Progettazione e Architettura

Segrate approva il progetto Milano4you, nasce il quartiere «nativo digitale»

Mila Fiordalisi

Il progetto è dello studio Sagnelli Associati. L'investimento è di circa 200 milioni ed è promosso dall'immobiliare Red

Il Consiglio comunale del Comune di Segrate ha dato ufficialmente il via libera, lo scorso 20 febbraio, al progetto Milano4You, il primo "smart district" d'Europa che vedrà la luce alle porte di Milano. L'amministrazione cittadina oltre ad aver approvato la realizzazione di quella che è stata già ribattezzata la nuova Milano2, balzata agli onori della cronaca architettonica internazionale come caso pilota di urbanizzazione "nativa digitale", ha anche messo di fatto la parola fine alla "saga" del progetto Milano Santa Monica che dal 2005 si è arenato fino a fallire definitivamente trasformando il quartiere Boffalora in una vera e propria cattedrale nel deserto. Del valore di circa 200 milioni di euro Milano4You - il progetto architettonico è a firma dello Studio Sagnelli Associati - fa capo alla società Red che di fatto ha e avrà ancor di più, di qui in avanti, il ruolo di regista dell'opera (l'azienda rileverà il 75% di quote dal Fondo Aster - di cui attualmente è general contractor - il proprietario dei terreni protagonisti del progetto Santa Monica, il restante 25% sarà in capo a un pool di banche).

Efficienza energetica e digitalizzazione i pilastri portanti del progetto Milano4You che - spiega l'amministratore di Red Angelo Turi «già dalla fase del masterplan ha visto coinvolto un team di ricercatori del Politecnico di Milano e soprattutto colossi dell'hi-tech del calibro di Ibm e Samsung (per citarne alcuni, ndr). L'obiettivo è stato di delineare sin da subito le necessità in materia di infrastrutture energetiche e digitali in modo da poter ottenere, per la prima volta in Italia e non solo, un quartiere nato sulla base di parametri totalmente innovativi». L'abbattimento del consumi energetici - «il nostro obiettivo è azzerarli», precisa Turi - si attuerà attraverso un percorso virtuoso in cui gli ingredienti della progettazione tradizionale si mixano con quelli dell'innovazione tecnologica.

«Per abbattere i consumi è fondamentale tenere conto di aspetti come l'esposizione solare e l'uso di materiali adeguati per l'isolamento, ma se si vogliono raggiungere risultati davvero ottimali bisogna fare leva sulle nuove tecnologie - continua Turi -. L'adozione delle fonti rinnovabili aiuta ma non basta. Di qui la progettazione di smart grid e di adeguate infrastrutture digitali, incluse quelle che fanno capo all'Internet of things, per consentire il monitoraggio e la gestione da remoto degli impianti, la loro capacità di "auto-regolarsi" sulla base delle necessità domestiche ma anche delle fasce orarie di costo dell'energia stessa».
Gli edifici saranno tutti predisposti per la fibra ottica e il quartiere «sarà il primo ad essere dotato di una rete 5G», svela sempre Turi.

Il progetto prevede 90mila mq di slp, per la maggior parte residenziali (70%), tra edilizia libera, social housing e ville. Ma ci saranno anche uffici e spazi commerciali. Complessivamente sui 30 ettari dell'area sorgeranno 36 edifici e ci sarà un parco.
«La peculiarità del progetto architettonico sta nel confronto, sin dalle primissime fasi della progettazione, con le aziende del mondo hi-tech che ci hanno fornito input importanti per redigere il tutto», spiega l'architetto Marco Sagnelli. «Possiamo affermare che si tratta del primo vero smart district d'Italia». Riguardo alla roadmap la stipula della convenzione urbanistica sarà formalizzata entro l'estate. E l'avvio dei lavori è stimato per il mese di ottobre (il cantiere dovrebbe terminare in 3 anni).


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