Progettazione e Architettura

A Genova concorso-flop per l'ex Fiera: non c'è vincitore. Comune senza progetto, ma con 30 milioni disponibili

Jada C. Ferrero

Concorso internazionale di idee "Blueprint Competition" di Genova: non esiste vincitore. A sorpresa, nessuno dei 76 progetti partecipanti (di cui 69 ammissibili) al bando indetto nel luglio scorso dal Comune, in tandem con la partecipata Spim, per raccogliere elaborati sul ridisegno e riqualificazione dell'ex area fieristica alla Foce, ha totalizzato il minimo "sindacale" di 70 punti necessario a qualificarsi. Un flop, considerato che il progetto numero uno avrebbe svolto la funzione di preliminare su cui avviare la mega trasformazione, che riguarda una porzione urbana a pelo d'acqua di circa 100mila mq.

Era in palio un montepremi di 120mila euro, di cui 75mila al primo classificato, più tre premi di 15mila euro ciascuno per i classificati dal secondo al quarto.
Adesso, in base all'articolo 15 del bando, verrà equiripartito fra i primi 10 classificati, i quali hanno conseguito punteggi fra 67 e 55 punti.

Lo ha decretato oggi lunedì 6 febbraio la commissione giudicatrice del Blueprint, composta da Richard Burdett, professore di Studi urbani presso la London School of Economics; Giuseppe Cappochin, presidente del Consiglio nazionale degli architetti e presidente della stessa commissione; Stefano Russo, architetto del Renzo Piano Building Workshop; Carlo Berio, architetto esperto in pianificazione urbanistica; Pasquale Labianca, esperto in valutazioni economiche e finanziarie di trasformazioni urbane.

Il sindaco Marco Doria ha appreso praticamente in diretta il verdetto della commissione: «È sovrana, ha deciso in totale autonomia e all'unanimità. Non me lo aspettavo. Ne prendo atto. La decisione stimola: genererà una mobilitazione di intelligenza diffusa sulle 10 migliori opere. A metà marzo sarà organizzata un'esposizione, per avviare una discussione aperta. Individuare investitori rimane una priorità». Sono attualmente disponibili circa 30 milioni, resi disponibili dal Governo.

Non è ancora definito se e in che modo l'amministrazione comunale – tra l'altro si vota in primavera – potrà attingere in concreto dalla summa di elaborati. Al concorso era possibile partecipare solo telematicamente e in forma anonima. Infatti, 7 candidati sono stati esclusi per non aver evitato proprio tutti gli elementi riconoscitivi.

Le proposte ideative dovevano vertere sulle aree dell'ex quartiere fieristico, prima tessera del ben più ampio «mosaico» firmato Renzo Piano noto come Blueprint per Genova, articolata suggestione di cui l'architetto-senatore genovese aveva fatto dono nel 2015 alla città e al suo porto, e che riformulava l'intero waterfront cittadino da Punta Siberia a Punta Vagno. I progetti in concorso dovevano rimanere sotto una soglia di 200 milioni come possibile spesa.

Sei erano i profili per ottenere punteggio: impostazione generale e qualità architettonica complessiva (40 punti); fattibilità economico finanziaria (10); qualità spazi pubblici, rapporti fra gli edifici, viabilità interna (20); proposte di riutilizzo del Palasport (10); porto-canale e rapporto con l'ambiente costruito (10); indicazioni e strategie energetiche e ambientali (10).


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