Progettazione e Architettura

L'ex fienile si trasforma in casa: il progetto a due volti di Archiplan nella campagna modenese

Francesca Oddo

Accade spesso che una casa porti con se una storia che prende le mosse da lontano e che diventi la traccia per ripercorrere la trama della sua esistenza. Così è successo per quella che oggi si chiama Casa Effe-E e che un tempo era un vecchio fienile come ce ne sono tanti nella campagna modenese intorno a Bomporto, popolata da case a corte, rustici, casolari spesso abbandonati e molti dei quali in vendita, ristrutturati poi come abitazioni o strutture ricettive. Negli ultimi trenta anni, infatti, le piccole aziende agricole presenti sul territorio non hanno retto alla concorrenza dei grossi produttori (che oggi praticano l'agricoltura intensiva su ampie porzioni di territorio) e sono state costrette a chiudere l'attività e a vendere le proprie strutture.

Danneggiato in parte dal sisma del 2012, il vecchio fienile che oggi, ristrutturato, ospita una casa privata realizzata da Archiplan (Diego Cisi e Stefano Gorni Silvestrini), torna a nuova vita con un intervento sensibile alla natura che lo circonda, ai suoi colori e umori, alla luce, al tempo. Lungi dal cambiare completamente fisionomia, anche perché l'area è sottoposta a vincolo paesaggistico e le norme edilizie prevedono il rispetto dei volumi esistenti, Casa EffE-E, a sviluppo longitudinale, gioca letteralmente su due fronti il suo rapporto con la memoria e con la contemporaneità: una delle facciate rimane sostanzialmente più chiusa rispetto all'esterno, confermando il carattere introverso dell'edificio originario, l'altra esprime una totale disponibilità a intessere un rapporto osmotico con il paesaggio che penetra generosamente gli ambienti della casa i quali, a loro volta, si raccontano all'esterno.

«La facciata principale è quasi priva di aperture ad eccezione della porta di ingresso e due piccole finestre al primo piano, mentre la facciata posteriore che si affaccia sulla campagna si apre completamente verso l'esterno e il paesaggio della pianura fa da sfondo allo spazio interno», raccontano i progettisti, che continuano «l'edificio rivendica la propria appartenenza ai luoghi con un fronte principale dal carattere aspro, scorbutico e indisponente, al quale si contrappone uno spazio interno domestico e fedele e una grande facciata che si apre sull'infinita campagna».

Le due facciate rappresentano i due volti della campagna, secondo i progettisti. Uno duro, come il lavoro nei campi dei contadini, l'altro piacevole e morbido, aperto e luminoso, come il paesaggio. La facciata che si apre verso la campagna, interamente vetrata, presenta una sequenza di scuri in legno alti sei metri che ora si impacchettano consentendo un rapporto diretto, senza filtri con l'esterno ora si distendono rendendo possibile un rapporto filtrato e selettivo con il contesto. L'esperienza del dialogo fra l'architettura e il paesaggio per Archiplan non è certo nuova: il team conosce bene il modo di captare l'essenza dell'ambiente esterno, del verde, della sua atmosfera e di raccontarla attraverso il costruito. Lo dimostrano numerosi lavori realizzati negli anni, come per esempio il «Parco De André» a Bigarello o l'«Area golenale sul Po» a Motteggiana fino al più maturo «Percorso paesaggistico naturale» di Virgilio, tutti in provincia di Mantova.

All'interno della casa gli spazi sono fluidi, aperti in certi punti gli uni sugli altri, confermando in tal senso la disponibilità al confronto con l'esterno e all'illuminazione naturale.
Da un punto di vista strutturale l'abitazione è stata resa antisismica ed è stato inserito un sistema in putrelle di ferro. La copertura a capriate è stata completamente ricostruita, anche per recuperare alcuni tratti della memoria dell'ex fienile, gesto che si ripete su alcuni infissi che presentano l'anima nuova rivestita da legno di prima patina proveniente da elementi non più utilizzati. «I segni del tempo sono il nostro patrimonio», spiega Diego Cisi, mentre si allontana dal cantiere dell'abitazione che sarà pronta in estate, ancora una volta frutto della ristrutturazione di un edificio esistente (risalente al 1600), dal quale emergerà la storia e la memoria della preesistenza.

PROFILO
Archiplan è stato fondato nel 1997 a Mantova. A dirigerlo sono Diego Cisi (1964) e Stefano Gorni Silvestrini (1965), entrambi laureati alla Facoltà di Architettura dello IUAV di Venezia. Lo studio ha realizzato negli anni edifici pubblici e privati, residenziali e commerciali, oltre a occuparsi di progetti territoriali e di valorizzazione del paesaggio.

CREDITI
Luogo: Bomporto (Modena)
Committente: privato
Progettista: Archiplan studio - Diego Cisi, Stefano Gorni Silvestrini (Mantova)
Impresa di costruzioni: Visual, Bastiglia (Modena)
Cronologia: inizio cantiere / 2014, fine cantiere / 2016
Superficie costruita: 180 mq
Foto: Davide Galli


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