Progettazione e Architettura

A Tbilisi quasi pronto il cantiere dell'Auditorium-cannocchiale firmato Fuksas

Francesca Oddo

Dopo il cambio di governo in Georgia si è fermata, a un passo dal completamento, l'opera firmata da Massimiliano e Doriana Fuksas

Il cantiere dell'Auditorium e del Centro Espositivo a Tbilisi, la capitale della Georgia, opera pubblica frutto di un incarico diretto assegnato a Massimiliano e Doriana Fuksas nel 2010, è fermo. Se «durante il mandato di Mikheil Saakashvili - spiega Fuksas - i cantieri sono stati portati avanti in tempi rapidissimi e grande impulso è stato dato al rinnovamento urbano» (lo dimostra il Tbilisi Public Service Hall, sempre di Fuksas, realizzato in soli due anni), non altrettanto può dirsi adesso: nonostante l'opera sembri quasi conclusa, con il cambio dei vertici governativi i lavori si sono fermati e non ci sono previsioni per la data di inaugurazione.

Eppure la città è da anni teatro di un importante processo di riqualificazione e di ammodernamento del suo tessuto urbano, per il quale sono stati chiamati architetti da ogni parte del mondo. Fra questi anche Michele De Lucchi, autore del Ponte della Pace a pochi passi dal Rhike Park, dove si trova l'ultima opera dello studio Fuksas. Un fermento che testimonia come il Paese ambisca a definire una nuova immagine per il proprio territorio che diventi carta vincente da spendere, fra l'altro, anche nel settore turistico, ormai in crescita. Lo conferma Giorgi Baidarashvili, direttore del Tbilisi Development Fund (l'ente che ha commissionato a Fuksas l'Auditorium e il Centro Espositivo), secondo il quale diventa sempre più importante sedurre e intercettare la domanda del turismo sia attraverso una rivalutazione delle potenzialità esistenti sia tramite un programma che preveda nuovi punti di attrazione. Un articolato percorso di collegamento fra le une e gli altri, poi, consentirebbe di apprezzare la città come un libro che racconti la sua storia a partire dalle sue origini, stimate intorno al V secolo, fino a oggi.

Per comprendere il fermento del mercato immobiliare e la nuova compagine urbana di Tbilisi è opportuno fare un passo indietro e ripercorrere la storia di un territorio che fino alla caduta del Muro di Berlino è appartenuto all'ex Unione Sovietica. La fine della cortina di ferro ha inevitabilmente portato la Georgia al confronto con il mondo occidentale, in termini sia di visione urbana sia di apertura del mercato verso lo scenario del capitalismo globale. Con la pacifica Rivoluzione delle Rose del 2003 - condotta da una coalizione di riformisti filo-occidentali e che ha portato all'allontanamento dei vecchi rappresentanti del potere, ritenuti illiberali e corrotti - è iniziato un periodo di entusiasmo politico e culturale profondamente legato alla volontà di trasformare il tessuto urbano di Tbilisi (nel bene e nel male, fra politiche di privatizzazione spesso miopi e avventate e altre mirate a una più equilibrata e acuta rilettura della città). In questo contesto in divenire, sia da punto di vista territoriale sia economico, si inseriscono le opere di importanti firme dell'architettura internazionale. Alcune delle quali, come l'Auditorium e il Centro Espositivo di Rhike Park, offrono soluzioni interessanti, capaci di stabilire un fertile dialogo di interferenze linguistiche e di interazioni con la città post-sovietica.

Il complesso è costituito da due corpi che prendono le mosse da un muro di contenimento: uno ospita l'auditorium (900 metri quadrati di superficie per circa 550 posti a sedere), il foyer, i servizi, i locali tecnici per i macchinari e gli spazi adibiti a deposito, l'altro accoglie il centro espositivo (2.000 mq), al quale si accede tramite una rampa che accoglie i visitatori dal livello della strada. La struttura dei due volumi è stata realizzata in cemento armato e acciaio, il rivestimento opaco in pannelli di acciaio inox e quello trasparente in vetro doppio.
L'opera di Massimiliano e Doriana Fuksas, sul cui costo c'è riserbo, introduce chiaramente un segno di novità rispetto alla città consolidata, adottando forme libere e sinuose, dinamiche e smaglianti che non dimenticano anzi cercano il rapporto con il contesto. Proprio perché quelle stesse forme, simili a grandi cannocchiali, osservano la città, offrendo una vista panoramica su di essa e sul parco che le ospita. «È un periscopio per la città che guarda verso il fiume inquadrando il centro storico della vecchia Tbilisi», spiegano i progettisti. Allo stesso tempo i due elementi che caratterizzano il progetto sembrano soffiare fra le strade del centro storico una ventata di contemporaneità, capace di offrire nuova linfa vitale agli edifici storici proprio attraverso il confronto con l'architettura di nuova concezione.

I crediti del progetto
Progetto: Rhike Park, Music Theatre and Exhibition Hall
Luogo: Tbilisi, Georgia
Committente: Tbilisi Development Fund
Progetto: Massimiliano e Doriana Fuksas
General contractor: Permasteelisa
Engineering: Studio Sarti, AI Engineering
Dimensioni: superficie del lotto / 10.000 mq, auditorium / 900 mq, centro espositivo / 2.000 mq
Anno: 2010 - in corso di realizzazione
Fotografie: Sophia Arabidze, Archivio Fuksas, Nikolay Kaloshin, Fabio Lovino, Joel Rookwood


© RIPRODUZIONE RISERVATA