Progettazione e Architettura

A Roma la nuova scuola firmata T Studio è (quasi) pronta per il «rammendo» di Corviale

Massimo Frontera

Manca un milione di euro per completare l'intervento di progettazione partecipata firmato da Guendalina Salimei (e per evitare il degrado della parte realizzata)

Forza Corviale! La nuova scuola Mazzacurati, nella via omonima, destinata ad arricchire la dotazione di servizi del noto complesso di edilizia popolare nella periferia della Capitale sta vivendo la crisi dell'"ultimo miglio".
L'edificio è stato quasi ultimato, secondo il progetto di ristrutturazione firmato da T Studio, fondato da Guendalina Salimei. Un progetto in cui sono state affrontate e superate alcune difficoltà tecniche dovute alla preesistente struttura di prefabbricazione pesante; un progetto che ha anche tenuto conto delle richieste dei residenti e che valorizza un'area verde di quasi un'ettaro che diventerà un parco attrezzato. Insomma il progetto di una scuola che vuole essere molto più di una scuola: vuole essere il cuore del quartiere, con un teatro e spazi di socialità e per lo sport, così da offrire ai giovani occasioni per allontanarli dalla criminalità che gravita sull'area.

Un progetto però che - nonostante i molti sforzi fatti dall'amministrazione dell'XI Municipio (presidente Maurizio Veloccia) - non riesce a trovare la quadratura del cerchio sui costi. «Manca poco più di un milione di euro per appaltare anche il secondo stralcio dell'intervento», riferisce Guendalina Salimei.
Proprio la mancanza di fondi ha fatto decidere di suddividere l'appalto in due stralci. Le risorse che sono state faticosamente raggranellate spulciando il bilancio del Municipio (ma anche i bilanci di Regione e Comune) hanno consentito di realizzare la parte più importante. Con 3,3 milioni raccolti dai Rup (Giorgio Martinelli e, più recentemente, Pietro Scaglione) è stato realizzato l'adeguamento sismico sulla struttura esistente, è stato creato un patio interno eliminando una porzione di solaio, sono stati ridisegnati gli spazi raddoppiando la capienza, sono stati ricavati gli spazi per i laboratori didattici, è stato realizzato un teatro da 200 posti. Ed è stato infine realizzato l'elemento iconico dell'edificio: la grande copertura in alluminio forato che avvolge la struttura come un nastro, dissimulando la pesantezza del cemento armato.

Ma ora manca appunto l'ultimo miglio. «Anche la progettazione del secondo stralcio è praticamente ultimata», confida Guendalina Salimei. «Il problema - aggiunge - è il secondo stralcio non è finanziato». Servono ancora 1,2 milioni di euro per attrezzare il parco di oltre 8000m mq, realizzare un ulteriore volume esterno, e finire tutta una serie di dettagli e completamenti esterni. Ma anche interni, come il corridoio da attrezzare per farne un luogo di aggregazione e di scambio, proprio come suggeriscono le attuali teorie sulla didattica che affidano funzioni di conoscenza anche agli spazi di incontro e di socializzazione.

Ma il problema, fa capire Salimei, è doppio: non è solo quello di trovare i soldi per finire quello che è stato iniziato. Il vero rischio è di tornare indietro, subendo il degrado dell'edificio, completato ma vuoto, a causa di atti di vandalismo o furto di materiali. Il rischio è molto concreto. Nel novembre scorso, ignoti hanno dato fuoco a un edificio di Calcio Sociale Italia, associazione che cerca di contrastare la delinquenza offrendo ai giovani occasioni di aggregazione sociale e sportiva. Anche a seguito di questo episodio, il quartiere ha avuto la solidarietà della presidente della Camera, Laura Boldrini, che un mese fa si è recata a Corviale e ha incontrato i residenti.
Ora però servono un po' di soldi. Forza Corviale!


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