Progettazione e Architettura

A Milano il restyling firmato D2U dall'insegna del colore per la società di comunicazione

Mariagrazia Barletta

Il vecchio edificio è stato rivestito di macro-pixel colorati che assumono le varie gradazioni del verde. Restyling radicale anche per gli interni

Macro-pixel colorati tappezzano la grigia corazza del vecchio curtain wall. Da un lato della strada le tessere assumono le varie gradazioni del verde, dall'altro le sfumature vanno dal nero al giallo passando per il rosso. Oltrepassati i due volumi su strada, si apre un'inaspettata corte verde da 5mila metri quadri, con orto, giardini, lounge-bar ristorante e un campo da basket, che all'occorrenza può essere utilizzato per disputare un match di calcetto. E negli spazi interni ci sono anche un cinema e una palestra. «Se uno queste cose le mette in fila sembra stia descrivendo un resort. Invece è un ufficio, con postazioni di lavoro flessibili, nuove, moderne e colorate». A dirlo è Giorgio Brenna, presidente e AD di Leo Burnett Group Italia nel descrivere i nuovi uffici milanesi che ospitano le diverse agenzie del Gruppo Publicis, colosso dell'industria della comunicazione. Tra i brand accolti nel nuovo headquarter: Leo Burnett, Saatchi & Saatchi, Publicis e Msl.

Il progetto di riqualificazione è dell'architetto Jacopo della Fontana, socio fondatore - insieme a Corrado Caruso - di D2U - Design to Users, una società milanese attiva nei settori della progettazione per il retail, l'ufficio, l'ospitalità e il product design. «Trasformare un immobile triste e vuoto in un campus accogliente e creativo», è la sfida accolta, racconta l'architetto. Convertire le monotonia di un curtain wall in un prospetto moderno e accattivante è un tema ricorrente, negli ultimi tempi, nell'edilizia per uffici a Milano. Intervenire sugli involucri datati anni Sessanta-Settanta per rimodulare le vecchie cortine vetrate, migliorarne l'impatto visivo, riequilibrare le forme geometriche e cercare un'armonia altrimenti inesistente, è un tema che molti architetti stanno affrontando, contribuendo con i loro restyling a ridisegnare il volto della città.

Jacopo della Fontana sceglie il colore e utilizza semplici pellicole serigrafate applicate alle vetrate, pensate per non alterare la vista dall'interno verso l'esterno. E, per rompere la continuità delle vetrate, crea delle superfici ricoperte di doghe di legno ricomposte con resine per renderle resistenti alle intemperie.
In tutto sono undicimila metri quadri di spazi per uffici con postazioni flessibili ed open space, dove la coppia indissolubile art director e copywriter, anima del messaggio pubblicitario, si mescola agli altri addetti. Sono state abbattute tutte le barriere «per una libera circolazione delle idee», sostiene Daniela Canegallo, Ceo di Msl Group Italia. Dunque gli spazi di lavoro evolvono, diventano sempre più informali e si adattano alle esigenze di chi li vive. Creare un ambiente stimolante per i creativi era in questo caso l'obiettivo primario. «Il nostro lavoro è quello di creare, produrre e vendere idee» racconta ancora Giorgio Brenna. «Ecco perché - continua - abbiamo voluto una location di lavoro che sapesse infondere energia e dare ispirazione alle nostre persone, ai nostri creativi, per metterli nelle condizioni di avere le idee migliori per i clienti».

Il layout degli spazi di lavoro dei diversi brand segue una stessa impostazione: gli open space sono intervallati da sale per riunioni, mentre ogni piano ha un suo ballatoio con affaccio sul cortile. Gli spazi dei diversi brand sono, però, differenziati attraverso varianti estetiche e colori diversi. Triplice la strategia adottata: offrire la possibilità di socializzazione e di confronto creativo, garantire la necessaria privacy dove necessario e connotare diversamente gli spazi delle diverse società del gruppo.
La corte, invece, con il campo da gioco, gli spazi di sosta per riunioni informali, i déhors della caffetteria, è diventata un luogo di riferimento per la socializzazione e l'interazione delle oltre 700 persone che ogni giorno frequentano il campus. E per scaricare la tensione sono diverse le alternative: oltre alla palestra e allo sport, ci si può dedicare all'orto o alla cura degli alberi da frutto. Non manca nella struttura un asilo nido aziendale.

Crediti di progetto
Coordinamento di progetto per il Gruppo Publicis
Re:Sources Italy: Barbara Affaticati, Rocco Palazzo, Angelo Panosetti, Stefania Palmucci
Development management per Generali Real Estate: Paolo Micucci, Saša Rikalo
Consulenza Agency
Bnp Paribas Real Estate: Roberto Nicosia
Progetto architettonico, interior design, space planning, coordinamento generale e direzione lavori
D2U - Design to Users: Jacopo della Fontana, Marcello Maniscalchi, Massimiliano Molteni, Silvia Tieghi, Stefano Ventura
Con la collaborazione di Studio Tamborini (Roberto Tamborini) e di Leo Burnett (Josè Mario Vuolo)
General contractor
Mangiavacchi Pedercini: Roberto Mangiavacchi, Guido Marsegaglia, Francesco Milano e Francesco Prada
Alta sorveglianza
Intertecno: Matteo Lavazza
Progetto impiantistico
Studio Valzelli: Pierfausto Valzelli e Luigi Valzelli
Progetto antincendio: Paolo Leoni
Coordinamento della sicurezza: Romeo Safety Italia (Damiano Romeo e Daniela De Sio)
Responsabile lavori: Mcm Srl (Mauro Iantoschi)
Progetto tecnico impianti cucina: Sirico (Renzo Merlotti)


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