Progettazione e Architettura

Parigi, stARTT amplia l'istituto italiano di cultura con le nuovi ali dell'hotel de Galliffet

Al. Le.

La proposta progettuale dello studio romano, vincitore del concorso a inviti, prevede una soluzione per l'intero compound

Un nuovo look per l'istituto italiano di cultura a Parigi. A firmare il progetto è lo studio romano stARTT, vincitore del concorso «Le Ali Ritrovate» per l'ampliamento della sede dell'istituto.
L'obiettivo della procedura era quello di potenziare gli spazi nella forma della ricostruzione delle due ali mancanti dell'Hotel de Galliffet, edificio storico (hotel particulier) sede dell'istituto stesso: l'ala est mai realizzata e l'ala sud demolita negli anni '50 dal governo italiano.

Il percorso concorsuale è stato pensato dalla direttrice dell'Istituto Italiano di cultura, Marina Valensise, come strumento di promozione della giovane architettura italiana under 40. I gruppi partecipanti (Baukuh, Diverserighe, Studio Errante, Sara Gangemi e Francesca Cesabianchi, Tomas Ghisellini, Margine, PioveneFabi, stARTT, Tierstudio) hanno risposto ad un invito di selezione e sono stati scelti da un gruppo di esperti dell'architettura italiani e francesi: Pippo Ciorra (senior curator architettura Maxxi), Jean-Louis Cohen (storico dell'architettura, Collége de France), Margherita Guccione (direttore architettura Maxxi), Cino Zucchi (architetto, curatore del Padiglione Italia nella 14esima edizione della Biennale di architettura di Venezia).

I progetti degli studi sono stati valutati da una giuria di qualità composta da Massimo Alvisi (architetto, Alvisi&Kirimoto), Luca Molinari (critico dell'architettura) e Carlo Olmo (storico dell'architettura, Politecnico di Torino).
I progetti, elaborati grafici, plastici e relazioni sono parte dell'esposizione attualmente in mostra a Parigi fino al 30 dicembre 2016.

Il sito di intervento è all'interno del perimetro degli spazi aperti dell'Hotel de Galliffet, edificio storico di fine settecento, che ha perso nei secoli la sua relazione originaria con la città e si trova oggi incastonato nel tessuto di Parigi, circondato da pareti cieche che ne delimitano gli spazi esterni. Le porzioni del cortile adiacenti alle pareti cieche sud ed est sono le aree destinate per l'ampliamento dell'istituto. L'Hotel de Galliffet è stato la sede del ministero Talleirand durante la Rivoluzione Francese e dal novecento una delle sedi della rappresentanza diplomatica italiana.

La proposta progettuale prevede una soluzione di sistema per l'intero compound dell'Istituto Italiano di Cultura che comprende le nuove ali, l'edificio storico e il parterre pubblico. Questo risultato è ottenuto mediante l'invenzione di un grande spazio pubblico su due livelli (la piazza minerale all'aperto ed il foyer des cultures al piano interrato) che distribuisce le funzioni del centro per blocchi funzionali indipendenti: l'edificio storico destinato ai ruoli di rappresentanza e direzione; le nuove ali per i corsi di italiano, gli uffici e l'Hotel d'Italie; le residenze per gli artisti diffuse nei diversi corpi edilizi; infine la biblioteca che viene resa indipendente e connessa al foyer centrale, il quale è il vero cuore edilizio dell'intervento.

Il foyer è un grande spazio performabile e riconfigurabile in base alle attività e al programma culturale dell'Istituto, che permette diversi scenari per eventi in contemporanea, a partire da tre spazi principali, separati da pareti vetrate mobili: lo spazio espositivo/atrio, lo spazio auditorium, il blocco per gli uffici. La riconfigurabilità del foyer permette di sfruttare appieno lo spazio per realizzare festival (della letteratura, della musica, del design), mostre e grandi eventi performativi (danza, teatro, concerti).

Il nuovo assetto dell'istituto italiano è pensato come un centro di promozione della cultura, della lingua e delle arti italiane potenzialmente attivo 24h su 24h per porzioni edilizie indipendenti.

Il disegno dello spazio aperto e delle superfici vegetali è pensato quale contributo al raggiungimento degli obiettivi per la sostenibilità ambientale di "Paris vert" del comune di Parigi; al fine di abbattere il riscaldamento ambientale urbano e di aumentare le superfici vegetali nella città storica.

La Cité des Cultures d'Italie vuole essere un omaggio al modello della città italiana e europea, organizzata intorno ai suoi spazi pubblici, quali luoghi di condivisione e produzione dei saperi: dell'arte, delle arti applicate, dell'industria, della cultura nelle sue differenti declinazioni.


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