Progettazione e Architettura

Big sbarca in Italia con la Flagship Factory S.Pellegrino

Massimo Frontera

La proposta dello studio danese fondato da Bjarke Ingels si è aggiudicato il concorso privato per la «fabbrica del futuro» da realizzare in Val Brembana

Sarà il loro primo progetto in Italia. La proposta degli architetti di Big - Bjarke Ingels Group è stata preferita agli altre tre finalisti per la proposta della riqualificazione della struttura esistente della San Pellegrino in Val Brembana da trasformare in una nuova Flagship Factory dell'azienda.
Nel concorso privato a inviti, affidato a Luca Molinari, erano state selezionate le proposte di quattro studi con la presenza dell'unico italiano Michele De Lucchi. Di grosso calibro tutti i tre finalisti stranieri: Mvrdv e Snohetta, oltre Big. La scorsa settimana a Milano c'è stata la scelta del progetto vincitore, che ha appunto premiato gli architetti danesi. Inutile cercare nella loro proposta elementi innovativi che hanno reso famoso lo studio in tutto il mondo (da ultimo l'incredibile grattacielo residenziale a forma di piramide completato a Manhattan).

Piuttosto, la proposta ha saputo reinterpretare gli elementi tradizionali dell'arco e della piazza per scandire e ritmare la riqualificazione di quella che - nelle intenzioni dell'azienda promotrice - deve dimenticare una «Fabbrica del Futuro per far vincere il Made in Italy» (tema che è anche il titolo del contest).
Con questa vittoria lo studio Big entra in Italia dalla porta principale. Il progetto prevede un impegno di quattro anni. Secondo la tabella di marcia comunicata dalla San Pellegrino, i lavori inizieranno nel 2018.
«Oggi - ha detto Stefano Agostini, presidente e Ad del Gruppo Sanpellegrino - poniamo la prima ideale pietra della Factory destinata ad essere il fiore all'occhiello del nostro Gruppo. Il progetto di Big è stato quello che più di tutti si è avvicinato ai valori della marca e all'impegno dell'azienda: rilanciare il ruolo di ambasciatori del Made in Italy raccontando un bene straordinario e non delocalizzabile quale l'acqua minerale; generare valore e benefici concreti per le comunità in cui operiamo; migliorare la qualità del lavoro – e quindi incrementare la produttività – delle nostre persone rafforzando lo spirito di appartenenza e il piacere di lavorare in un ambiente visionario, confortevole e gratificante».


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