Progettazione e Architettura

A Bologna Matteo Fantoni firma lo Student hotel, l'albergo "ibrido" che viene dall'Olanda

Mariagrazia Barletta

La struttura sarà inserita nel network olandese The Student Hotel che ha ideato un modello a metà strada tra studentato e albergo. Altra apertura a Firenze (e non solo)

L'iniziativa ha avuto origine a Rotterdam nel 2012, ha fatto rotta su Amsterdam, ha coinvolto altre città olandesi, per poi sbarcare a Parigi e a Barcellona e, infine, in Italia. Presto contagerà anche Bologna il modello ibrido di ospitalità, a metà strada tra lo studentato e l'hotel, che riscuote successo ovunque metta radici. La società olandese The Student Hotel, dopo aver prelevato un immobile ottocentesco a Firenze, ha da poco acquistato l'edificio degli ex uffici della Telecom nel quartiere Navile di Bologna. L'obiettivo: ristrutturarlo e convertirlo in un hub dell'ospitalità, seguendo la formula che contraddistingue le strutture gruppo.

L'edificio bolognese si prepara ad essere riconvertito secondo il progetto dell'architetto Matteo Fantoni, per poi entrare a far parte del network internazionale di hotel per studenti, che fa capo al gruppo olandese fondato dal giovane imprenditore scozzese Charlie Mac Gregor. L'esempio di Bologna replicherà il concetto di base sul quale Mac Gregor ha voluto fondare le sue strutture. Si tratta di un'idea semplice ma innovativa: riunire imprenditori, studenti e viaggiatori sotto un unico tetto. Parola d'ordine: mescolanza. Tanti gli spazi comuni che fanno incontrare le diverse categorie di utenti. Turisti di ogni età e nazionalità beneficiano di un'atmosfera vivace; mentre gli studenti soggiornano in un ambiente dal design molto curato, più affine ad un albergo di alta gamma che ad uno studentato. Oltre all'hotel, alle camere e ai monolocali degli studenti, a Bologna ci saranno una biblioteca, aree studio, sale per riunioni e conferenze, zone di coworking, un incubatore per start-up, una sala giochi, una palestra e un parco biciclette.

Il network di hotel è in veloce espansione, tanto da offrire alloggi co-abitativi in più città d'Europa: Rotterdam, Amsterdam, L'Aia, Groningen, Barcellona e Parigi. Nel 2017 è prevista l'apertura dello Student Hotel di Firenze, all'interno di un palazzo dell'Ottocento difronte alla Fortezza da Basso e, entro il 2020, la società conta di aprire 40 immobili, raggiungendo quota 150mila posti letto, contro le 3mila camere attualmente gestite. Per la struttura bolognese, i responsabili contano di arrivare al taglio del nastro entro l'estate 2018.
Il programma di acquisizioni è ambizioso e la società sta cercando immobili anche a Roma, Milano, Torino e Venezia. Anche per la selezione dei professionisti che possano incrociare le loro esigenze sono soliti effettuare una ricerca ad ampio raggio.

«Essendo loro un gruppo molto giovane, dinamico, e avendo un interesse internazionale, che si concentra soprattutto in Europa in questo momento, si guardano intorno come tutte le realtà un po' curiose», afferma l'architetto Matteo Fantoni. «Hanno fatto un loro scanning - continua - così come l'hanno fatto in Italia lo fanno in altre zone d'Europa, e quindi sono sempre alla ricerca di profili interessanti, con caratteristiche che si possano combinare bene con le loro esigenze». Dalla ricerca è emerso il profilo internazionale di Matteo Fantoni, che ha fondato il suo studio a Milano nel 2007 dopo esser stato partner dello studio di Norman Foster, collaborando a progetti come il Parlamento tedesco a Berlino.

«Siamo andati in Olanda a vedere la loro realtà ed è cominciata una relazione professionale che ormai dura da dodici mesi», ci racconta ancora Fantoni, descrivendoci l'atmosfera trovata in una delle strutture che The Student Hotel ha aperto ad Amsterdam. «La sensazione di freschezza, l'energia percepita e la presenza di giovani - dice - sono assolutamente vincenti». La struttura di Amsterdam, come le altre del gruppo, fa incontrare professionisti, globetrotter e giovani universitari ed è dotata di numerosi spazi di relazione. «Ha un piano terra molto vivo, dove c'è un wi-fi molto veloce, c'è la possibilità di mangiare, di incontrarsi, di utilizzare spazi di coworking; quindi è anche una realtà di incontro oltre che di soggiorno. La struttura diventa proprio un punto di ritrovo e di riferimento all'interno del tessuto in cui si va a inserire», sostiene Fantoni. I servizi, come ad esempio il coworking, sono di elevata qualità ed aperti a tutti, ossia ne possono beneficiare anche coloro che non soggiornano nella struttura.

Il progetto, in fase di sviluppo, punta sulla flessibilità degli spazi, sulla sostenibilità ambientale e sul design. «Stiamo in questo momento lavorando sul manufatto esistente per conoscerlo nella sua piena potenzialità», ci dice l'architetto Fantoni. «Ci sarà - continua - un importante studio relativamente ai consumi energetici, all'esposizione dell'edificio, alla sua relazione con il contesto, e opteremo per delle soluzioni low maintenance. Tutto questo lavorato con l'obiettivo di creare un'architettura high-end, sostenibile e di qualità».
In tutto sono 19mila metri quadri, tra superfici sottosuolo e fuori terra. «Abbiamo un programma di lavoro importante, intenso, stiamo studiando l'immobile e lavorando con le amministrazioni per l'organizzazione della parte autorizzativa e burocratica», conclude Matteo Fantoni.


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