Progettazione e Architettura

A Roma lo studio Ottaviani amplia l'hotel (sfruttando i bonus del piano casa Lazio)

Francesca Oddo

Dieci mesi di cantiere, due anni di iter. Una nuova facciata che accoglie del verde rampicante rinnova il palazzo dell'800 nel quartiere Prati

L'ampliamento dell'Hotel Beldes di Roma, realizzato dallo studio Ottaviani Associati (Alessandro Ottaviani e Francesca Patrizi) su un palazzo risalente alla fine dell'Ottocento, è il frutto di un lavoro reso possibile dal Piano casa della regione Lazio (legge n.21/2009). Con una superficie di quasi 200 metri quadrati e con un costo dell'operazione intorno ai 750mila euro, adesso l'albergo ospita tre nuove suite e la sala colazioni.

L'intervento ricadeva nella "Carta per la Qualità", propria del Comune di Roma, nella quale sono inseriti alcuni quartieri tipologicamente significativi, immobili vincolati, architettura di pregio, emergenze archeologiche e paesaggistiche. Questo ha comportato la richiesta di un parere preventivo del dipartimento Programmazione e attuazione urbanistica del Comune di Roma e della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali. Una volta ottenuto il consenso da parte dei due organi, che si sono espressi positivamente non soltanto rispetto alla conformità del progetto alla normativa, ma anche in merito alla qualità dell'intervento architettonico, i progettisti hanno depositato una Dia legata alla legge regionale 21/09. Se questa parte dell'iter è stata abbastanza veloce, non altrettanto si può dire per la seconda -che prevedeva il nulla osta della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici e l'Autorizzazione Sismica del Genio Civile - a causa di alcune miopie del Piano Casa riguardo a determinati aspetti strutturali che oggi sono stati risolti e uniformati al resto d'Italia. Nel complesso l'iter amministrativo è durato circa due anni.

La parte più interessante del progetto riguarda il modo in cui è stata concepita la parte di facciata che corrisponde all'ampliamento: il protagonista è il verde, che con una teoria di piante rampicanti, incornicia la parte nuova della facciata e contribuisce a creare una rinnovata identità per quella originaria. Un angolo del quartiere Prati, dove si trova l'albergo, si rinnova, dimostrando come siano possibili soluzioni alternative a quelle più consolidate. Confermando, considerato che il verde pensile è un elemento già presente spontaneamente in diversi palazzi del centro storico di Roma, che le facciate verdi sono una soluzione auspicabile e capace di intervenire in un tessuto preesistente senza procurare ferite, anzi introducendo nuovo "ossigeno" in un contesto storico e di pregio.

Un altro aspetto interessante dell'intervento è legato alla progettazione strutturale: la scelta è stata quella di realizzare una struttura con giunto sismico completamente svincolata dall'esistente. La struttura parte da una fondazione in cemento armato, realizzata nel piano seminterrato dell'edificio, e continua attraversando tutti i livelli, con un reticolo di pilastri, travi e croci in acciaio giuntati tra loro. I solai, pensati anch'essi con travi in acciaio, lamiera grecata e getto di completamento, sono stati dimensionati per occupare il minimo spessore. Tutti gli elementi costruttivi sono stati rivestiti con cavedi e controsoffitti. «La memoria dell'intervento strutturale è affidata ad alcuni profili in acciaio, volutamente lasciati a vista, che reggono la sottostruttura della parete verde», racconta il team.

Per Ottaviani il Piano Casa -che ritiene comunque necessario- funziona per interventi semplici come l'ampliamento di una villa familiare, ma quando si parla di recupero all'interno della città, di adeguamento sismico, allora lo strumento del Piano Casa diventa complesso e oneroso. «Pensare al Piano Casa come strumento di recupero e di ampliamento di edifici nel centro delle città per una politica di "risparmio del suolo" - spiega Ottaviani - rappresenta un'astrazione in quanto la sua applicazione implica numerose e spesso insormontabili difficoltà. Le principali riguardano il frazionamento della proprietà degli immobili che normalmente limitano un'azione comune negli interventi, i tempi di realizzazione che si allungano proporzionalmente alla complessità dei lavori e i costi di costruzione, allorché la normativa antisismica, nel caso di sopraelevazioni, impone l'adeguamento strutturale del fabbricato esistente o la realizzazione di una nuova struttura con giunto sismico.

Nel nostro caso, tutto ciò ha comportato, per un intervento di poco meno di 200 mq, dieci mesi di cantiere e un costo complessivo di realizzazione al mq vicino a quello di vendita. L'intervento, per dirla tutta, è stato realizzato grazie alla determinazione della committenza, che ha guardato oltre gli aspetti economici dell'operazione, puntando alla qualità e unicità dell'intervento».

Chi è il progettista
Lo studio Ottaviani è stato fondato a Roma nel 2010 da Alessandro Ottaviani (1971) e Francesca Patrizi (1972), che lavoravano già insieme dal 2006. L'attività del gruppo è sempre stata caratterizzata dalla ricerca e dalla sperimentazione, dapprima rivolte allo studio di modelli tipologici per l'edilizia residenziale pubblica e ai Programmi urbani complessi (Contratti di quartiere, programmi di recupero urbano e Prusst), successivamente diversificate con la progettazione nei paesi in via di sviluppo (in collaborazione con il Ministero degli Esteri e con le Ong), la progettazione ospedaliera e il social housing. Fra i lavori in corso di realizzazione ci sono la trasformazione di un capannone artigianale in abitazione (sempre con il Piano casa, Carta per la qualità), oltre a due casali in Maremma. A breve, poi, inizieranno i cantieri dell'Ospedale di Trieste.

I crediti del progetto
Committente: Privato
Luogo: Roma
Progettisti: Ottaviani Associati, Roma (progetto preliminare, definitivo, esecutivo, direzione lavori, coordinamento della sicurezza)
Strutture: Pierrequadro Associati, Roma
Impianti: PRO.ME.SI., Roma
Imprese: Ediletica (impresa affidataria), Roma, M Edilizia (opere in acciaio, cemento armato), Roma, Verde Profilo, Usmate Velate (Monza e Brianza)
Importo dei lavori: € 756.075
Dimensioni: 188 mq
Cronologia: 2014 / progetto, 2015 / inizio lavori, 2016 / fine lavori
Fotografie: Federico Scarchilli


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