Progettazione e Architettura

Apre la XV Biennale di architettura, Aravena: «abbiamo cercato di essere semplici senza perdere la complessità

Massimo Frontera

A Venezia il presidente e il curatore della Biennale presentano la manifestazione alla stampa. Domani la consegna del Leone d'oro a Mendes da Rocha

«La Biennale vorrei che fosse una macchina dei desideri, una mostra che stimola l'amore per l'arte e per l'architettura». Nel suo intervento, il presidente della Biennale di Venezia, Paolo Baratta, mette in campo i sentimenti e conferma che la Biennale di architettura che sta per aprire i battenti a Venezia si propone di guidare l'attenzione sulle ferite del mondo proponendo allo stesso tempo anche dei rimedi: «abbiamo gli strumenti per dare speranza a un mondo che è alla disperata ricerca di questa speranza», ha aggiunto Baratta.
Il curatore della manifestazione, l'architetto cileno Alejandro Aravena, racconta alla stampa di tutto il mondo - sono oltre duemila i giornalisti accreditati alla XV Biennale di Architettura - come ha cercato di allestire la mostra: «Abbiamo cercato di fare una cosa semplice, ma questo non è stato molto semplice, perché non volevamo perdere la complessità e la ricchezza». Sono 88 gli architetti invitati a partecipare, provenienti da 37 Paesi. Di questi 50 sono presenti per la prima volta e 33 sono gli architetti under 40.

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Non mancano nomi internazionali ben noti, tra questi: Aires Mateus, David Chipperfield, le irlandesi di Grafton Architects, Herzog & de Meuron, Inês Lobo, João Luís Carrilho da Graça, lo studio giapponese Sanaa, Kengo Kuma, Kéré Architecture, Nlé dall'Olanda. Ed ancora, solo per citarne alcuni: sir Norman Foster, Rem Koolhaas, Rogers Stirk Harbour + Partners, Eduardo Souto de Moura, Studio Mumbai, Shigeru Ban e Tadao Ando.
«Tutti - ha detto ancora Baratta - sono qui per mostrare il senso di necessità di essere coinvolti nei nuovi temi e nelle richieste che il tempo presente ci pone, con la speranza che siano disponibili gli strumenti, senza essere prigionieri di ipotesi precostituite sulla tecnologia». A breve saranno svelati anche i 20 studi selezionati dagli architetti di Tamassociati, curatori del padiglione Italia.
Sabato 28 maggio, primo giorno di apertura della Biennale al pubblico, sarà anche consegnato all'architetto brasiliano Paulo Mendes da Rocha il Leone d'Oro alla Carriera della XV mostra internazionale di architettura della Biennale di Venezia. La decisione è stata presa lo scorso 6 maggio. Tra le motivazioni del premio, come ha anche ricordato Aravena, c'è la capacità dell'architetto sudamericano di «realizzare opere senza tempo». La giuria ha riconosciuto all'architetto «integrità ideologica» e «capacità in campo strutturale» che fanno del progettista un «provocatore anticonformista e allo stesso tempo un appassionato realista».


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