Progettazione e Architettura

Pronte le 144 residenze social-chic nella periferia di Parigi firmate 5+1AA

Francesca Oddo

Alfonso Femia racconta l'intervento che include 144 unità abitative in tre edifici per un costo di 19,3 milioni realizzato in tre anni

Lo studio 5+1AA non perde un colpo. Che sia in Italia o che sia in Francia, dove lo studio ha sede a Parigi ormai dal 2007, il team composto da Alfonso Femia e Gianluca Peluffo continua a mettere a segno progetti di grande qualità, uno dopo l'altro, senza compiere passi falsi. Non ci siamo ancora abituati alle molteplici declinazioni della luce, del cielo e della città specchiati sulle superfici della nuova sede BNL-BNP Paribas di Roma, che ad Asnières-sur-Seine, a nord di Parigi, è già pronto un complesso residenziale di notevole fattura. Una prova molto interessante per diversi aspetti, questa de "I Giardini di Gabriel - Il Cielo su Asnières", così è stato battezzato il complesso, soprattutto se paragonata a quanto oggi accade (o non accade) in Italia, dove il panorama dell'edilizia residenziale è sempre piuttosto povero e deludente, fatta eccezione per rari casi. E allora cosa c'è di diverso in Francia e come è possibile che in soli tre anni si riesca a concludere un lavoro così significativo dal preliminare al cantiere finito?

Lo abbiamo chiesto ad Alfonso Femia, che ormai da quindici anni si divide fra Genova, Milano e Parigi: «Nel confronto con l'Italia una delle differenze fondamentali è che in Francia sono forti sul metodo e sulle tempistiche, che non possono dilazionarsi più di tanto. Questo accade sia nel settore privato sia in quello pubblico: una volta condivisi il progetto e gli obiettivi, il tempo per la realizzazione dell'opera deve essere il più rapido possibile. C'è quindi un'assunzione di responsabilità che li porta ad arrivare fino in fondo nei tempi previsti». Ma c'è un altro elemento, culturalmente molto significativo, che unito al primo spiega l'alta qualità dell'intervento: «Nel sistema francese all'architettura viene riconosciuto un valore molto importante, di conseguenza, sia pure nell'ambito di un sistema di regole molto rigido e se conduci una vera e propria battaglia, la voce del progettista viene considerata autorevole fino al punto che il committente può decidere di assecondare l'architetto nel quadro di un processo condiviso. Cosa che ancora, tranne poche eccezioni, non accade in Italia. In Francia, invece, quando ti riconoscono qualità, capacità, volontà, personalità, allora hai voce in capitolo».

E così, battagliando, i 5+1AA sono riusciti, pur rimanendo dentro le regole, a superare la tendenza francese di lavorare solo sulla facciata e su un numero limitato di tipologie, dimostrando come sia possibile un'altra cultura della casa, nella quale i temi dell'intimità, del rapporto con l'esterno, dell'identificazione, dell'interazione con la luce, della relazione fra spazi pubblici e spazi privati siano parte integrante di un progetto dalle molteplici sfaccettature, disponibile a nuove possibilità di dialogo con la città che «va di nuovo 'tramata' lavorando sui ritmi, sulle sequenze e sulle pause», continua Femia.
Il programma si compone di 144 unità abitative a prezzi accessibili e di 39 residenze sociali che vanno dal primo all'ottavo piano, e include 360 metri quadrati di spazio commerciale più un parcheggio da 192 posti auto.

Costato circa 19 milioni di euro per una superficie totale di oltre 10.000 mq, il complesso, composto da tre edifici, è il risultato di un processo di stratificazione dei materiali e del dialogo di questi con la luce. Per il basamento è stata usata la briquette, materiale tipico dell'edilizia francese, declinato in maniera diversa, da molto liscio a lavorato a mano, che pian piano nell'elevazione intarsia pezzi di ceramica anch'essa lavorata a mano e pezzi di vetro di Murano. Il coronamento è invece realizzato con la nostra ceramica diamantata. Su di esso sei angeli spiccano in posizioni diverse: ognuno di loro guarda un quartiere diverso di Parigi e idealmente crea un legame con la città e la sua storia. Il cielo e la luce diventano nei progetti di 5+1AA elementi impalpabili che suggeriscono la scelta dei materiali, la declinazione delle loro superfici e delle loro componenti cromatiche, affinché raccontino la specificità del luogo e diventino veste dinamica, viva, pulsante del progetto in funzione delle diverse ore del giorno, delle stagioni e dei loro colori.

