Progettazione e Architettura

Crollo a Roma, architetti: attenti a eliminare i tramezzi anche se l'abbattimento è consentito

Q.E.T.

Il presidente di Federarchitetti Roma, Giancarlo Maussier, dopo l'iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone per il crollo di tre piani dell'edificio di Lungotevere Flaminio

Serve «cautela» nei lavori di ristrutturazione e demolizione dei tramezzi, anche nei casi in cui la legge lo consente e soprattutto nei centri storici dove gli edifici sono più antichi.

L'avvertenza arriva dal presidente di Federarchitetti Roma, Giancarlo Maussier, dopo l'iscrizione nel registro degli indagati di quattro persone per il crollo di tre piani dell'edificio di Lungotevere Flaminio. A determinare il crollo, in base ai primi accertamenti, sarebbe stato l'abbattimento di alcuni tramezzi dell'appartamento del quinto piano per creare un open space.

«Da quel che mi risulta sembra che quel palazzo avesse una struttura portante in cemento armato, questo consentirebbe la demolizione dei tramezzi in quanto non sono strutture portanti - spiega Maussier - Non conosco personalmente la vicenda, gli atti della perizia non ancora stati pubblicati, ma normalmente quando c'è una struttura portante in cemento armato, l'abbattimento dei tramezzi per realizzare, ad esempio, un monolocale è consentito. Il problema è che, come in questo caso, si tratta di un palazzo molto vecchio».

Qualcuno, autorevolmente, ricorda Maussier, sosteneva che «nel centro di Roma anche la carta da parati collabora a sostenere il fabbricato, lasciando intendere che bisogna fare attenzione a demolire tramezzi con interventi che traumatizzano l'impianto strutturale».

Insomma , anche se la demolizione è consentita dalla legge «bisogna andarci cauti - sottolinea il presidente di Federarchitetti Roma - magari mettendo travi di rinforzo, facendo la ristrutturazione piano piano, adottando tutte le cautele ad esempio puntellando i solai prima delle demolizione dei tramezzi». Utile anche «ripristinare l'obbligo del fascicolo di fabbricato, magari fatto meglio - conclude Maussier - Il fascicolo dava una fotografia del fabbricato, delle sue condizioni e degli impianti. Si potrebbe pensare a ripristinarlo o a prevedere premialità per chi lo fa».


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