Progettazione e Architettura

Corviale/2. A nove anni dal concorso parte il recupero del 4° piano del "serpentone"

Massimo Frontera

I lavori partiranno l'anno prossimo. Alla progettista (e vincitrice del concorso) Guendalina Salimei, la direzione lavori

A otto anni dal concorso, la riqualificazione del complesso di Corviale sembra a una svolta. L'Ater Lazio ha infatti mandato in appalto la riqualificazione del famoso quarto piano che attraversa l'enorme stecca disegnata da Mario Fiorentino. Se Corviale è il simbolo del fallimento della progettazione al servizio dell'ideologia, il quarto piano è il cuore di quel simbolo. È lo spazio inizialmente destinato a servizi e spazi pubblici mai realizzati; spazi che invece sono stati "usucapiti" da chi vi ha realizzato alloggi in una incontrollata attività di autocostruzione.

I lavori servono proprio a sostituire a questa sorta di medina nata spontaneamente una nuova organizzazione degli spazi. Una nuova organizzazione in cui, da una parte, si conserva il potenziale abitativo di circa un centinaio di appartamenti (116 secondo il progetto iniziale) - e, dall'altra, si introducono elementi per rendere gli spazi più vivibili, gradevoli ed efficienti sotto il profilo energetico, ridefinendo il sistema impiantistico e proponendo soluzioni sperimentali con ballatoi, colore e giardini d'inverno.

Il progetto è di Guendalina Salimei, fondatrice di T-Studio, che nel 2009 si è aggiudicata il concorso lanciato dall'Ater e che ha firmato i successivi livelli di progettazione, fino all'esecutivo. E che ora - secondo quanto riferisce a «Edilizia e Territorio - Progetti e Concorsi» - seguirà la fase di realizzazione nel ruolo di direttore dei lavori. «Sono contenta che l'iniziativa sia arrivata alla fase del cantiere», commenta Salimei, nota al grande pubblico anche grazie al film di Riccardo Milani uscito due anni fa "Scusate se esisto!" sulla vera storia del concorso per il quarto piano di Corviale.

La pubblicazione del bando di lavori (7,6 milioni di importo con scadenza 2 febbraio 2017) ha dovuto attendere, tra le altre cose, la definizione della graduatoria degli inquilini assegnatari dei nuovi appartamenti in progetto.
Uno degli aspetti delicati di questo lavoro sarà proprio quello della parziale rotazione degli attuali occupanti, molti dei quali "sine titulo".


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