Progettazione e Architettura

Si alza il velo sul Centro Pecci di Prato: ecco la «navicella spaziale» disegnata da Maurice Nio

Massimiliano Carbonaro

L'ampliamento del Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato è stato presentato a Milano. Apertura a ottobre

Presentato a Milano il nuovo Centro per l'Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato che mostrerà il 16 ottobre il suo ampliamento con il completamento di quella sorta di navicella spaziale firmata dall'architetto Maurice Nio e la riqualificazione dell'edificio originario da parte di Italo Gamberini. Con questo elegante ampliamento il nuovo Centro avrà spazi espositivi più che raddoppiati e a disposizione anche l'archivio e la biblioteca specializzata, che conta un patrimonio di oltre 50mila volumi, più il teatro all'aperto, un cinema/auditorium, quindi uno spazio performativo all'interno delle gallerie, un bookshop, un ristorante, un pub/bistrot.

Il nuovo Centro Pecci, dopo nove anni di lavori (iniziati nel 2007) sostenuti da Comune di Prato e Regione Toscana con fondi europei per 14,4 milioni di euro, si estenderà su una superficie di 12.125 metri quadrati. L'apertura del rinato Centro Pecci è stata presentata al Museo del '900 meneghino: cuore del progetto la nuova ala espositiva progettata dall'architetto olandese, grande 7.815 mq tra piano seminterrato, piano terra e primo piano. Si tratta di "un grande elemento curvo sospeso da terra che abbraccia l'edificio originario di Gamberini" ha spiegato il curatore dell'architettura Marco Brizzi. L'obiettivo dell'intera operazione è rendere il Centro uno spazio non solo espositivo, ma il più versatile e trasformabile possibile, basato sulla sperimentazione e la ricerca.

Previste aperture anche serali e performance di artisti, oltre a conferenze e mostre. Il Centro Pecci inoltre conta di dar vita ad un dipartimento di ricerca a supporto di tutte le attività educative. La partenza con una mostra inaugurale (dal 17 ottobre 2016 al 19 marzo 2017), intitolata la Fine del Mondo, a cura del direttore del centro Fabio Cavallucci, che occuperà l'intera superficie espositiva del museo con opere di artisti internazionali tra cui lo svizzero Thomas Hirschhorn, il cubano Carlos Garaioca, il cinese Qiu Zhijie e il brasiliano Henrique Oliveira e contributi di personalità di altri generi artistici dalla cantante Bjork all'architetto Didier Fiuza Faustino, al drammaturgo Pippo Delbono fino al musicista elettronico Joakim.

Il Centro fondato nel 1988 ha la missione di indagare tutte le discipline dell'arte contemporanea, toccando anche cinema, musica performing arts, architettura, design, moda e letteratura, «cercando al contempo di avvicinare il più possibile l'arte alla società», ha aggiunto Cavallucci. L'idea, ha concluso, è di «toccare temi più sentiti dalla gente», così alla mostre aperte di giorno si affiancheranno performance e concerti la sera, per dare l'immagine «di un luogo vissuto e non di uno spazio in cui si conservano solo opere». L'edificio esistente è stato integralmente conservato e lasciato intatto in tutti i suoi aspetti. A questo si affianca il progetto di Nio che mira a favorire la permeabilità fra il centro e il suo territorio. A esso si accosta, in forma di anello il nuovo volume che, riprende il disegno dell'originario parco circostante. Il punto più alto del complesso espositivo è raggiunto da un elemento simile a un'antenna che vuole da un lato simboleggiare la volontà di captare le nuove forme di creatività vive nel territorio, dall'altro di denunciare la presenza importante di un luogo deputato alla promozione della città.


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