Progettazione e Architettura

Prato, scelti i dieci finalisti per il parco urbano: in corsa anche Aravena e Tagliabue

Mauro Salerno

Molti gli stranieri nella short-list del concorso. Tra gli italiani Obr e Alvisi. Boeri, Cucinella e Odile Decq tra gli esclusi eccellenti. A ottobre il vincitore

Fa il pienone di stranieri, con la presenza di grandi firme internazionali come Alejandro Aravena (direttore della Biennale di Venezia) e Benedetta Tagliabue il concorso per trasformazione dell'ex ospedale di Prato in un grande parco urbano. Folta anche la presenza di architetti italiani emergenti come Massimo Alvisi o lo studio ligure Obr. Segno che la competizione bandita dal comune toscano ha fatto centro nell'ambizione di raccogliere il massimo interesse, non solo dentro i confini italiani.

A stilare la short-list degli ammessi alla seconda fase - con esclusioni eccellenti che non hanno risparmiato nomi del calibro di Stefano Boeri, Mario Cucinella e Odile Decq - è stata la giuria guidata da Bernard Tschumi, che ha scremato le 230 candidature ricevute da tutto il mondo, selezionando anche cinque "riserve" (tra cui Gonçalo Byrne) pronte a scendere in campo in caso si dovessero registrare defezioni dell'ultimo minuto tra i dieci finalisti.

Tra gli ammessi alla fase finale spicca innanzitutto il nome di Alejandro Aravena, l'architetto cileno noto in tutto il mondo per il programma delle case sociali «Elemental» che quest'anno dirigerà anche la Biennale di architettura di Venezia. Aravena gareggia in un team capeggiato dall'italiano Emanuele Barili. Tra le presenze straniere l'altro nome forte è quello di Benedetta Tagliabue, italiana a capo dello studio Embt di Barcellona. Guidato da italiani (Martino Tattara e Pier Vittorio Aureli) è anche lo studio Dogma, con base a Bruxelles. Da oltre confine vengono poi lo studio tedesco Baubotanik, gli olandesi Maxwan Architects, e gli studi Jacob + Mcfarlane Architects e Dgt Architechts, entrambi con base a Parigi. Completano il quadro gli italiani Obr (con il paesaggista francese Michel Desvigne ), lo studio Pasini Ranieri (con il team cinese Turenscape) e Alvisi Kirimoto che partecipa insieme agli olandesi Inside Outside .

Per conoscere il vincitore bisognerà aspettare l'autunno: la seduta della giuria che nominerà il primo classificato è infatti fissata per il prossimo primo ottobre. Il Comune ha chiarito da subito che l'autore del miglior progetto si vedrà anche attribuire un premio di 40mila euro e soprattutto l'incarico per la definizione del progetto definitivo ed esecutivo dell'intervento. Clausola che ha evidentemente giocato il suo ruolo nell'attirare una partecipazione così vasta e qualificata. Anche gli altri finalisti non andranno via a mani vuote: il bando prevede infatti un rimborso spese di 13mila euro.

Al centro del progetto c'è trasformazione dell'area dell'ex Ospedale Misericordia e Dolce (nelle immagini della gallery) in un nuovo grande parco urbano di circa tre ettari. All'interno del parco, che non sarà una semplice area verde, dovranno trovare posto anche nuove funzioni contemporanee in grado di svolgere un ruolo di "attrattore urbano" e di funzionare da nuova porta della città antica da Sud. «Il parco - sintetizza l'assessore all'urbanistica Valerio Barberis - dovrà essere dotato di attrezzature e servizi che lo rendano vivo in tutto l'arco del giorno e in tutte le stagioni», con l'obiettivo « di veicolare l'immagine di Prato come la città della contemporaneità della Toscana».

Il progetto prevede due lotti funzionali. Il primo comprende la completa realizzazione
delle aree verdi e quindi del parco, oltre a un volume della superficie minima di 500 metri quadrati che contenga, tra le altre cose, i servizi essenziali al parco stesso. Il secondo lotto funzionale prevede la realizzazione degli altri fabbricati, fino a un massimo di 3.000 metri quadrati.


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