Progettazione e Architettura

Il capannone industriale si mette lo smoking (disegnato da Francesco Adobati)

Monica Zerboni

La ditta Persico Spa ha commissionato al progettista le nuove strutture da realizzare nell'ex area Comital a Nembro (Bg)

A Nembro via Marconi è un angolo di terra da sempre votata all'attività industriale, posizionata tra il fiume Serio e il tracciato della Teb, la ferrovia metropolitana che collega Bergamo al suo hinterland produttivo.
In questo piccolo, fiorente paese della provincia bergamasca, ai piedi delle Prealpi, è passata la storia dell'industria manifatturiera lombarda. Qui nell'ottocento si erano installate la Blumer e Luchsinger, filatura di cotone e tessitura e sempre qui in anni recenti avevano sede le officine metalmeccaniche Comital, spazzate via dalla crisi dell'ultimo decennio.
Ma superati i tempi più bui, l'industria del territorio si è rimessa in moto e vanta oggi come fiore all'occhiello la sede della Persico, ditta specializzata in stampi industriali per moto, giocattoli e imbarcazioni da regata. Dai suoi stabilimenti tra gli altri sono usciti gli scafi del mitico catamarano Luna Rossa, protagonista di molte America's Cup.

In seguito all'acquisizione dell'area ex-Comital da parte della Persico una porzione dei vecchi capannoni è stata smantellata. In un solo mese le ruspe hanno abbattuto i corpi centrali della vecchia fabbrica e hanno riempito 170 camion di materiale di risulta che è stato conservato e utilizzato nella ricostruzione. L'intervento ha riguardato un'area complessiva di circa 40000 mq e ha permesso l'avvio di un ampio progetto di rinnovamento e ristrutturazione. Autore della riconversione è un architetto bergamasco, Francesco Adobati. Convinto che in architettura la semplicità sia sinonimo di coerenza, linearità e armonia, egli è intervenuto sulla preesistenza con pochi gesti improntati al principio che la forma è funzione.

Afferma il progettista: «L'impianto originale era composto da fabbricati di diverse epoche storiche: edifici antichi (la torre essiccatoio e la filanda), moderni (l'edificio produttivo a cavallo della roggia Morlana e quello a nord) e contemporanei (edifici prefabbricati, tettoie e pensiline a ridosso della torre e della filatura)». Conservazione, riconversione e nuova edificazione sono stati i tre principi che hanno guidato l'idea progettuale fino alla sua realizzazione. Per la loro qualità estetica e soprattutto per la loro rilevanza storica, sono stati conservati la torre essiccatoio, simbolo dell'attività industriale svolta dal 1887 ad oggi e la filanda. Altri due edifici di epoca più recente sono stati riconvertiti in strutture funzionali all'attuale destinazione dell'area. Le nuove strutture realizzate ex-novo hanno linee contemporanee ed essenziali e creano un deciso contrasto con gli edifici esistenti. «È stata mia cura però mantenere una coerenza architettonica di fondo», sottolinea Adobati. Questa è stata garantita dalla scelta di due soli materiali edilizi: cemento armato tinto nero, plasmato con matrici per tutta la parte inferiore degli edifici e policarbonato color trasparente, che riflettendo i colori del cielo, assume tonalità diverse e contribuisce a un effetto di continuità con il cielo stesso.

Coerente con la tradizione locale di promuovere, accanto alle attività produttive, la cultura e la creatività, la nuova sede Persico si è dotata da alcune settimane anche di "Persico Arte", un piccolo museo ricavato in una parte della struttura industriale . Al suo interno spazi ampi e comunicanti tra loro evocano il concetto di piazza aperta allo scambio di idee e alle novità.
Nel museo, facendo riferimento al connubio di arte e impresa già messa in pratica al Lingotto di Torino o più recentemente a Milano alla Fondazione Prada, viene riproposta la storia dell'azienda e, attraverso mostre temporanee, viene di volta in volta presentato l'operato di importanti artisti e artigiani del legno.


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