Progettazione e Architettura

Terremoto, architetti contro Errani sull'elenco unico dei professionisti: aggirate le norme sulla trasparenza

Massimo Frontera

Gli architetti si sfilano dal protocollo con la struttura commissariale. Cappochin: «Gravissimo che non si eviti l'accaparramento degli incarichi»

Sul (costituendo) elenco unico dei professionisti che vogliono operare nel cratere gli architetti partono lancia in resta contro il commissario alla ricostruzione Vasco Errani. Come anticipato da «Edilizia e Territorio», in base al protocollo firmato nei giorni scorsi tra la rete delle professioni tecniche e la struttura del Commissario alla ricostruzione, ai professionisti che si iscriveranno nella lista unica non sarà più imposto un tetto all'acquisizione degli incarichi privati per evitare che eventuali "accaparramenti" finissero per rallentare la ricostruzione. Scartata l'opzione del limite all'acquisizione degli incarichi - per incompatibilità della misura rispetto ai principi della libera concorrenza - il protocollo firmato con le associazioni di categoria prevede solo una raccomandazione fatta dagli ordini ai singoli professionisti iscritti volta ad acquisire un numero di incarichi non incompatibile con la struttura dello studio. Sull'attivazione dell'elenco unico si attende un avviso da parte del commissario Errani per consentire le richieste di iscrizione da parte dei professionisti interessati.
In una lettera inviata al Commissario Vasco Errani, ora gli architetti spiegano che non sono d'accordo con la scelta fatta e si sfilano dall'accordo sottoscritto, anche a nome degli architetti, dal coordinatore della rete delle professioni tecniche, Armando Zambrano (presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri).

«È gravissimo - scrive Giuseppe Cappochin nella lettera inviata a Vasco Errani - che il Protocollo d'intesa per la definizione dei criteri generali e dei requisiti minimi di accesso per l'iscrizione nell'elenco speciale dei professionisti abilitati, sottoscritto dal Coordinatore della Rete delle Professioni Tecniche con il Commissario Straordinario del Governo per la ricostruzione, aggiri i principi della trasparenza, di matrice comunitaria ed italiana, omettendo ed eludendo criteri certi ed espliciti finalizzati ad evitare l'accaparramento di clientela da parte di professionisti incaricati per attività di ricostruzione. Per questo motivo il Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori, che ha sempre fatto propri scopi e finalità del Decreto legge sulla ricostruzione, teso a risanare le zone dell'Italia Centrale colpite dal terremoto nel rispetto di criteri etici e di trasparenza delle procedure, non vi ha aderito».

«Sorprende, poi - prosegue il presidente degli Architetti - che venga di fatto ignorato quello che è accaduto, ad esempio, all'Aquila in occasione del terremoto del 2009, dove, come riportato in questi giorni da un importante quotidiano nazionale, un solo ingegnere ha collezionato 428 incarichi da privati e sei professionisti ne hanno complessivamente acquisiti ben 1.685, senza contare poi analoghe situazioni avvenute dopo il sisma dell'Emilia Romagna. Così come è stato ignorato quanto deciso - e sottoscritto - nel corso degli incontri tra il Commissario straordinario e la Rete delle Professioni Tecniche proprio in merito ai criteri finalizzati ad evitare la concentrazione degli incarichi professionali con la indicazione, peraltro, che tali criteri venissero recepiti dagli Ordini professionali come raccomandazione deontologica di comportamento dei professionisti stessi».

Nella lettera si legge poi come nel Protocollo «non venga previsto il principio della obbligatorietà della qualifica professionale, aspetto imprescindibile per lo svolgimento di prestazioni in area sismica, né criteri che prevedono, a fronte dell'iscrizione all'elenco speciale, il possesso di apposita formazione professionale" tenuto conto che "le responsabilità legate al compito di decidere della agibilità e della ricostruzione, e dunque del normale uso, di un edificio potenzialmente soggetto a scosse sismiche nel breve periodo o che ha subito eventi sismici, sono collegate a ben specifiche competenze tecniche e professionali».

«Poiché con il Protocollo si assumono precisi impegni nei confronti del sistema ordinistico e dei singoli iscritti ed a tutela dell'interesse pubblico connesso all'esercizio della professione - spiega ancora Cappochin - il Consiglio Nazionale non ha ritenuto di effettuare una mera adesione a un testo preconfezionato, per il quale non vi è stato alcun confronto, e manifestamente in contrasto rispetto a irrinunciabili, quantomeno per gli architetti, principi fondamentali di trasparenza a tutela del divieto di accaparramento. Appare infatti contrario ai criteri istitutivi di un Consiglio Nazionale, ente vigilato dal Ministero della Giustizia, aderire ad obblighi e prescrizioni specifiche non condivise o concordate e che impegnano direttamente una categoria, nel rispetto dei criteri di imparzialità, trasparenza e pubblicità delle prestazioni professionali».
La lettera conclude invitando il commissario Errani a un confronto con gli architetti sui temi e sulle criticità sollevate.


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