Progettazione e Architettura

Dopo la cura radicale di Tara Architekten in Alto Adige rinasce l'hotel d'alta quota

Monica Zerboni

La riqualificazione ha riguardato una struttura degli anni '70 a Avelengo, vicino Merano. Lo studio Tara Architekten di Merano, fondato da Heike Pohl e Andreas Zanier

L´hotel Miramonti ad Avelengo, nei pressi di Merano, è situato a 1.230 m di altitudine e ha subito nel corso degli anni diverse trasformazioni. Nel 1970 l'edificio originario venne demolito e sostituito da una nuova struttura alberghiera, sottoposta essa stessa a successive varianti culminate quest'anno in una radicale trasformazione a cura dello studio TARA di Merano. Ne sono titolari i giovani architetti Heike Pohl e Andreas Zanier che dopo gli anni della formazione a Innsbruck e a Siviglia hanno aperto il loro studio nel 2011, specializzandosi nella progettazione di strutture alberghiere e opere pubbliche.

Il linguaggio di TARA si esprime attraverso uno stile essenziale e sintetico che conferma il processo evolutivo dell'odierna architettura altoatesina. A seguito della richiesta dei proprietari di portare l´hotel di 4 stelle nella categoria 5 stelle, l'intervento ha riguardato l'aggiunta di un nuovo volume di cinque piani contenente nove camere, la creazione di una piscina esterna semicoperta con annessa sala relax e la costruzione di un blocco sauna indipendente, rialzato rispetto alla quota dell'hotel e raggiungibile attraverso una scala esterna di metallo.

I progettisti hanno inoltre proceduto all´ampliamento del già esistente centro-benessere al piano terra dell'albergo, utilizzando lo spazio della piscina interna oggi smantellata.
" Che il carattere moderno e funzionale dell'insieme si configurasse in armonia con la cifra stilistica locale e ne offrisse una chiave di lettura attuale, seppur fedele alla tradizione è stato lo scopo primario del nostro intervento" afferma Andreas Zanier.
Il nuovo volume di cinque piani, orientato a nord-ovest, nasce dalla demolizione di una vecchia rimessa in disuso ed è collegato alla struttura preesistente attraverso un corridoio interno.
Caratteristica principale della costruzione è l'interpretazione contemporanea del tema del tetto a falda, già elemento chiave nell´edificio originale.
Nel nuovo progetto l'attento studio dei dettagli e l'utilizzo esclusivo di materiali locali hanno lo scopo di inserire il complesso nel paesaggio in maniera non intrusiva e di ricongiungere in modo coerente il limite tra Natura e Artificio.
La facciata dell'ampliamento è in abete rosso. Su di essa le nicchie dei balconi risultano come profondi tagli in un unico blocco di legno scuro. A contrasto, negli ambienti interni i rivestimenti delle murature in abete bianco si alternano con ampie pareti vetrate attraverso le quali la vista spazia sui boschi circostanti e sulla sottostante valle dell'Adige.

La piscina in aggetto, rivestita in legno e parzialmente protetta da un tetto a capanna, cattura e riflette gli elementi della natura d'alta quota, mentre nell'attigua sala relax, anch'essa in legno, la facciata trasparente ripropone le forme dell'architettura montana e proietta in modo fluido l'interno verso l'esterno.
Il volume della sauna, anch'esso realizzato totalmente in legno e delimitato verso la valle da una parete vetrata a tutta altezza, risulta perfettamente integrato nel paesaggio e permette agli ospiti di fruire del panorama circostante
Il richiamo alla montagna continua negli ambienti interni dell'hotel, dove la roccia porfirica risulta a vista sia nella sala wellness che nei corridoi distribuitivi della parte dell'albergo preesistente.


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