Progettazione e Architettura

A Bruxelles si accende il 7 dicembre la «lanterna» del Consiglio Ue, firmata Studio Valle-Samyn-BuroHappold

Massimo Frontera

Viene presentata al pubblico l'opera frutto di un concorso di progettazione vinto dal team promosso dallo studio romano

Il conto alla rovescia è quasi terminato. Il 7 dicembre prossimo, a Bruxelles viene presentata alla stampa la nuova sede del Consiglio Europeo e del Consiglio dell'Unione Europea. Una nuova architettura che parla soprattutto italiano: il progetto è infatti firmato da un team promosso da Studio Valle Progettazioni che, insieme allo studio belga Samyn and Partners (poi scelto come rappresentante locale del gruppo), e all'engineering inglese Buro Happold, si è aggiudicato il concorso bandito dal Consiglio Ue nel 2004. Lo "stratega" di questa competizione è Tommaso Valle (tra i fondatori dello studio romano) che ha scelto di allearsi con la società di ingegneria inglese e il "local architect" belga. La proposta ha prevalso su nomi blasonati dell'architettura Nouvel, Perrault e Coop Himmelb(l)au. A convincere la commissione di gara è stato in particolare il modo in cui il disegno contemporaneo è stato accostato al delicato contesto architettonico preesistente - completamente diverso - trovando la giusta armonia.

L'attuale edificio del "Palazzo Europa" a Rue de la Loi ha infatti recuperato e ampliato la parte storica del Résidence Palace, architettura Art Deco firmata dall'architetto Michel Pollak e costruito fra il 1922 e il 1927. La struttura (realizzata da un gruppo di impresa con a capo la belgo-olandese Interbuild) si estende per 71mila mq, tra sale di conferenza, locali di rappresentanza e numerosi altri spazi per servizi. Il tutto contenuto in un volume di cristallo di forma ovoidale, entro uno spazio fortemente caratterizzato e di forte immagine, alto circa 50 metri.

Nella proposta Valle-Samyn-BuroHappold sono stati inoltre apprezzati la funzionalità degli spazi, e la valenza simbolica e di rappresentanza dell'edificio, che è stata messa maggiormente a fuoco tra la prima e la seconda fase del concorso. L'idea progettuale forte è tutta giocata sulla luce e sulla trasparenza. Di sera, infatti, il volume curvilineo al centro dell'edificio - generato dalle ellissi sovrapposte con le sale riunioni - si accende e si rende visibile all'esterno, dal fronte strada, generando l'immagine di una sorta di lanterna, leggibile attraverso le facciate vetrate dell'edificio.


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