Progettazione e Architettura

A Torino torna il Festival dell'Architettura, l'ascolto parte dalle periferie

Maria Chiara Voci

Il 6 e 7 luglio Torino ospita la sesta edizione dell'iniziativa promossa dal Foam. «Sarà un grande laboratorio di idee», dicono gli organizzatori

La parola chiave di quest'anno è l'ascolto. Ascolto del territorio. Del contesto storico e culturale. Soprattutto dei desideri e delle aspettative dei cittadini. Per un nuovo approccio nella costruzione urbanistica, che nasce dal basso. Risponde all'attualità - anche politica, di una città in trasformazione, come ha dimostrato nella recente tornata di elezioni amministrative l'affermazione di Chiara Appendino, nuovo sindaco del Movimento 5 Stelle - la sesta edizione del festival "Torino Architettura in Città". L'evento, che inizia oggi 6 luglio per continuare e terminare domani, in parte negli spazi del Circolo della Stampa e in parte diffuso in diversi luoghi urbani, è promosso e curato dalla Fondazione per l'architettura e dall'Ordine degli Architetti.

«Dopo cinque edizioni all'insegna delle proposte - spiegano gli stessi organizzatori - quest'anno il programma vuole prendersi una pausa. Per fermarsi e riflettere sulla strada percorsa e sulle prospettive future. Per questo, sarà una due giorni all'insegna della raccolta e della discussione, in una sorta di grande laboratorio di idee».
Il programma inizia questa mattina con lo sviluppo di una serie di tavoli tecnici: il festival riflette su se stesso e sulla propria evoluzione futura, ascoltando anche alcune esperienze di eventi di successo, dal Festival delle Periferie di Genova al Fuorisalone di Milano al Club to Club di Torino. «Nonostante il successo delle cinque passate edizioni - spiega, infatti, Giorgio Giani, presidente della Fondazione per l'architettura / Torino - abbiamo comunque ritenuto utile ragionare per rigenerare il modello del festival ripensando il format. Ci chiediamo se sia giusto pensare a una manifestazione come a un evento di carattere culturale, scientifico e anche divulgativo o se sia più interessante rivolgersi verso iniziative prolungate nel tempo. Vogliamo anche riflettere sulla sua struttura: centralizzato o disseminato sul territorio, con una rete di partner ristretta o molto estesa, con confini locali o più ampi, e ci vogliamo interrogare su come far crescere il pubblico garantendo al tempo stesso la sostenibilità economica dell'iniziativa».

Terminata la fase seminariale, questo pomeriggio, dalle 17, partirà un itinerario alla scoperta delle nuove architetture del Quadrilatero romano mentre, dalle 18 alle 22, sarà possibile bere un aperitivo in uno dei 27 studi torinesi di architettura, che per l'occasione apriranno le porte a professionisti e curiosi. Domani, 7 luglio, l'esercizio all'ascolto sarà messo in pratica attraverso una performance teatrale, che si svolgerà alle 18 al Teatro Espace, con la regia di Davide Barbato e la partecipazione dei curatori Davide Tommaso Ferrando e Nina Bassoli. Al centro dell'evento, alcuni interrogativi di sostanza: a partire dalle modalità corrette di approccio fra l'architetto e il committente fino al coinvolgimento della comunità nella creazione di architettura e a un sistema, nuovo, per progettare con risorse limitate, ma creando "bellezza".


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