporanea, evitando decorazioni, dettagli e simboli architettonici riconoscibili che ne consentano la datazione».

L'unica apertura nel moderno rivestimento, che reinterpreta il bugnato delle chiese storiche, ospita la porta in ferro dell'aula liturgica. La cupola con la lanterna vetrata parzialmente apribile nella zona centrale, garantisce, insieme ai tagli verticali delle finestre, ventilazione e luce naturale, riflettendo all'esterno i colori del cielo e le nuvole in movimento; all'interno un'installazione di frammenti luminescenti ricorda il cielo stellato. Il campanile, costituito da tre semplici setti verticali ruotati, riuniti dalla scala, termina con le campane e la sagoma intagliata della croce.

La nuova Piazza-Sagrato realizzata spostando ai lati il parcheggio asfaltato esistente, ospita il parco degli ulivi secolari ed è delimitata dal volume a stella dalla Chiesa e dal portico lineare che abbraccia e include la Casa Canonica che, insieme a cinque cipressi, un gruppo di palme, un parterre verde e gli arredi urbani, schermano e proteggono dall'eterogeneo e caotico contesto residenziale.

Dalla Piazza si accede al Parco esistente attraverso rampe e scale secondo tre percorsi pedonali che conducono anche all'ingresso degli spazi semi-interrati di Ministero Pastorale con il salone parrocchiale e le aule per la catechesi che sono ricavate al di sotto dell'aula liturgica in modo da minimizzare l'impronta ecologica del complesso che si innesta nel forte dislivello inutilizzabile del terreno. L'oratorio a servizio della comunità sarà aperto ai giovani e agli anziani del quartiere.


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