Progettazione e Architettura

Al Museo della Shoah di Ferrara il primo bollino Gbc Historic Building

Mila Fiordalisi

L'intervento di riconversione dell'ex carcere di Ferrara nel Museo nazionale dell'Ebraismo e della Shoah ha ottenuto la prima certificazione in Italia in base all'apposito protocollo del Green Building Council

È l'edificio che ospiterà a Ferrara la sede del Meis – il Museo nazionale dell'Ebraismo italiano e della Shoah – il primo in Italia a ottenere la certificazione Gbc Historic Building, il "bollino" che il Green Building Council ha specificamente ideato per gli edifici storici riqualificati in nome dell'ecosostenibilità.

Il progetto di recupero dell'edificio più significativo del complesso sede dell'ex carcere di Ferrara - edificato nel 1912 e dismesso nel 1992 - sarà infatti completamente restaurato per ospitare non solo un'area espositiva ma anche laboratori didattici e una biblioteca. Il tutto grazie ai fondi messi in campo dal Ministero dei beni e delle attività culturali che il 2 maggio scorso ha "sbloccato" le risorse mancanti - 25 milioni di euro - per il completamento della struttura, fissato a fine 2017. Dopo oltre 5 anni dall'aggiudicazione del concorso internazionale di progettazione - era il 27 gennaio 2011 - al gruppo costituito dallo Studio Arco di Bologna, dallo studio Scape di Roma, Michael Gruber e Kulapat Yantrasast e dallo Studio Stefano Massarenti Architetti di Ferrara, il progetto che il 20 dicembre 2011 è stato "inaugurato" con l'apertura della Palazzina di via Piangipane (che ospita gli uffici della Fondazione Meis) entra dunque nella fase finale.

Quattro i corpi di fabbrica – di cui due di nuova costruzione – che compongono il complesso. Un complesso che fa leva, oltre che sul rispetto della tradizione (quella della struttura che ospitava l'ex carcere) anche e soprattutto sull'innovazione tecnologica che ha consentito l'avvio del processo di certificazione Gbc. Alcuni tagli nei solai ai vari piani, producono l'effetto "camino" di ventilazione, per limitare la necessità di aerazione meccanica. L'edificio è, infatti, pensato per essere energeticamente autonomo anche grazie l'installazione di pannelli fotovoltaici integrati nella copertura in grado di soddisfare il fabbisogno energetico stimato in 90 KW. «Aderire al protocollo e certificare la qualità di restauro sostenibile al Meis è un obiettivo ambizioso ed importante oltre che per il cantiere, anche per la futura gestione del Museo. Speriamo di rappresentare una buona pratica da seguire nella progettazione del restauro e recupero del grande patrimonio monumentale italiano, anche perché le logiche seguite nell'appalto (con formula dell'offerta economicamente più vantaggiosa) e nelle richieste di caratteristiche di sostenibilità del cantiere, sono perfettamente allineate con le richieste del nuovo codice degli appalti e dei criteri ambientali minimi per l'edilizia, recentemente entrate in vigore», commenta Carla Di Francesco del Mibact e e responsabile unica del progetto.

«Il protocollo GBC Historic Building - aggiunge Gianni Silvestrini, presidente di Gbc Italia - coniuga la grande esperienza italiana del restauro e della conservazione dei beni architettonici con la cultura internazionale della sostenibilità e rappresenta un'eccellenza mondiale. Siamo orgogliosi che una committenza così importante come il Mibact scelga questo protocollo per il Museo Nazionale dell'Ebraismo Italiano e della Shoah. Un ottimo inizio che speriamo possa fungere da esempio a livello internazionale per la diffusione di una cultura del restauro sostenibile».


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