Progettazione e Architettura

Consulenze tecniche: «Incarichi solo a professionisti iscritti all'Albo»

Giuseppe Latour

È la proposta lanciata ieri al Governo dalla Rete delle professioni tecniche durante il Salone della giustizia a Roma

Stringere le maglie sul sistema dei consulenti tecnici di ufficio, facendo in modo che venga sempre rispettato il requisito dell'iscrizione degli esperti agli albi professionali. È questa la proposta chiave lanciata ieri dalla Rete delle professioni tecniche, durante il Salone della giustizia a Roma. Dopo tanti annunci, è tempo per il Governo di intervenire a tutela di una delle figure chiave per lo svolgimento dei processi in Italia. Blindando il relativo sistema di qualificazione, aggiornamento e controlli.

«Gli incarichi devono andare a professionisti iscritti negli albi professionali», è stata la proposta scandita dal presidente della Rete e del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano e dal presidente dei geometri italiani, Maurizio Savoncelli. In teoria, si tratta di un obbligo già previsto dalla legge, ma la realtà è che in molti casi viene aggirato. Bisognerebbe, invece, richiamare i giudici al rispetto di questo principio. In questo modo, si garantirebbe la qualificazione dei ctu attraverso l'iscrizione, la formazione continua e sarebbero tutelati i clienti, grazie all'obbligo di sottoscrivere un'assicurazione professionale.

Oltre a questo, gli albi degli ausiliari tenuti presso gli organi giudiziari, che già esistono, dovrebbero essere ripartiti in macroaree di riferimento, in modo da consentire una scelta consapevole dei professionisti più adatti, a seconda delle diverse occasioni. Ancora, in fase di conferimento degli incarichi bisognerà garantire una maggiore trasparenza ed effettive rotazioni. E andranno previste maggiori garanzie per i giovani professionisti, «attraverso l'introduzione, nel meccanismo di rotazione degli incarichi, di particolari tutele in grado di consentire l'accesso graduale dei giovani alle attività di ausiliario del giudice».

Queste novità potrebbe tutte essere introdotte senza modifiche normative. La Rete, però, avanza anche un paio di proposte che si spingono oltre, e ipotizzano cambiamenti delle leggi in vigore. La prima guarda all'istituzione di sezioni specializzate per alcuni campi nei quali sia prevista la partecipazione strutturale, oltre che dei giudici, anche di esperti delle materie rilevanti nei diversi casi. In questo modo si garantirebbe la formazione di giudizi più completi e coerenti. Ancora, in alcuni giudizi di particolare natura tecnico scientifica, come quelli sugli ecoreati, sarebbe possibile integrare le giurie popolari con professionisti dell'area tecnica iscritti agli albi professionali.

Un passaggio, infine, è stato dedicato dalla Rete all'aggiornamento dei compensi professionali dei Ctu, ormai atteso da anni. «La questione - spiega Savoncelli - sembrava essersi risolta la scorsa estate, era stato scritto il decreto ed erano state trovate le relative coperture. Una sentenza della Corte costituzionale in materia, però, ha complicato le cose. Adesso la situazione sembra di nuovo in via di risoluzione e ci aspettiamo la pubblicazione del decreto a breve».


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