Progettazione e Architettura

Nella campagna trevigiana di Villorba Made Architetti amplia la cantina Pizzolato

Francesca Oddo

Domina il legno di faggio (proveniente dalle vicine foreste del Cansiglio), utilizzato per le pavimentazioni dei percorsi e delle piazze esterne

L'ampliamento della Cantina Pizzolato a Villorba (Treviso), realizzato da Made Associati (Michela De Poli e Adriano Marangon) e appena inaugurato, nasce dalla volontà del committente di presentarsi sulla scena del mercato italiano con un'immagine rinnovata. L'azienda esiste da 35 anni e si è sempre rivolta al mercato estero, in quanto la produzione di vini biologici, nella quale Pizzolato è attivo, per diverso tempo non è stata apprezzata dai consumatori italiani, a differenza di quanto è avvenuto nei Paesi del nord Europa. Negli ultimi anni, invece, qualcosa comincia a muoversi anche in Italia, dove la cultura dell'alimentazione "bio" sta conquistando fasce di mercato sempre più ampie. Da qui l'esigenza dell'azienda di costruire il suo volto anche in termini di immagine dei propri spazi, perché se per l'estero il rapporto con i clienti era a distanza, in Italia è e sarà diretto.
Attorno alla cantina, che si articola su circa 2.600 mq, si estende un territorio interessante dal punto di vista paesaggistico. La scelta dei progettisti, in questo senso, non è stata casuale, considerata l'esperienza consolidata e la sensibilità di De Poli e Marangon per il tema del paesaggio e del suo rapporto con l'ambiente costruito. Il progetto, costato mille euro a mq, muove dall'idea di proporre un'immagine coerente con la filosofia aziendale, improntata a una visione sostenibile dell'utilizzo del territorio agricolo.

I progettisti hanno puntato sulla riorganizzazione del territorio intorno ai capannoni esistenti e alla villa seicentesca, residenza della proprietà vicina alle aree di produzione, sulla costruzione di un dialogo serrato fra l'architettura della nuova cantina, semplice e garbata, e lo scenario dei vigneti, e ancora sulla sperimentazione in chiave ecologica dell'uso del legno di faggio per il rivestimento dell'edificio e per le pavimentazioni dei percorsi e delle piazze esterne. «L'uso di un materiale naturale come il legno meglio si inserisce nel paesaggio agricolo per il suo colore, per la sua matericità e per la capacità di invecchiare senza deperire», raccontano De Poli e Marangon. In particolare è stato impiegato il faggio che proviene dalla Foresta controllata del Cansiglio, nella quale le faggete sono una specie endemica destinata a diventare un prodotto finito certificato e legato al territorio, attraverso un processo di selezione attuato in accordo con Veneto Agricoltura (ente preposto alla gestione delle foreste nel Veneto).

In sinergia con l'azienda locale Itlas, che normalmente adopera il Faggio del Cansiglio per i pavimenti interni, Made ha sperimentato il materiale per gli esterni sottoponendolo a termocottura, trattamento che lo rende più duro e resistente agli agenti atmosferici senza ricorrere a elementi chimici e a sostanze inquinanti che ne precluderebbero il riciclo. Una scelta, questa, che rientra peraltro nell'impostazione della filosofia della Cantina Pizzolato.
Il nuovo edificio, che si affianca ai capannoni preesistenti, accoglie al piano terra la reception, lo spaccio per la vendita di bottiglie di vino e la zona laboratorio. Al primo piano ci sono invece gli uffici e la sala degustazione.

Il volume presenta una veste a listoni di legno capace di creare una sequenza di filtri visivi con l'esterno. «La trama a tavole di legno verticali qualifica la semplicità/povertà dei materiali di costruzione del capannone - spiegano i progettisti in una nota -. Inoltre l'effetto di filtro/trama rimanda alle facciate dei fienili composte a intreccio di mattoni e/o da tavolati verticali fugati (per facilitare l'areazione), ricorrenti nelle strutture tradizionali della campagna trevigiana». La riqualificazione e il riordino dell'intero complesso aziendale, ancora in corso, prevede anche il rivestimento delle strutture preesistenti con la stessa trama di tavolati.
In questo lavoro la natura diventa protagonista di un rapporto osmotico con l'ambiente costruito. Sulla facciata nord, per esempio, aggetta un corpo in corten che si apre come una finestra sul paesaggio in direzione della villa e che costituisce una delle estremità di un cannocchiale visivo che corre senza soluzione di continuità visiva in direzione opposta, verso sud, dove un altro generoso affaccio permette di godere della vista sulla vigna.

Lo studio
Michela De Poli e Adriano Marangon, dopo essersi laureati allo Iuav di Venezia, nel 2001 hanno fondato MADE associati a Treviso. Da allora operano nel campo dell'architettura e del paesaggio indagando a varie scale operazioni di trasformazione controllata, oltre a svolgere attività didattica. Fra i progetti in corso di realizzazione, la riqualificazione di piazza Roma a Quinto di Treviso.

I crediti del progetto
Luogo: Villorba (Treviso)
Committente: La Cantina Pizzolato, Villorba (Treviso)
Progettista: MADE associati, Treviso
Architetti: Adriano Marangon e Michela De Poli
Collaboratore: Francesco Faggian
Strutture: Andrea Rigato
Ditta Esecutrice: Impresa Sernagiotto Angelino Costruzioni, Camalò di Povegliano (Treviso)
Cronologia: 2013/14 progetto, novembre 2014-maggio 2016 esecuzione lavori
Superficie lotto: 7.200 mq
Superficie coperta: 2.600 mq
Fotografie: MADE associati_Adriano Marangon


© RIPRODUZIONE RISERVATA