Progettazione e Architettura

Matteo Thun, ecco il mio decalogo per progettare in alta quota: riciclo e rispetto del sito

Mariagrazia Barletta

L'architetto spiega la sua filosofia progettuale sulla progettazione nei paesaggi montani e alpini

Architetture ecologiche, di alto valore estetico, funzionali e confortevoli, che nascono da un'attenta lettura del contesto. Tante le realizzazioni in ambiente di montagna, come il pluripremiato Vigilius Mountain Resort, l'hotel di lusso a 1.500 metri di altitudine, costruito non lontano da Merano (Bolzano) e che, a dodici anni dalla sua edificazione, è ancora considerato un esempio per sostenibilità ambientale, integrazione nel paesaggio ed efficienza energetica.
L'architetto Matteo Thun ci parla del suo approccio progettuale, raccontandoci anche del Waldhotel, una struttura ricettiva di lusso con 160 camere, che sorgerà nella località turistica di Bürgenstock, sulle pendici di una montagna con affaccio diretto sul Lago di Lucerna, in Svizzera. L'apertura della struttura, della catena Bürgenstock Hotels, è prevista per il 2017. L'innovazione sta nel fondere funzioni ospedaliere e ricettive, integrate da un centro benessere. L'altro progetto, da poco realizzato nel contesto alpino di St. Moritz, è una casa per vacanze, in cui la forma archetipa della capanna e i materiali tradizionali si fondono con elementi moderni.

Architetto, come si mescolano elementi antichi e moderni nella residenza-rifugio Chesa Engadina a St. Moritz?
Un'interpretazione contemporanea delle forme tradizionali e l'uso dei materiali naturali e locali rispecchiano esattamente l'architettura che noi vogliamo creare, ossia un'architettura nella quale il rispetto per la tradizione si unisce alla ricerca di nuove soluzioni tecnologiche. Un armonioso mix tra legno e ampie superfici vetrate crea continuità tra interni e natura circostante.

Quanto è importante l'uso di materiali locali nell'architettura di montagna?
La nostra filosofia progettuale si basa sul principio dei tre zeri: zero emissioni, zero rifiuti e zero chilometri. Cerchiamo la riduzione massima di emissioni, realizzando architetture energeticamente virtuose, quindi a basso consumo e usufruendo di energie alternative come ad esempio la geotermia. "Zero rifiuti" sembra un concetto semplice da capire, ma in realtà non punta solo all'impiego di materiali riciclati e a evitare la creazione di rifiuti superflui. "Zero rifiuti" si riferisce all'intero ciclo di vita di un edificio: come lo costruisco e come lo smantello e ne riutilizzo i materiali una volta che non lo voglio più utilizzare. "Zero kilometri" significa avvalersi di materiali locali o reperibili il più vicino possibile per abbattere i percorsi di trasporto. Idem per le maestranze artigianali, i prodotti industriali: meglio avvalersi di artigiani e industrie locali che conoscano bene i materiali locali e li sappiano lavorare bene. In questo modo non solo si raggiunge la riduzione delle emissioni durante il trasporto, si ottiene anche un autentico risultato estetico.

Cos'è che rende un'architettura autenticamente in armonia con l'ambiente di montagna?
Solo attraverso l'attenta lettura del luogo è possibile realizzare edifici che mantengano un loro valore estetico, funzionale e sostenibili, ossia longevi. In questo senso, è sempre importante interessarsi al contesto sul quale si va a intervenire, che si vada a costruire in città o in campagna, al mare o in montagna. Prima di iniziare a costruire su un territorio, cerco di conoscere e vivere il luogo il più possibile, parlo con le persone che ci vivono o lavorano. Importantissimo per me è vedere almeno una volta l'alba e il tramonto dal terreno su cui andiamo a costruire.

Il Waldhotel introduce una nuova forma di ospitalità. Di cosa si tratta?
Declinazione medico-curativa del lusso, il Waldhotel applica il tema della sostenibilità a una tipologia di ospitalità innovativa: alloggiare in una struttura che offre diverse prestazioni mediche oltre a servizi per il benessere, in un ambiente decisamente poco ospedaliero, immerso in una natura incontaminata. Il progetto architettonico segue la filosofia del genius loci per trasformare il soggiorno di cura in una vacanza a contatto con la natura. L'edificio di otto piani si inserisce nell'ambiente montano e boscoso, tracciando con le sue terrazze la naturale pendenza della montagna e citando sulla facciata - ispirata all'architettura walser - materiali locali come il legno e la pietra. Situato proprio sulle pendici della montagna, l'edificio ne segue la pendenza, sviluppandosi con terrazzamenti e tetti verdi, che regolano lo scambio termico dell'edificio. L'affaccio a sud delle camere garantisce in più un alto livello di efficienza energetica.

Come nasce l'idea della fusione tra diverse funzioni?
Il concetto degli ospedali è più che obsoleto direi. Come si fa a guarire in un ambiente sterile, freddo e senza anima? Come si fa a ritrovare le forze per rialzarsi e stare meglio? Al Bürgenstock Waldhotel l'ospite si alza e gode del panorama sul Lago di Lucerna, respira l'aria fresca e pulita di montagna, quale modo migliore per guarire?

Come sta evolvendo la ricettività in montagna e quali risposte è chiamata a dare l'architettura?
In montagna, ovunque sia, è la natura a dare la vera qualità al luogo, non l'essere umano, in questo senso bisogna fare estrema attenzione alle costruzioni: mai costruire edifici che prevalgono sull'ambiente. Mai introdurre materiali estranei al luogo. Mai pensare che un edificio sia eterno: è sempre importante ipotizzare la necessità di dover "decostruire" l'edificio nel futuro e quindi usare materiali riutilizzabili.

Leggi anche: Design in alta quota: vento, materiali, extra-costi, ecco i limiti che condizionano la progettazione


© RIPRODUZIONE RISERVATA