Progettazione e Architettura

Da Catania a Milano, gli under 33 reinventano l'abitare con il concorso AAA Architetti cercasi: ecco i vincitori

Mariagrazia Barletta

Si è conclusa l'edizione 2015 della gara di progettazione ideata da Federabitazione Confcooperative per ricercare idee innovative sul tema della residenza cooperativa

Cernusco sul Naviglio (Milano), Pescara, Bari e Catania: ciascuno dei quattro siti coinvolti nel concorso Aaa Architetti Cercasi ha il suo progetto vincitore. Si è conclusa l'edizione 2015 della gara di progettazione ideata da Federabitazione Confcooperative per ricercare idee innovative sul tema della residenza cooperativa, facendo leva sulla creatività delle giovani generazioni di progettisti. Iniziativa che quest'anno è uscita dai confini lombardi, contando anche sul patrocinio del ministero delle Infrastrutture e sulla partecipazione di Fondosviluppo, il Fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.

La miglior idea per la trasformazione dell'area occupata dall'ex stabilimento dell'editore Garzanti a Cernusco sul Naviglio è di Martino Lunghi (in team con Valerio Occorsio, Alessio Roncaglioni, Simone Bruna, Chiara Gambarana), che propone un progetto di nuove residenze e servizi in grado di «assecondare diversi stili di vita». «Società contadina modernizzata» è l'idea che fa conquistare il primo posto al gruppo di Pietro Colonna (con Francesco Ferrante, Giuseppe Davide Vulpio), che vince il concorso per la creazione di un nuovo comparto urbano all'interno di un ambizioso programma di espansione della città di Bari. Un progetto che avvicina la produzione agricola alla residenza grazie alla proliferazione di spazi verdi ed orti condivisi tra le abitazioni.

Davide Ventura (con Gabriele Molfetta, Simone Ierardi, Valentina Penna, Selena Vacchelli) conquista la giuria con «Epiciclo», un grande edificio dall'impianto circolare, che racchiude variegate tipologie di residenze, intervallate da spazi comuni. Su Catania vincono Giovanni Bravin (capogruppo), Elena Antoniolli e Nicola Sutto con il progetto «C-Vita Lab», con il quale trasformano (idealmente) un luogo centrale della città in un salotto urbano.

A giudicare le proposte, quattro diverse giurie composte da professionisti del settore dell'architettura, del mondo accademico e della cooperazione. In tutto sono 28 i gruppi fra premiati o menzionati, per un totale di 126 giovani professionisti con un'età media di 28 anni, che si aggiudicano il montepremi complessivo di 14.000 euro per ognuna delle aree a bando, per un totale di 56mila euro. Tutti gli architetti dei gruppi vincitori e dei menzionati, entreranno inoltre in una lista di progettisti meritevoli, ai quali gli organizzatori si impegnano ad assegnare incarichi professionali nel campo della residenza sociale e cooperativa. Inoltre, i vincitori saranno seguiti nell'eventuale percorso verso la costituzione di una cooperativa di professionisti.

«L'edizione 2015 di AAA è stata una scommessa, una scommessa vinta - dice Alessandro Maggioni, presidente di Federabitazione Confcooperative - . Il grande impegno di lavorare su 4 aree è stato ripagato con un successo di partecipazione. Dal punto di vista dei risultati emerge un quadro stimolante, per le nostre cooperative e per il dibattito attorno all'abitare».
In ciascuna area «i progettisti hanno affrontato esigenze urbanistiche e problematiche territoriali differenti, rilanciando le sfide delle trasformazioni in atto nella città, nella società e nella professione. Dalla rigenerazione urbana alla riqualificazione del patrimonio edilizio, dalla riscoperta dei territori metropolitani, dei centri minori e della città diffusa fino alla ideazione di una residenzialità "produttiva" in grado di generare servizi e dinamiche sociali ed economiche in sinergia con il territorio, così come è tradizione dell'abitare cooperativo», è il commento di Paolo Mazzoleni, direttore scientifico del concorso.

La competizione era riservata ad architetti e ingegneri under 33, incoraggiati a creare gruppi multidisciplinari e chiamati a cimentarsi in progetti di residenze cooperative, complete di servizi e immerse in un efficace mix di funzioni. Il tutto con un occhio sempre fisso sulle specifiche esigenze del territorio e sul ruolo dell'housing come strumento in grado di incidere nei processi di trasformazione urbana. Fa eccezione Catania, dove i progettisti hanno affrontato un particolare esperimento di retrofitting urbano, impegnandosi nella progettazione di servizi alla residenza.

C'è un punto che emerge con forza e trae origine dalle più innovative esperienze legate all'abitare cooperativo registrate in Italia negli ultimi anni. Si tratta dei servizi all'abitare, che si impongono come una grande forza, in grado di rigenerare i territori, specie se tali servizi sono ben intrecciati con il mix di funzioni che incornicia il tema residenziale. In linea con le esperienze italiane degli ultimi anni, i progettisti hanno dovuto riflettere sul nuovo ruolo delle residenze cooperative, guardando anche alle fasi gestione delle stesse, inserendo l'housing in un progetto di welfare comunitario, pensando a funzioni e a modalità di gestione in grado di garantire l'animazione del territorio, di favorire l'aggregazione e la socialità.

