Progettazione e Architettura

Consiglio nazionale ingegneri, Zambrano verso la conferma alla presidenza

Giuseppe Latour

Gli "exit poll" interni all'Ordine indicano una netta vittoria della lista Zambrano per il rinnovo del Consiglio nazionale

Sarà Armando Zambrano a guidare per altri cinque anni il Consiglio nazionale degli ingegneri. Si tratta, per adesso, ancora di risultati ufficiosi, ma la conferma della loro veridicità arriva da fonti di entrambi gli schieramenti che hanno partecipato alla consultazione. Così, in attesa dell'ufficialità, che la legge attribuisce al ministero della Giustizia, si può già affermare che le elezioni di lunedì scorso hanno un vincitore: è il presidente uscente che, nonostante si fosse formato uno schieramento di opposizione, è riuscito a prevalere, ottenendo la continuità del suo mandato.

Per l'esattezza, le indiscrezioni dicono che la compagine di Zambrano avrebbe conquistato addirittura il massimo risultato possibile: quindici consiglieri su quindici. Un risultato importante per la lista "Officina Cni" che, nella pratica, si traduce in una forte continuità con il passato recente. Oltre a Zambrano, infatti, restano nell'organo di governo della categoria molti nomi pesanti, come il tesoriere Michele Lapenna, il vicepresidente Gianni Massa, Giovanni Cardinale, Gaetano Fede, Angelo Valsecchi, Ania Lopez (triennale), Massimo Mariani e Raffaele Solustri.
A guardare bene il pacchetto dei consiglieri che atterranno alla guida del Cni, però, la nuova squadra non sarà per niente identica alla vecchia, pur essendo in grande continuità. Nel consiglio, infatti, entreranno molti nomi pesanti, in rappresentanza di ordini numerosi e rilevanti. C'è, quindi, da aspettarsi che facciano sentire la loro voce. Tra questi, spicca certamente il presidente dell'ordine di Milano, Stefano Calzolari, che già negli scorsi anni si era segnalato per la sua spinta sulle attività dell'Agenzia di certificazione delle competenze. Ma i nomi importanti sono anche diversi altri: il presidente di Bari, Domenico Perrini, quello di Verona, Luca Scappini, il presidente di Bologna, Felice Monaco, il presidente di Torino, Remo Vaudano, e il presidente di Genova, Roberto Orvieto.
Resta, quindi, completamente a bocca asciutta, stando a questa prima fotografia provvisoria del risultato, la squadra di opposizione che si era andata formando dopo il Congresso di Palermo. Al suo interno c'erano diversi nomi molto importanti del sistema ordinistico. Come il presidente di Napoli, Luigi Vinci e la presidente di Roma, Carla Cappiello. O, ancora, il vicepresidente uscente, Fabio Bonfà, il presidente di Brescia, Marco Belardi. Anche se l'affermazione della squadra di Zambrano resta molto netta, allora, si porrà a questo punto certamente il problema di ricomporre la frattura con la minoranza.
In attesa della conferma formale di questi risultati da parte del ministero, per i prossimi cinque anni ci sarà certamente una continuità su alcune battaglie storiche di Zambrano. Come la sinergia con le altre professioni tecniche, che ha trovato espressione nel lavoro della Rete. Ancora, si punterà molto sugli enti collegati al Cni: la Fondazione, il Centro studi, la Scuola di formazione, l'Agenzia di certificazione delle competenze. E sarà rafforzata la collaborazione con Parlamento e Governo per dare un apporto in fase di redazione di leggi e regolamenti. La grande novità di questi cinque anni arriverà dalla razionalizzazione e dall'efficientamento del sistema ordinistico. Il tema, in cima alla lista delle cose da fare nei prossimi anni, andrà affrontato in raccordo con gli ordini locali, come è già emerso proprio durante il Congresso di Palermo.


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