Progettazione e Architettura

Consiglio nazionale ingegneri, Zambrano verso la conferma fino al 2021

Giuseppe Latour

L'en plein per il presidente uscente: 15 consiglieri su 15 appoggeranno al rielezione

Un altro giro per Armando Zambrano. Il presidente uscente del Consiglio nazionale degli ingegneri, dopo che lo scorso 14 novembre gli ordini territoriali si sono espressi sul rinnovo dei vertici della categoria, ha ottenuto un successo netto per la sua squadra: quindici consiglieri su quindici appoggeranno la sua rielezione.
Resta, va precisato, l'attesa per l'investitura formale: sarà il ministero della Giustizia ad ufficializzare gli esiti della consultazione, con ogni probabilità nel mese di dicembre. Salvo clamorosi ribaltoni, però, la lettura appare già adesso molto chiara: gli ingegneri italiani hanno chiesto continuità. Per altri cinque anni, fino al 2021, il timone sarà nelle mani di Zambrano, che è riuscito a superare lo schieramento di opposizione che si era formato negli ultimi mesi, all'indomani del Congresso nazionale di Palermo.

«Siamo desiderosi di partire, visto che dai territori è arrivata un'indicazione così forte per la continuità del Consiglio nazionale uscente», dice allora il presidente in pectore. Oltre a Zambrano, nella squadra di governo restano diverse altre figure chiave, come il vicepresidente Gianni Massa e il tesoriere Michele Lapenna. Anche se non mancano le novità rilevanti: su tutte, spicca l'arrivo in Consiglio nazionale del presidente dell'ordine di Milano, Stefano Calzolari. Tutti insieme lavoreranno in continuità con quanto fatto finora: quindi, si continua a puntare con forza sul ruolo della Rete delle professioni tecniche, il soggetto unitario che mette insieme, tra gli altri, ingegneri, architetti, geometri, geologi. Allo stesso modo, resta forte l'impegno sul fronte della normazione volontaria e della partecipazione ai lavori di Parlamento e Governo, nelle sue diverse articolazioni.

Qualche cambiamento arriverà dal lato della riorganizzazione interna: «Intendiamo procedere - dice Zambrano - per semplificare e rendere più efficiente il nostro sistema. La Fondazione diventerà il nostro braccio operativo e al suo interno, come dipartimenti, saranno collocati tutti gli enti che ci permettono di offrire servizi agli associati, come il Centro studi, la Scuola di formazione, l'Agenzia per la certificazione delle competenze». Proprio la questione della formazione sarà centrale nei prossimi anni. «Per noi - spiega ancora - è fondamentale avere un ruolo di valorizzazione della categoria, per questo il Consiglio nazionale dovrà essere sempre più un soggetto di alto spessore scientifico e culturale, in grado di offrire attività post laurea paragonabili a quelle universitarie». Quindi, la Scuola offrirà formazione, l'Agenzia di certificazione consentirà di avere curriculum controllati da un soggetto terzo e un altro ente, chiamato "Quacing", si occuperà di certificare i corsi universitari.

Resta, infine, il tema dei servizi resi agli iscritti. «Saranno sempre più importanti, penso ad esempio a ciò che riguarda la assicurazioni, ma sarà anche importante garantire standard comuni in tutta Italia». Per questo motivo, bisognerà avviare un percorso di collaborazione tra ordini a livello territoriale. «Se un ordine non riesce a garantire gli standard necessari, bisognerà pensare a strutture sovraprovinciali o a un intervento del Consiglio nazionale in supporto, in modo da supportare meglio gli iscritti». Fermo restando che «il contributo dovrà restare inalterato».


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