Progettazione e Architettura

Professionisti, Cresme: architetti verso la crescita zero

Massimo Frontera

Il centro ricerche invita i professionisti a cogliere le opportunità nel mercato globale. Ridolfi (Architetti di Roma): «Basta immobilismo, la Capitale deve alzare lo sguardo»

Gli architetti italiani si avviano verso la crescita zero. Di più, per la prima volta tra qualche anno si verificherà la diminuzione dei professionisti iscritti all'albo. Lo prevede il centro ricerche del Cresme, nel rapporto sulla professione illustrato dal direttore tecnico del Cresme Lorenzo Bellicini nei giorni scorsi a Roma, nella sede dell'ordine provinciale. Nella ricerca ha anche aggiornato il suo focus sulla Capitale, confermando la dolorosa contraddizione di una grande potenzialità frustrata da una grande paralisi a tutti i livelli decisionali, amministrativi ed economici.

Il Cresme agli architetti: cogliere le opportunità all'estero
Il messaggio del Cresme ai professionisti non suona una novità. L'alto numero di architetti in Italia impone una strategia di crescita all'estero (che in realtà è già iniziata da tempo), con la capacità di sapere individuare i mercati che crescono in una congiuntura che vede una forte polarizzazione tra paesi dove il mercato della progettazione ha subito forti battute d'arresto (Grecia, Spagna, Irlanda, Portogallo) e altri dove invece ci sono segnali di sviluppo molto netti (Svezia, Turchia, Polonia, Russia, Regno Unito, Germania).
In Italia intanto le cose stanno un po' migliorando, anche grazie all'attenzione del codice appalti nei confronti della progettazione (e dei concorsi).
Il problema è il lavoro. Molti vorrebbero andare all'estero - il 44% del campione intervistato dal Cresme - ma pochi ci vanno. Soprattutto questi pochi non crescono. Solo il 6% degli architetti intervistati dice di lavorare all'estero. «Si tratta di una percentuale che non è cambiata in maniera significativa negli ultimi tre anni», sottolinea la ricerca. A scoraggiare l'avventura all'estero è la lingua straniera, oltre alle difficoltà logistiche e burocratiche, con relativi costi.

La "curva" degli architetti si appiattisce
L'italia rappresenta l'11esimo mercato mondiale delle costruzioni, ma e il primo paese in Europa per numero architetti. Ce ne sono oltre 154.300: 2,5 professionisti ogni mille abitanti, oltre il doppio della media Ue, che è di 0,96 architetti per mille abitanti.
Dopo crescita tumultuosa degli anni '80 e, in parte, degli anni '90, è arrivato il rallentamento. «Da un incremento medio annuo del 6% negli anni Ottanta - riferisce la ricerca - si è infatti passati al 3,4% del periodo 2005-2010, fino allo 0,8% dell'ultimo biennio». Ed ecco la previsione: «Con la continuazione di questo trend, nel giro di pochi anni il numero di iscritti agli ordini inizierà a ridursi. Le immatricolazioni ai corsi universitari di architettura proseguono infatti il trend negativo; sono state 6.157 gli immatricolati all'anno accademico 2013-2014, contro gli oltre 13.000 che si registravano nel 2007 prima della crisi. La struttura per età degli iscritti all'ordine mostra la crescita delle fasce più anziane: gli architetti con più di cinquant'anni sono oggi il 37% del totale».

Le occasioni da cogliere nella Capitale
Nella Capitale d'Italia le occasioni di rilancio non mancano. Non si stanca di ricordarlo il Cresme - che questo mese presenterà una ricerca più organica e completa sulle principali città della crescita - ma anche i vertici dell'ordine degli architetti. «Roma ha bisogno di alzare lo sguardo - sottolinea il presidente degli architetti di Roma Alessandro Ridolfi - di guardare alle cose che non vanno, ma soprattutto di pensare a quello che la città vuole essere nell'eccezionale scenario di cambiamento che il mondo sta vivendo». Ridolfi ha invocato anche un «tavolo con tutte le forze della città per scrivere la "Carta di Roma" che tracci il futuro della nostra città. Roma deve tornare ad essere la capitale che tutti amiamo e in grado di competere con tutte le altre capitali europee».

Servono architetti con la «schiena dritta»
«Questa ricerca sull'architetto nella città del futuro continua ad affermare l'esigenza di ripensare completamente il ruolo della professione - ha aggiunto Patrizia Colletta, a capo del dipartimento "Progetto sostenibile ed efficienza energetica" dell'Ordine di Roma - affinché sia funzionale a una società che esprime dei fabbisogni da una parte insoddisfatti e dall'altra oggi solo annunciati». Serve, ha detto ancora Colletta, «un architetto con la "schiena dritta" capace di diventare protagonista della "rigenerazione etica" della nostra società, che sappia condividere un nuovo progetto di convivenza civile rifiutando l'adattamento silente alle regole del clientelismo e delle pratiche corruttive. Un architetto che non si rassegni come dice Raffaele Cantone a vivere in un paese corrotto e che risponda alla necessità di ripartire con nuove regole che restituiscano dignità ed efficienza al nostro Paese».


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