Il progetto è stato molto apprezzato, tanto che - oltre a essere stato candidato e selezionato per la prima fase del Mipim - i 5+1AA sono appena stati incaricati dallo stesso committente di realizzare un nuovo complesso residenziale a poca distanza dal primo. La conversazione con Femia si conclude con un'affermazione interessante rispetto alle potenzialità dell'architettura italiana, ma anche ai limiti di una cultura del progetto non ancora diffusa in maniera capillare: «Le tipologie sono molto bloccate in Francia, non c'è la libertà che abbiamo noi in Italia - spiega -. Loro hanno un ottimo metodo ma manca quell'aspirazione alla sperimentazione che invece abbiamo nel nostro Paese. Per adesso da noi ci sarebbero condizioni di progettualità paradossalmente più aperte, più libere, ma all'interno di un sistema nel quale l'architettura non ha ancora quel valore che invece le viene riconosciuto in Francia. E così all'architetto, a meno che non conduca una vera e propria lotta, spesso non viene riconosciuta autorevolezza e il progetto o non arriva sino in fondo o non si esprime così come era stato concepito originariamente. Una tendenza che, per fortuna, negli ultimi dieci anni sta lentamente cambiando».

Chi è il progettista
Dal 1995, anno di nascita del team di 5+1AA (Alfonso Femia, Gianluca Peluffo), la ricerca dello studio si è confrontata con la città contemporanea e con la riqualificazione di ambiti urbani e di importanti edifici nelle principali città italiane e dell'area del Mediterraneo: Milano, Roma, Torino, Venezia, Firenze, Genova, Tangeri, Algeri, Istanbul e il Cairo. Lo studio, divenuto 5+1AA agenzia di architettura dal 2005, opera attraverso un rapporto interdisciplinare tra gli studi di Genova, Milano (2006) e Parigi (2007). Simonetta Cenci diventa partner dal 2006 e Nicola Spinetto è associato a Parigi dal 2009.
Lo studio ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali tra i quali il "Premio Europeo all'Architettura Philippe Rotthier", il Premio Internazionale "The Chicago Athenaeum", il Leone d'Argento alla Biennale di Venezia per il Nuovo Palazzo del Cinema e il titolo di "Benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali".

I crediti del progetto
Luogo: Asnières-Sur-Seine, Francia
Committente: SCI Asnières Seine AB rappresentata da COFFIM e Eiffage Immobilier IDF
Progetto architettonico e paesaggistico: 5+1AA Alfonso Femia Gianluca Peluffo
Architetti: Alfonso Femia, Gianluca Peluffo, Simonetta Cenci, Nicola Spinetto
Ingegneria strutturale: Eiffage Construction
Ingegneria impiantistica: I.D. BATI
Ingegneria ambientale: Eiffage Immobilier IDF
Impresa: Eiffage Construction Idf
Responsabile di progetto: Aude Robert
Gruppo di progettazione: Etienne Bourdais, Roxana Calugar, Simonetta Cenci, Alfonso Femia, Sara Massa, Marzia Menini, Gianluca Peluffo, Aude Robert ,Francesca Recagno, Francesca R. Pirrello, Nicola Spinetto, Sara Traverso
Collaboratori: Caterina Pini, Vittoria Paternostro, Maud Laronze
Artista - ceramica: Danilo Trogu - La casa dell'arte Albisola (SV)
Scultore - angeli in pietra: Frédéric Thibault - Louis Geneste Paris
Superficie totale: 10.518 mq
Costo: € 19.300.000
Cronologia: 2013 progettazione, 2014 apertura cantiere, 2016 completamento lavori


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