Progettazione e Architettura

In Val Pusteria apre l'asilo-baita firmato Feld72 Architekten

Monica Zerboni

Una struttura a scivolo bianca all'esterno e in legno di abete all'interno che racchiude e «protegge» un giardino interno

Strategie sociali e rispetto per il territorio guidano l'attività di Feld72, studio di architettura con sedi in Austria a Vienna e in Italia a Caldaro, Alto Adige. Tali presupposti non escludono nei progettisti del gruppo un rigoroso percorso di sperimentazione.
Anzi è proprio l'architettura d'avanguardia, soprattutto nei paesi a nord delle Alpi, a rifiutare i principi di un'edilizia aggressiva e a ricercare soluzioni vicine alle tradizioni del luogo, anche se innovative. Il progetto per una scuola dell'infanzia, realizzato dai Feld72 in Alto Adige, rende omaggio a tali principi e si concretizza in un edificio rispettoso non soltanto delle esigenze dei suoi utenti - i bambini- ma anche del territorio nel quale è situato.
Valdaora di Sotto in Val Pusteria è un minuscolo agglomerato urbano circondato dalle montagne e immerso nelle pinete che ne proteggono l'autenticità rurale, un luogo in cui confini territoriali ideali e recinzioni reali si alternano e sottolineano i passaggi tra gli spazi pubblici e gli ambiti privati.

Nasce dalle tematiche del recinto e della protezione- altra esigenza tipica dell'età infantile- il motivo guida del progetto. Esso viene caratterizzato dalla presenza di uno steccato perimetrale che abbraccia l'asilo e garantisce la privacy al suo interno, mentre riduce l'impatto visivo dell'edificio scuola, di stile decisamente contemporaneo, nei confronti del suo contesto. Realizzato in legno di abete, lo schermo assume una materialità variabile a seconda del suo posizionamento lungo il perimetro del complesso ed è parzialmente dotato di copertura per proteggere i bambini dalla pioggia. Esso risulta il punto di partenza di un percorso mentale che lo elegge a confine tra il mondo dei bambini e la comunità degli adulti, a sua volta contrassegnata dalla presenza del municipio, della chiesa parrocchiale e del cimitero, tutti localizzati a breve distanza. Al di qua del muro un ampio prato, esposto a sud e protetto dal rumore del traffico, costituisce il terreno ideale per le attività ludiche durante la bella stagione e al tempo stesso crea uno spazio cuscinetto tra il paese e il nuovo edificio. In esso la ricerca formale si esprime attraverso un'architettura composita che con cambi di quota e variazioni di volume asseconda la conformazione del terreno ed evidenzia la fluida contiguità fra interni ed esterni.

Sviluppato su due piani, il fabbricato è dotato di ampie finestre che garantiscono la luminosità degli interni. L'arredo delle aule è sobrio e funzionale, mentre il disegno degli spazi comuni ha dimensioni flessibili grazie all'uso di pareti mobili. Affermano i progettisti:«Nella sua essenziale matericità la scuola trasmette semplicità».
Tale caratteristica è riconducibile non solo all'architettura che, sia pur con linee essenziali, richiama lo stile delle baite e delle fattorie alpine, ma anche all'uso di materiali come il legno locale e la muratura, al fine di creare ambienti caldi e accoglienti nei quali sia facile ambientarsi e riconoscere le proprie radici culturali alla luce di un rinnovato incontro fra tradizione e modernità.


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