Progettazione e Architettura

Mario Cucinella disegna l'ospedale del futuro per il San Raffaele di Milano

Massimiliano Carbonaro

Grazie a un sistema di piazze, Cucinella abbandona lo schema delle piastre orizzontali per elevarsi in altezza

Una nuova idea di ospedale capace di prendersi cura anche del benessere psicologico dei degenti, elegante nell'architettura che non è più solo funzionale, soprattutto una nuova idea di ospedale che guarda verso l'alto: sono tanti gli elementi emersi durante l'incontro a Milano dal titolo "L'Ospedale del Futuro: il ruolo dello sviluppo tecnologico, del rispetto ambientale, del risparmio energetico e dell'uso di materiali innovativi". Ma soprattutto è stata presentata la nuova struttura ospedaliera che verrà realizzata all'interno del San Raffaele di Milano che grazie ad un progetto firmato dall'architetto Mario Cucinella abbandona lo schema delle piastre orizzontali per elevarsi in altezza con un'idea architettonica capace di unire gli aspetti funzionali della nuova medicina con la ricerca del bello.

Un investimento per 60 milioni
Svelato quindi il nuovo polo chirurgico di emergenza – urgenza del San Raffaele pensato per diventare il cuore del tessuto edilizio consolidato e ad alta densità dell'I.R.C.C.S. Si tratta di un investimento per 50-60 milioni voluto dal Gruppo ospedaliero San Donato, la società che ha acquistato salvando il San Raffaele negli anni scorsi. "La logica di questa operazione è semplice – spiega il presidente del Gruppo ospedaliero San Donato, Paolo Rotelli – fin'ora abbiamo investito per sostenere la ricerca, ma questo non si vede da fuori. Ora invece vogliamo affrontare un'area critica come il pronto soccorso che attualmente è un cunicolo trafficato e che ha dato adito spesso a proteste. Per noi rappresenta un segno di inversione rispetto alla precedente gestione con l'obiettivo di dare un servizio di qualità". Il nuovo centro dovrebbe essere completato nel giro massimo di tre anni: il progetto firmato da Cucinella prevede una struttura di 8 piani, più due sotterranei con due elementi complementari una piastra tecnica destinata ad ospitare le funzioni ospedaliere più importati (un blocco chirurgico con 20 sale operatorie, la terapia intensiva e il pronto soccorso) e quindi la torre dove troveranno posto i reparti di degenza (300 posti letto) e gli ambulatori. Il dottor Rotelli spiega che in pratica sono solo in attesa di ricevere il permesso di costruire – previsto al più tardi per il prossimo febbraio 2017 – per poi bandire una gara per aprile. "In gara saranno chiamate – commenta – solo le aziende che consideriamo solide, facendo gare tutte aperte e scegliendo solo sul prezzo ci siamo trovati in difficoltà. Allora invitiamo solo grandi aziende anche perché vogliamo in due anni e mezzo completare i lavori. Dobbiamo mandare l'invito ai gruppi maggiori e alle imprese che hanno già lavorato per noi". Il gruppo San Donato crede in ospedali che si sviluppano in altezza con al centro del progetto una gestione delle emergenze completamente diverso rispetto alla maggior parte degli ospedali realizzati in questi anni: non sarà il paziente a spostarsi, il movimento sarà richiesto ai chirurghi e specialisti. Anzi l'intera nuova struttura è stata pensata per rendere gli spostamenti più fluidi e rapidi.

Il progetto firmato da Mario Cucinella
"Il progetto nasce per rispondere ad una domanda precisa del committente – commenta l'architetto Mario Cucinella – siamo nel cuore del san Raffaele con spazi limitati dagli immobili che già esistono. L'idea è di un edificio compatto per la natura del sito dove coniugare l'uso dello spazio e l'efficienza, legato all'innovazione dei processi sanitari, con l'attenzione ai percorsi interni e agli sviluppi della robotica medica. Insomma prima ancora di porci domande di natura estetica, è stato necessario conoscere questo mondo. Penso – ha aggiunto l'architetto – che negli ultimi anni ci si sia molto specializzati nell'architettura ospedaliera ma che queste strutture siano diventati quasi luoghi ostili, certo con un loro pragmatismo, ma senza sensibilità". L'immagine architettonica fatta di una serie di lamelle esterne di ceramica che si elevano con le punte verso l'alto e una trasparenza quasi "opalina" rappresentano per il progettista la volontà di raffigurare una melodia di Keith Jarrett con un ritmo musicale e uno spartito ideale. "Spariscono quelle finestre tutte uguali – commenta – per una facciata protetta da queste lame di ceramica pensate per difendere l'edificio dall'irraggiamento solare, ma anche dall'enorme contenuto estetico. L'ospedale diventa un oggetto plastico non duro, ritmico, attento all'ambiente e all'efficienza energetica". Così il susseguirsi delle lamelle appare in numero maggiore nella facciata Sud, mentre a Nord queste sono più aperte. Grande attenzione è stata rivolta agli spazi di collegamento verticali e orizzontali, e allo sfruttamento della luce naturale per l'illuminazione anche dei collegamenti sotterranei. Inoltre le vernici esterne saranno arricchite di biossido di titanio per le capacità fotocatalittiche. "Mi piace – conclude Cucinella – la corrispondenza tra architettura e richieste ambientale. Un progetto che non abbia solo funzioni estetiche. Si capisce in questo modo la sua forma a cui si aggiunge una sorta di basamento oscuro come un estruso dalla terra ricoperto da un grande giardino che serve per offrire benessere ai pazienti". Uno dei temi forti infatti ripresi da questo progetto è la ricerca appunto del benessere non solo fisico, ma anche psicologico dei degenti. Tema che secondo l'architetto deve essere ben presente nell'ospedale del futuro legato alle tecnologie, ma anche al rapporto con i luoghi, concetto che già apparteneva alla cultura islamica dove si considerava il rapporto tra cure, ambiente ed aspetto psicologico. L'intervento del San Raffaele è solo il primo pezzo di una partita più ampia che vedrà il Gruppo San Donato molto attivo con investimenti per circa 300 milioni per il 2017. "Siamo un'azienda solida – conclude Rotelli – che può permettersi di autofinanziarsi e quindi in questo momento che va tutto bene bisogna investire e costruire per il futuro".


© RIPRODUZIONE RISERVATA