Progettazione e Architettura

Le «Piccole Case» per i bambini di Haiti ideate (e costruite) da Visconti di Modrone

Francesca Oddo

Su richiesta della Ong spagnola Aytimoun yo, l'architetto italiano ha progettato una struttura low cost per ospitare i bambini orfani a causa del sisma del 2010

Ti Kay Là, che in lingua creola vuol dire "Le piccole case", è il nome del progetto per un orfanatrofio realizzato ad Anse-à-Pitres, Haiti, da Bonaventura Visconti di Modrone, un giovane architetto milanese che, appena laureato, ha deciso di impegnarsi in un contesto di emergenza. Appena ventisettenne conosce Lucia Lantero, cofondatrice della Ong spagnola Aytimoun yo, che gli propone di realizzare un complesso abitativo multifunzionale per 30 bambini di strada in un territorio di recente devastato da un sisma catastrofico. A finanziare l'opera, costata 60 mila euro, saranno Laura e Pier Luigi Loro Piana, Fonderia Artistica Battaglia, Roomupstairs. Visconti di Modrone accetta senza esitazione e, come racconta, «con un entusiasmo che non so se è stato dettato più dal coraggio o dall'incoscienza».

Dalle pagine della tesi si ritrova direttamente in un cantiere dove c'è tutto da imparare e nessuno che sappia dare indicazioni, tante urgenze e scarsa fornitura di energia elettrica. Alla sua prima opera, sarà allo stesso tempo progettista, operaio e direttore di cantiere. Dovrà imparare non solo lo spagnolo, per dialogare con i fornitori di Santo Domingo, ma anche le basi del creolo per insegnare alla manodopera locale (circa 40 persone) il mestiere che lui stesso è lì per apprendere. «È stato un apprendimento reciproco», spiega il giovane.
La parte più dura del lavoro si rivela il procacciamento dei materiali dalla Repubblica Dominicana (a un giorno di viaggio dal cantiere) non essendo presenti sul sito venditori abbastanza forniti: inoltre, le tensioni fra i due Paesi hanno contribuito a rallentare il cantiere in quanto i camion, non avendo il permesso di attraversare il confine, scaricavano le forniture al limite fra i due Stati con la conseguenza che gli haitiani erano costretti a continui trasporti a mano dei materiali da una parte all'altra della frontiera.

L'edificio coniuga due elementi dell'architettura tradizionale haitiana e li rielabora in funzione delle esigenze dei bambini (da loro stessi espresse durante alcuni workshop e confermate da uno psicologo): il Lakou e la Kay Ayitien rurale. Il primo è una corte intorno alla quale un tempo si disponevano le case appartenenti a uno stesso nucleo familiare per svolgere le principali attività collettive quotidiane. Oggi, a causa della scomparsa del nucleo familiare allargato, l'impianto classico del Lakou è stato sostituito da uno più lineare formato da case unifamiliari a schiera, ciascuna con il proprio spazio aperto sul retro.

Il progettista ha reinterpretato le due soluzioni proponendo l'impostazione in linea del Lakou moderno e inserendo lo spazio condiviso fra una casa e l'altra. I bambini, infatti, con un passato traumatico alle spalle, necessitano anche di spazi più intimi e raccolti oltre che di grandi aree per una più ampia socializzazione. Il secondo elemento è la Kay Ayitien, la tipologia di casa mono-familiare più diffusa nel territorio rurale del sud di Haiti, costituita da una o più stanze rettangolari affacciate su una grande veranda coperta.
Il progetto ha avuto un impatto sociale ed economico importante per la manodopera locale, tanto da generare nuove piccole realtà imprenditoriali: con parte del denaro guadagnato c'è chi ha aperto una ricevitoria del lotto e comprato un distributore per la vendita della benzina, chi ha potuto acquistare lo stampo in acciaio dei mattoni fabbricato per la costruzione delle case e oggi è l'unico fornitore dello stesso mattone molto richiesto ad Anse-a-Pitres, chi ha potuto comprare una motocicletta da utilizzare come moto-taxi.

In questi giorni Bonaventura Visconti di Modrone è diretto in Grecia, alle prese con un nuovo progetto: «Sono molto colpito dalla quantità di persone, non necessariamente operanti nel settore umanitario, che aiutano i profughi bloccati ai confini europei - ha spiegato -. Ho pensato allora di mettere in pratica quanto imparato ad Haiti. Con Leo Bettini è quindi nata l'idea di "Maidan tent", una struttura che funga da piazza coperta, luogo d'incontro e di ristoro nel campo profughi di Idomeni».
A breve partirà la raccolta fondi per finanziare il progetto.

Chi è Bonaventura Visconti di Modrone
Nato a Milano nel 1986, si è laureato allo IUAV di Venezia e successivamente ha conseguito la laurea specialistica presso l'Aarhus School of Architecture in Danimarca. Durante il corso di laurea allo IUAV ha frequentato per sei mesi l'École Nationale Supérieure d'Architecture Paris-Malaquais a Parigi. Tornato in Italia ha lavorato da Michele de Lucchi e adesso ha cominciato a lavorare in proprio.

I crediti del progetto
Località: Anse-à-Pitres, Haiti
Committente: Aytimoun yo O.N.G.
Progettista: Bonaventura Visconti di Modrone
Collaboratori: Vittorio Capraro, Edoardo Monti (logistica)
Team: 40 operai locali
Sponsor: Laura e Pier Luigi Loro Piana, Fonderia Artistica Battaglia, Roomupstairs
Cronologia: inizio cantiere / 2014, fine cantiere / 2015
Superficie: 400 mq
Costo complessivo del progetto: € 60.000


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