Progettazione e Architettura

Ingegneri/1. Al via il congresso nazionale, Zambrano: riorganizzazione degli ordini e servizi aggiuntivi agli associati

Giuseppe Latour

Oggi si apre a Palermo il Congresso nazionale degli ingegneri. Il presidente del Cni, anticipa i temi che saranno dibattuti tra il 22 e il 24 giugno

Una riflessione interna, più che il consueto momento di dialogo con la politica e il Governo. Parte sotto un segno diverso rispetto al solito il Congresso nazionale degli ingegneri italiani. Se il Congresso del 2015 è stato tutto incentrato sul tema del lavoro e sulla richiesta, accolta dal Governo, di lanciare il jobs act delle partite Iva, quest'anno si parla soprattutto di professione, di ordini, di rappresentanza della categoria. Non è un caso: a novembre parte la volata per il rinnovo delle cariche del Consiglio nazionale. Il presidente in carica, Armando Zambrano punta alla riconferma. E lo fa lanciando una riflessione sulle prospettive della professione.

Presidente, quali saranno i temi di quest'anno?
Rispetto al 2015 abbiamo deciso di dare un taglio diverso. Un anno fa ci siamo concentrati sul lavoro, stavolta guarderemo molto al nostro interno. Partendo comunque dal presupposto che i nostri problemi si risolvono solo se si risolvono anche i problemi del paese. Dal 2008 gli ingegneri affrontano una crisi dei redditi che ha colpito soprattutto chi lavora in edilizia. Dobbiamo progettare un cambiamento che riguarda il paese ma che parte da noi.

Pensa alla riorganizzazione degli ordini?
Certamente. Utilizziamo ancora un sistema che è sempre lo stesso da settant'anni a questa parte. Adesso, però, sta avanzando la riforma delle province. E' allora il momento per avviare un cambiamento anche del sistema ordinistico, ispirato a un principio di maggiore efficienza.

Efficienza di che tipo?
Penso a un accorpamento degli ordini, possiamo andare verso un'organizzazione di livello regionale. E' un passaggio inevitabile. Tra l'altro, in molte aree le strutture di livello regionale sono già una realtà da tempo. Anche se non tutte sono organizzate allo stesso modo.

Come lavorerete a questo progetto?
Partiremo dal basso. Aspettiamo le proposte degli ordini, che discuteranno il tema a livello locale. Noi proporremo un modello, ma starà a loro discutere su come calarlo nella pratica.

Non c'è solo la questione territoriale…
Gli ordini hanno mutato la loro natura. La funzione disciplinare è ormai stata abbandonata, dal momento che abbiamo dei consigli di disciplina terzi. Si è invece molto rafforzato il compito di rappresentanza degli interessi della categoria, da svolgere con equilibrio in tutte le sedi, dagli appalti pubblici all'urbanistica.

E c'è la questione dei servizi.
Penso vadano rafforzati i servizi a beneficio degli iscritti, come la certificazione delle competenze, in raccordo con Uni e Accredia, o la formazione continua, da svolgere anche dopo la laurea. Senza dimenticare le funzioni sussidiarie allo Stato.

Parlando di formazione, farete una proposta di riordino delle lauree?
Il sistema attuale, basato sulla laurea triennale seguita dalla specialistica, non ha funzionato. Credo ci sia la necessità di una scelta da fare all'inizio del percorso di studi: una laurea triennale professionalizzante da un lato e, dall'altro, una laurea quinquennale.

Cosa pensa delle decine di corsi di laurea in ingegneria che spuntano in tutta Italia?
Che serve un processo di riordino e semplificazione. In questo senso abbiamo già avviato un sistema di certificazione dei corsi di laurea, tramite la nostra agenzia Quacing: potrà dare un grande aiuto in futuro.

Pare invece archiviato il tema delle società di ingegneria.
Con il Ddl concorrenza la questione non è stata chiusa. Continueremo a batterci perché tutti i soggetti attivi sul mercato rispettino le stesse regole. Dobbiamo evitare disparità che sono un pericolo per la libertà professionale. A questo, aggiungiamo anche il tema del contributo integrativo, che le società di ingegneria dovranno versare.

Se parliamo di lavoro in forma associata, il pensiero va all'esperienza fallimentare delle Stp…
Abbiamo chiesto più volte interventi che consentano alle Stp di funzionare, ad esempio sul fronte fiscale, ma non abbiamo segnali in questo senso.

Avete invece segnali sulla questione dei compensi dei Ctu?
Siamo fiduciosi. Il problema dell'aggiornamento dei compensi sarà risolto a breve.

Un'altra proposta riguarderà i lavori privati.
Pensiamo che vadano introdotti dei parametri di riferimento per le diverse prestazioni: serviranno a garantire la qualità e a dare indicazioni sui prezzi più corretti. Sarà come mettere i cartellini in vetrina. Servirà a tutelare soprattutto i cittadini. Ma per farlo serve un intervento normativo, altrimenti rischiamo di incorrere nei richiami dell'Antitrust.

A novembre ci sarà il rinnovo del Consiglio. Si ricandiderà?
Sì, il mio Consiglio si presenterà agli iscritti con la convinzione di avere dato stabilità al sistema e avere creato consenso su tutta la categoria. Abbiamo creato occasioni di confronto durante i congressi, le assemblee nazionali, le giornate della sicurezza, la mostra "making" e potrei andare avanti con molti altri esempi. Vogliamo continuare su questa strada.


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