Progettazione e Architettura

La masseria del Novecento si mette in «total white» e diventa un B&B

Francesca Oddo

Nella campagna pugliese la ristrutturazione dell'immobile storico firmata da Carmine Chiarelli

La storia che qui raccontiamo, ambientata nel Mezzogiorno d'Italia, potrebbe essere simile a molte altre che confermano come gli italiani tornino a investire nel "mattone", dopo anni di tracollo del settore immobiliare. In realtà, in questo caso, c'è qualcosa di diverso. I committenti di Casa Gioia, a Mottola vicino Taranto, non si limitano a impiegare il loro denaro nell'acquisto di una casa, piuttosto fanno sì che quell'investimento contribuisca a creare una piccola realtà imprenditoriale. Da casa rurale di inizio Novecento, tipica della tradizione costruttiva pugliese, abbandonata da molti anni e ristrutturata con gusto e garbo da Carmine Chiarelli (under 40 di Bari con base in Puglia), l'immobile è diventato oggi un delizioso bed & breakfast con vista sulla campagna e sul mare, orientato a una formula di turismo sostenibile.

«Ho sempre sognato di ristrutturare un antico immobile rurale per dargli una seconda vita conservando la sua unicità, senza stravolgerlo - racconta Gabriella Quero, la proprietaria-. L'idea era di trasformarlo in una struttura ricettiva accogliente in cui ospitare i turisti dando la possibilità di vivere a stretto contatto con la natura, di conoscere il nostro territorio e le nostre tradizioni». Per dare corpo al proprio sogno Gabriella ha investito i suoi risparmi e ha anche costituito una micro impresa alla quale Invitalia ha concesso un finanziamento di 129mila euro destinato al settore turistico, per il 50% a fondo perduto e per l'altra metà da restituire a rate nell'arco di sette anni.

Di questi esempi l'Italia degli ultimi anni è piena, da sud a nord. C'è chi, addirittura, costruisce ex novo realizzando delle strutture dalla forte impronta contemporanea, nella convinzione che anche l'esperienza dell'architettura innovativa e fuori dagli schemi consolidati faccia parte del pacchetto turistico, anzi, fa la differenza perché aggiunge un plusvalore. È il caso per esempio della Mirror House a Bolzano, realizzata dal trentenne altoatesino Peter Pichler, collaboratore fino a pochi anni fa di Zaha Hadid e di Rem Koolhaas. La stessa attenzione è presente nel settore pubblico: emblematico il caso della Regione Friuli Venezia Giulia, attiva nella realizzazione, insieme ai Comuni e ai privati, di alberghi diffusi in montagna con l'obiettivo di recuperare il patrimonio edilizio esistente e di promuovere una nuova forma di turismo più sostenibile, capace di contribuire alla crescita dell'economia e alla rivitalizzazione di luoghi non più abitati.

Il nuovo bed & breakfast è l'espressione di un lavoro consapevole e attento alle peculiarità del luogo, alle tecniche costruttive locali, al contributo e all'interazione serrata con artisti e artigiani locali. Lungi dal cancellare le tracce della memoria, il progetto le riporta anzi a nuova vita fino a farle diventare voce narrante dei vari ambienti. Ciò che di nuovo viene inserito - come il "tappeto lapideo" in cemento industriale levigato che fa da basamento al complesso esistente o i muretti in tufo intonacati di bianco che evidenziano le curve di livello facendo eco ai muretti di pietra a secco preesistenti - è ben messo in evidenza, risalta, non intende mimetizzarsi, piuttosto ricorre all'immaginario tipico della case rurali del luogo con piccoli e delicati aggiornamenti.

«Quando mi hanno chiesto di intervenire su un edificio costruito un secolo fa e in stato di abbandono da più di mezzo secolo, la prima cosa a cui ho pensato è che avrei avuto molto rispetto per quel pezzo di storia del mio territorio - racconta il progettista-. Alla base dell'intervento c'è la volontà di confermare l'equilibrio tra uomo e natura, ripristinando le condizioni iniziali e marcando tutto quello che è un nuovo inserimento, pur utilizzando gli elementi dell'architettura rurale del Sud Italia». Il bed and breakfast, aperto il 3 gennaio del 2016, sta riscontrando i suoi primi successi. La stima dei proprietari, soddisfatti, è che in 3-4 anni dovrebbero recuperare l'investimento. A quel punto, spiegano, l'intenzione è di investire nuovamente per dotare la struttura di ulteriori servizi.

Chi è il progettista
Carmine Chiarelli (Bari, 1979), dopo avere svolto attività didattica presso l'Università di Pavia, ha collaborato come libero professionista con studi di architettura e ingegneria di Milano, Pavia e Taranto. In particolare, nel 2009 è stato fra i fondatori dello studio ARCò di Milano, con il quale ancora oggi collabora. Nel 2014 ha fondato lo studio AR CH e nel 2016, insieme a Fabio Alessandro Fusto, ha aperto a Mottola (Taranto) FUCH-ARCHITETTURA.

I crediti del progetto
Luogo: Mottola (Taranto)
Committente: Gabriella Quero e Raffaele Caramia
Progetto Architettonico /Restauro /Interni: Carmine Chiarelli, Mottola (Taranto)
Progetto/verifiche strutturali: Nunzio Mongelli, Taranto
Impresa Edile: Tecno Delta, Mottola (Taranto)
Artigiani, artisti e designer: Primato Pugliese (Giuliano Ricciardi, Cinzia Fasano, Paolo Lorusso, Pina Alfieri, Jolie Maison, Luca Lacetera, Giorgio di Palma, Bartolomeo Putignano, Roberto Pentassuglia), Putignano (Bari)
Dimensioni: 180 mq
Anno: 2016
Foto: Paola Aloisio


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