Progettazione e Architettura

L'edificio-arca di Claudio Lucchin per la nuova sede di Cap Holding

Mariagrazia Barletta e Massimo Frontera

Arriva l'aggiudicazione provvisoria del concorso lanciato dal gruppo Cap per la sua nuova sede

Sono arrivati i risultati del concorso internazionale per progettare il nuovo quartier generale meneghino del Gruppo Cap, ossia la società, partecipata da 197 Comuni, che gestisce il servizio idrico integrato dell'area metropolitana di Milano e di altre provincie lombarde. Al primo posto nella graduatoria, c'è lo studio Cleaa - Claudio Lucchin & architetti associati di Bolzano. «Siamo soddisfatti per la qualità e l'innovazione dei progetti pervenuti in questa fase», commentano dal Gruppo Cap, sottolineando che si tratta di «un'aggiudicazione ancora provvisoria» e che la società si prenderà tutto il tempo tecnico necessario, prima dell'aggiudicazione definitiva, che avverrà probabilmente a gennaio. La giuria, presieduta dall'ingegnere Piercarlo Anglese, direttore area tecnica del Gruppo Cap e composta dall'architetto Alessandro Romeo e dall'ingegnere Corrado Pecora, entrambi estratti da una terna di nomi proposti dagli Ordini dei professionisti di Milano, ha assegnato un secondo e terzo posto ai team guidati da S.B.Arch.Bargone (lo studio di Foligno che ha partecipato con l'architetto madrileno Salvador Perez Arroyo alla progettazione del centro polifunzionale a Verbania) e a Cremonesi WorkShop, la nota società formata da un team multidisciplinare di ingegneri e architetti, con sedi a Brescia e Dubai. Al team vincitore, oltre a un premio di 77mila euro, vanno gli incarichi di progettazione, assicurati dal bando. Il concorso fu lanciato lo scorso gennaio da Cap Holding, società capogruppo della Cap, per valorizzare un'area di via Rimini a Milano, dove sorgono una palazzina e un capannone industriale, sedi in proprietà di Amiacque, l'azienda operativa del Gruppo. I due edifici saranno demoliti per fare spazio a una sede direzionale moderna, a basso impatto ambientale: un'architettura Nzeb, cioè l'obiettivo massimo fissato dalle norme per quanto riguarda l'efficienza energetica.


L'obiettivo è trasferire in via Rimini anche gli uffici della holding, che attualmente ha sede nel complesso terziario di Milanofiori Nord ad Assago, dove occupa circa tre piani dell'edificio cosiddetto «U 10», progettato dall'architetto olandese Erick van Egeraat. Lo studio Cleaa, di cui sono soci Claudio Lucchin, Angelo Rinaldo e Daniela Varnier, ha partecipato insieme allo studio Bergmeister di Varna (Bolzano) e alla società ZH di Milano, e ha proposto una soluzione che punta molto sull'elemento acqua, giocando sull'idea di un edificio che rappresenti il valore simbolico di un'arca della salvezza associata appunto al valore dell'acqua. Acqua che rappresenta il business di Cap, ma è anche l'"oro blu" che la società intende preservare e gestire al meglio. Pertanto, per il concept dei nuovi headquarters il progettista ha puntato sulla forma di un'arca galleggiante, circondata dall'acqua. Il legame acqua-edificio direzionale sollecita inevitabilmente un parallelo con una pregevole architettura, anch'essa in territorio milanese: la sede Mondadori a Segrate, opera del compianto architetto brasiliano Oscar Niemeyer.

Lo stesso studio Cleaa si è già misurato con lo stesso tema in un altro importante progetto, quello per il nuovo parco scientifico e tecnologico nell'area dell'ex fabbrica Alumix a Bolzano, pensato per ospitare aziende innovative, istituti di ricerca ed enti di formazione, con l'obiettivo di sviluppare conoscenza e trasferirla alle imprese. Per quest'opera, attualmente in costruzione, il progettista Claudio Lucchin (con Alessandro Stroligo, Mauro Dell'Orco, Andrea Cattacin) ha immaginato una sorta di monolite descritto come un «vascello futuristico». A una delle estremità, l'edificio si alza e si inclina, rivolgendo la sua punta verso l'alto, come fosse una prua sospesa. L'architettura nell'ex Alumix viene definita «un'arca del "nuovo" e dunque della sperimentazione e della ricerca tecnica, incagliata tra antichi edifici», dove il ciclo produttivo, legato alla ricerca e all'innovazione, si fa immateriale.

Per vedere i primi disegni della nuova sede del gruppo Cap bisognerà attendere la presentazione ufficiale prevista a gennaio prossimo, una volta espletate tutte le formalità del caso. In ogni caso, è lecito aspettarsi una soluzione interessante e originale, come ci ha abituato a fare lo studio bolzanino, che ha ideato per esempio la scuola ipogea Hannah Arendt a Bolzano (caso forse unico al mondo che nulla ha da invidiare ai migliori edifici scolastici fuori terra); o anche il termovalorizzatore di Bolzano(per il quale Claudio Lucchin e il suo team hanno avuto il merito di associare una qualità architettonica a una tipologia di edifici che generalmente ne è priva).
La realizzazione della sede di Cap dovrà essere rapida. Il gruppo infatti - da quanto si apprende dal bando di concorso - non intende rinnovare i contratti di locazione in essere per gli uffici di Assago. E di questo bisognerà dunque tenerne conto nel cronoprogramma dell'intervento. Il costo della costruzione sarà di circa 14 milioni di euro.


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