Progettazione e Architettura

Sulle montagne di Vercelli l'hotel-condominio disegnato da Rita Cattaneo

Francesca Oddo

La struttura si trova a Riva Valdobbia, in Valsesia, ed è articolata in quattro edifici che si integrano nel contesto urbano e paesaggistico

In meno di un anno dalla sua inaugurazione il Mirtillo Rosso Family Hotel, realizzato dallo studio milanese di Rita Cattaneo con Francesca Battisti, ha ottenuto sia riconoscimenti in merito alla qualità della sua architettura vincendo l'America Architecture Prize 2016, sia risultati positivi in termini di ricadute economiche per la valle che lo ospita. Si trova a Riva Valdobbia, nella Valsesia e nel cuore di una comunità Walser, una popolazione di origine germanica che abita le regioni alpine attorno al Monte Rosa.

La storia ha inizio intorno al 2010, quando una famiglia ben nota dell'imprenditoria italiana, quella di Cesare Ponti, da sempre estremamente legato a questa valle, decide di acquistare quella che un tempo era stata una colonia estiva della Diocesi di Vercelli e che negli ultimi anni era stata messa in vendita. Alpen Rose, società di proprietà di Ponti attiva nel settore alberghiero, stanzia 14 milioni di euro (fra l'acquisto del vecchio edificio e la costruzione del nuovo) perché al posto della ex colonia nasca un albergo attento alle particolarità del luogo, capace di attrarre turismo e di creare nuovi posti di lavoro. «Quando l'albergo andrà completamente a regime, la presenza di turisti tra Riva Valdobbia e Alagna Valsesia raddoppierà, e in termini di occupazione la struttura darà impiego fino a trenta persone», spiega Stefano Cerutti, amministratore di Alpen Rose.

La proposta ricettiva è indirizzata alle famiglie con bambini, agli amanti del Natale e della montagna, a tutti coloro che cercano un posto che sia rilassante per gli adulti e coinvolgente per i più piccoli. «L'importanza di questo progetto è legata fortemente al territorio che lo accoglie, estremamente preservato -continua Cerutti-. Rispetto ad altre valli possiede degli elementi architettonici molto antichi, come le chiese e le case di legno dei Walser, alcune delle quali risalgono anche al Seicento. I Walser, inoltre, nel periodo invernale lavoravano in Francia nei cantieri del sacro, che in quel momento fervevano in giro per l'Europa, e tornando indietro riportavano nella valle la loro arte. La presenza di un albergo come il Mirtillo Rosso è il punto di partenza per promuovere la valorizzazione e la visibilità di questo particolare contesto, simile a un museo diffuso, fino ad ora completamente sconosciuto ai più».

Quello che colpisce, considerate le dimensioni dell'intervento (circa 4 mila e 500 mq di superficie complessiva), è la capacità di questa architettura di dialogare con il contesto, sia quello costruito sia quello naturale, e al tempo stesso di creare le premesse per una rinnovata lettura delle tradizioni costruttive locali. La scelta di articolare l'albergo in quattro volumi piuttosto che in un unico grande edificio risponde alla precisa volontà di fare eco alla tipologia degli insediamenti Walser, concepiti come piccoli agglomerati, con le case molto vicine le une alle altre, quasi a proteggersi l'un l'altra, a raccogliersi intorno al verde e a percorsi comuni coperti. «I modi di insediarsi nella montagna, di costruire casa vicino a casa, il modo di usare i materiali locali, pietra e legno, di allestirla, hanno lasciato la testimonianza che ancora induce al rispetto e dal recupero di questi valori - spiega Rita Cattaneo - sia nella tutela degli insediamenti storici, sia nel riconoscerli e reinterpretarli nei nuovi interventi.

Verso questo si orienta il progetto». Nasce così una struttura composta da quattro edifici, dei quali tre sono chalet ciascuno su altrettanti piani per 60 camere complessive, e l'altro accoglie la lobby, il ristorante, il bar, le cucine, gli spazi comuni e quelli dedicati ai bambini e, al livello più basso, la spa. I primi tre presentano una fisionomia che richiama le tipiche case Walser in legno e pietra; il quarto, pur ricorrendo ai materiali della tradizione, introduce un elemento di novità per la montagna e cioè un tetto piano coperto a verde che contribuisce ad agganciare la nuova architettura alle componenti cromatiche del paesaggio.

Chi è il progettista
Dopo la laurea conseguita nel 1976, Rita Cattaneo ha collaborato, fra l'altro, con Gregotti Associati per otto anni, prima di associarsi ad altri professionisti e di aprire il proprio studio a Milano nel 1991. Negli anni di collaborazione ha partecipato alla realizzazione di diversi progetti significativi, dalla Défense di Parigi alle strutture per le Olimpiadi di Barcellona al progetto Bicocca fino alla ristrutturazione della Pinacoteca di Brera a Milano. Con il suo studio si occupa in particolare di edifici per uffici e residenziali -sia ex novo sia ristrutturazioni-, oltre che di strutture ricettive.

I crediti del progetto
Committente: Alpen Rose
Progettista: Rita Cattaneo con Francesca Battisti, Milano
Impresa costruttrice: Bertini per il piano interrato, Riva Valdobbia (Vercelli)
Costruzioni in legno: Rubner Haus, Chienes (Bolzano)
Impianti: CR impianti, Romagnano Sesia (Novara)
Superficie complessiva: 4.500 mq
Costo complessivo: € 14.000.000
Cronologia: progetto / 2012-2013, cantiere / 2014-2015


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