Progettazione e Architettura

Fabbricanove firma l'auditorium contemporaneo (mascherato) nel centro storico siciliano di San Cataldo

Massimo Frontera

La facciata storica è stata ricostruita (d'intesa con la Soprintendenza) per consentire l'inserimento nel contesto edilizio Ottocentensco

Dall'incarico all'inaugurazione ci sono voluti dieci anni. Ma ne è valsa la pena. Il nuovo auditorium da poco consegnato al committente - la banca di credito cooperativo G. Toniolo di San Cataldo, in provincia di Caltanissetta - è una elegante architettura contemporanea racchiusa da un involucro di colore grigio antracite.
Ma a rendere particolarmente interessante questo progetto, firmato dallo studio Fabbricanove di Firenze, è il suo "mascheramento" parziale dietro una facciata ricostruita in stile. Mascheramento che consente a questa architettura contemporanea di inserirsi in modo meno impattante nel contesto edilizio esistente. Mascheramento che, in definitiva, ha reso possibile la realizzazione stessa del progetto, definito nel corso di un rapporto costruttivo con la Soprintendenza, come raccontano i progettisti.
L'affidamento di questo incarico privato a uno studio di Firenze si spiega con le origini siciliane - e in particolare di San Cataldo - di uno dei progettisti di Fabbricanove.

La nuova struttura ha preso il posto di un edificio fatiscente che è stato demolito. IL vecchio edificio aveva una destinazione residenziale, da qui la necessità di una variante al Prg che ha richiesto due anni. Il cantiere ne ha richiesti cinque, necessari a superare alcune prescrizioni in corso d'opera legate ad aggiornamenti di normativa tecnica e per la sicurezza.
E poi c'è stato il rapporto con la Soprintendenza. Molto costruttivo.

«Tutto il progetto - racconta Giovanni Bartolozzi, uno dei tre partners di Fabbricanove (con Enzo Fontana e Lorenzo Matteoli) - è nato proprio dal vincolo della Soprintendenza. Noi cerchiamo sempre di far capire come la parte che attiene ai vincoli della Soprintendenza possa essere reinterpretata in maniera creativa. Devo dire che in questo senso abbiamo trovato una Soprintendenza che ha capito subito il progetto e abbiamo trovato un soprintendente aperto e disponibile al dialogo».
La facciata ricostruita si armonizza con il contesto, avvolge parzialmente la nuova struttura ma le consente di fare capolino al di sopra del limite superiore della faccia stessa.
«Sia l'auditorium che la hall dell'edificio - racconta sempre Bartolozzi - sono a disposizione della comunità, cioè di tutto il paese di San Cataldo». La banca, spiega il progettista, si è detta disponibile a mettere a disposizione la struttura per ospitare incontri, convegni o esposizioni, su richiesta di soggetti sia pubblici che privati.

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