Progettazione e Architettura

Beni Culturali: il ministero assume 130 architetti. Domande entro il 30 giugno

Massimo Frontera

Definito il riparto delle competenze richieste dal dicastero guidato da Franceschini. E per i restauratori ci sono 80 posti disponibili

Il Ministero dei Beni culturali assumerà 130 architetti. È stato reso noto (in ritardo rispetto a quanto annunciato in precedenza) il riparto delle competenze relative al concorso per l'assuzione di 500 funzionari in Italia con varie specializzazioni con contratto a tempo indeterminato.
Il bando del concorso è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 26 aprile. Ma si attendeva il riparto numerico delle competenze richieste. Sui 500 posti disponibili gli architetti rappresentano la professionalità più richiesta, con 130 unità. Sono anche richiesti 5 antropologi, 90 archeologi, 95 archivisti, 80 restauratori, 25 bibliotecari, 5 demoantropologi, 40 storici dell'arte e 30 specialisti in promozione e comunicazione.

Bando architetti, nel Lazio 39 posti su 130
Alla regione Lazio spetta la parte del leone nella distribuzione territoriali dei posti disponibili, con ben 39 posti sui 130 totali. A rispettosa distanza si trova la Campania, con 12 posti, seguita da Lombardia (11), Toscana (10), Calabria (8), Piemonte e Veneto (7), Basilicata, Sardegna e Puglia (5 ciascuna), Emilia Romagna e Liguria (4), Abruzzo, Friuli Venezia Giulia, Marche e Umbria ( 3 ciascuna) e, infine, Molise, con un solo posto disponibile.

«La domanda di partecipazione - spiega il ministero - per ciascuno dei nove concorsi va presentata entro il 30 giugno 2016 via internet tramite il sistema step-one del Progetto RIPAM, compilando il modulo elettronico disponibile sul sito http://ripam.formez.it a partire dalle 23:59 del 31 maggio 2016».

«Dopo nove anni - ha detto il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini - il ministero torna a assumere con un concorso dedicato ai professionisti dei beni culturali che immetterà 500 nuovi funzionari nei ranghi dell'amministrazione. È il segno del cambiamento di questo Governo, che dopo anni di tagli e sacrifici ha aumentato del 36% il bilancio della cultura e ora alle nuove risorse economiche aggiunge quelle umane necessarie alla migliore tutela e valorizzazione del patrimonio».


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