Progettazione e Architettura

Proger scala le classifiche della presenza all'estero: 85% del fatturato raccolto oltreconfine

Mau.S.

L'Ad Sgambati: andiamo all'estero provando a fare rete con partner italiani e stranieri. E per piantare le radici, mai per seguire una sola commessa

Con l'85% del fatturato all'estero, l'italiana Proger scala le posizioni delle società a maggiore vocazione internazionale. A certificarlo il balzo in avanti messo a segno nelle speciali graduatorie elaborate ogni anno dalla rivista americana Enr (Engineering news-record) che ha appena diffuso la graduatoria delle 225 società di progettazione con il più alto valore di fatturato raccolto oltreconfine, sulla base dei bilanci del 2015.

La società - con sede legale a Pescara, direzione a Roma e 17 sedi operative tra Italia e estero - conquista l'85esima posizione nel mondo (si trovava al posto 102 un anno prima), contando sulla capacità di offrire soluzioni progettuali a 360 gradi, dietro a una sola altra società italiana, Maire Tecnimont (38esima), specializzata nella progettazione e realizzazione di grandi impianti.

Dall'estero Proger ottiene 117,9 milioni di ricavi. Solo il 15% del fatturato viene garantito da progetti sviluppati in Italia.

« Stiamo raccogliendo i frutti della nostra strategia - dice l'amministratore delegato Umberto Sgambati - All'estero andiamo per piantare le radici, non solo per seguire una commessa e basta».

L'ultimo esempio viene dalla Giordania. Un mercato appena approcciato da Proger grazie a un'iniziativa relativa alla progettazione di un serie di campi fotovoltaici per conto dell'aviazione locale. «La prima iniziativa riguarda la realizzazione di due campi da 10 MW - segnala l'Ad -. Poi ci saranno altri interventi». Proger segue tutte le fasi del progetto con la formula Epc (Engineering procurement & construction) che include anche il reperimento dei finanziamenti. «È un mercato interessante, ci sono spazi importanti per ingegneria e per la tecnologia italiana».

Proger ha «spostato drammaticamente» il focus sui mercati esteri. «Anche se siamo convinti che non essere forti in Italia ci renderebbe impossibile lavorare all'estero». Non mancano le difficoltà. «Vincere una gara in Italia e trovarsi per due anni a ragionare con gli avvocati invece che con i tecnici è scoraggiante. Così come vincere con il 50% di ribasso non aiuta i conti».

Il nuovo codice appalti aiuterà? «Ci sono novità interessanti e fa chiarezza su molti aspetti - risponde Sgambati -. Adesso bisognerà capire se con le prime applicazioni concrete le interpretazioni positive che si stanno dando troveranno conferma.

Oltreconfine da lungo tempo le attenzioni sono dirette su Africa e Medio Oriente. Ma non solo. «Siamo molto presenti in Arabia Saudita», dice Sgambati. «Alcuni programmi sono rallentati per effetto di rapporti e congiuntura internazionale. Ma sono stati confermati i piani infrastrutturali di base. Cosa che ci ha consentito di mantenere le nostre posizioni: sono una gamba robusta della nostra produzione». Continua e si estende il presidio in Africa. Sia nei paesi occidentali (Congo, Nigeria, Angola, Ghana e Mozambico) «dove siamo presenti da oltre dieci anni») che in Egitto e Algeria: « Paesi in cui già operiamo e prevediamo ci sarà un grande sviluppo».

Antenne robuste anche in Kazakhstan,«dove abbiamo da 15 anni una società che opera stabilmente sul territorio e rapporti con università locali». «Siamo convinti - spiega Sgambati - che radicarci sul territorio rappresenti per noi un vantaggio competitivo. Noi facciamo ingegneria generale. No ci interessa seguire solo un progetto alla volta. Andiamo spesso seguendo le Oil Company, Eni in particolare. Ma poi ci occupiamo di infrastrutture, ospedali o waste management. Questa è un po' la nostra caratteristica. Naturalmente per portarla avanti abbiamo bisogno di partner, anche italiani con cui cerchiamo di fare rete anche appoggiandoci a partner locali». La strategia è «fare rete, proporci come driver di soggetti più piccoli: cerchiamo sinergie con strutture che riescono ad aggiungere competenze. È l'unico valore aggiunto che possiamo portare all'estero, dove certo non possiamo competere con i "muscoli"».

Confermata anche la presenza in Russia, dove Proger sta seguendo l'operazione Vtb Arena Park, nel cuore di Mosca. Il progetto riguarda la realizzazione di un complesso multifunzionale ricettivo-residenziale di 13 edifici a cui si associa il nuovo stadio di calcio della Dinamo Mosca, uno degli impianti che ospiterà la Coppa del Mondo del 2018. L'azienda è responsabile dello sviluppo architettonico e strutturale dei 5 edifici maggiori, incluso l'Hyatt Hotel (5 stelle lusso) e l'Hyatt Apartment Hotel

Il progetto avanza,«ma è un mercato complicato - sottolinea l'ingegnere - .E i recenti avvenimenti di politica internazionale non ci rassicurano troppo». Pesa anche la burocrazia «Mai vista tanta carta come in Russia. Noi siamo dei dilettanti al confronto».


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