I quattro progetti vincitori
A Cernusco sul Naviglio, alle porte di Milano, il sito è quello dello stabilimento - dismesso da più di un decennio - delle industrie grafiche Garzanti-Verga. Un'area marginale, inserita tra una zona industriale e un sistema paesaggistico di qualità in cui il nuovo insediamento multifunzionale diventa un'occasione per dare un nuovo volto a tessuti urbani in attesa di essere ridefiniti. Il progetto «Seminare futuro» immagina la creazione di stecche sistemate sul perimetro dell'area di progetto, lasciando al centro un grande spazio pubblico. Le residenze «green» utilizzano un involucro ad alta efficienza combinato con pannelli solari e fotovoltaici. Completano la strategia energetica: un sistema di riciclo delle acque e l'utilizzo di pompe di calore geotermiche. Le residenze di diversa tipologia e ampiezza condividono spazi comuni, che insieme ai servizi all'abitare sono pensati come luoghi della condivisione. Tra questi: un forno sociale e un orto didattico. «Di particolare interesse – secondo la giuria presieduta da Pierluigi Nicolin, architetto e professore al Politecnico di Milano – è la relazione che il progetto costruisce con la città e la varietà e complessità di stili di vita che è pronto a ricevere».

A Bari l'area di concorso comprende alcuni comparti del vasto progetto di espansione urbana che coinvolge l'area sud-orientale del territorio comunale. Un intervento che riguarda il Piano Particolareggiato d'iniziativa Pubblica relativo alla cosiddetta «Maglia 21», che conta di insediare quasi 9mila abitanti in un'area di 90 ettari. Pensare allo sviluppo di servizi all'abitare e alla progettazione delle residenze pubbliche all'interno di un nuovo ed esteso quartiere, è quanto affrontato dai vincitori, scelti dalla giuria presieduta dallo storico e critico di architettura, Luca Molinari. Il progetto «Società contadina modernizzata» si basa sulla condivisione di spazi verdi, quali orti, agrumeti, giardini comuni in quota e tetti giardino. Dunque, alla residenza si affiancano attività agricole condivise, per un brano di città che tende ad alimentarsi da sé. Completano il sistema urbano, le botteghe artigiane, aree per il lavoro cooperativo, il mercato rionale e spazi per i gruppi di acquisto solidale, ed altre funzioni.

A Pescara i progettisti si sono cimentati con la progettazione di residenze, servizi all'abitare e luoghi dedicati alla produzione in un'area ad alto potenziale di sviluppo, a ridosso della zona centrale. Poco lontano: l'Università degli Studi "Gabriele d'Annunzio" e il polo direzionale De Cecco firmato da Massimiliano Fuksas. Si tratta di un'area libera collocata sulla direttrice di ingresso alla città e a ridosso del tracciato ferroviario. I vincitori con il loro progetto «Epiciclo» immaginano spazi e servizi racchiusi in un edificio-anello aperto all'esterno e accogliente al suo interno. «È stato particolarmente apprezzato l'impegno nel comunicare gli usi e le potenzialità degli spazi collettivi inclusi tra le residenze, la capacità di trasformare un'impostazione, all'apparenza rigida, in un abaco di potenzialità e modi di abitare diversi tra loro» così si è espressa la giuria, in questo caso presieduta da Francesco Garofalo, architetto e professore all'Università Chieti-Pescara.

Molto innovativo il tema che coinvolge la città di Catania. I partecipanti si sono sfidati in un intervento di retrofitting urbano, che sfrutta il tema dei servizi alla residenza e nuove forme di residenzialità come motore per avviare processi di riqualificazione diffusa del territorio. Il tutto recuperando una vecchia stazione degli autobus costruita negli anni Sessanta a ridosso del centro, poi trasformata in una palestra di scherma. L'obiettivo: fornire alle residenze del quartiere i servizi di cui necessitano e che normalmente sono tipici delle residenze di tipo cooperativo, rigenerando il tessuto sociale e sviluppando relazioni di prossimità tra gli individui che abitano la zona. Con «C-Vita Lab» i progettisti immaginano un'aggregazione di nuovi piccoli volumi, riuniti al di sotto di un'unica copertura. Ne scaturisce un edificio permeabile, occupato da spazi condivisi, diversamente articolati e con un diverso grado di intimità. Secondo la giuria, guidata da Maurizio Carta, professore di urbanistica all'Università di Palermo, la proposta «interpreta in maniera più completa e armoniosa le domande e le intenzioni poste dal concorso, producendo al tempo stesso un'architettura, uno spazio pubblico e una parte di città». Diverse le funzioni previste, tra queste: un fab lab, spazi di svago autogestiti, sale per proiezioni, un nido di quartiere, un acceleratore di imprese e aree in cui scambiare libri.


© RIPRODUZIONE RISERVATA