Progettazione e Architettura

Nuovo codice/3. Cappochin (architetti) «Assente la centralità della progettazione»

Massimo Frontera

«Nel ritorno del 2% per la direzione lavori dei professionisti della Pa si può insinuare anche la progettazione». Intervista a tutto campo al neopresidente degli architetti

Giuseppe Cappochin, è da pochi giorni, il nuovo presidente del Consiglio nazionale degli architetti. Veneto, conduce uno studio di sette persone con sede a Selvazzano Dentro, in provincia di Padova, attivo nella progettazione urbanistica ed edilizia. Giuseppe è noto per aver dato vita alla Fondazione dedicata alla memoria di Barbara Cappochin. La Fondazione promuove un premio internazionale di architettura che è diventato negli anni uno dei più seguiti appuntamenti del settore.

Architetto Cappochin, in cosa si discosterà maggiormente dal presidente che l'ha preceduto?
Con la precedente gestione mi sento piuttosto in continuità, non in discontinuità. Su tanti punti siamo assolutamente convergenti. Ognuno di noi è specialista. Personalmente sono molto attento ai temi del governo del territorio. Stiamo seguendo con preoccupazione questa legge sul consumo del suolo. In generale sulla gestione del territorio, contiamo e puntiamo ad dare un contributo guardando a quello che di meglio si sta facendo in Europa.

Venerdì prossimo il codice appalti sarà approvato definitivamente dal Consiglio dei ministri. Cosa pensa delle norme che riguardano la progettazione?
Su alcuni aspetti del testo siamo molto critici. Sulla semplificazione, per esempio. Ci era stato detto che l'obiettivo era lo snellimento e la semplificazione, e in effetti il numero degli articoli era stato ridotto. Peccato però che nel tempo è cresciuto il numero dei commi. Per noi non c'è una semplificazione.

Entrando un po più nel merito?
Nel parere votato dalle commissioni parlamentari ci sono state novità importanti su temi che ci vedevano fortemente critici. In particolare mi riferisco alla volontà di eliminare la cauzione provvisoria del 2% sui servizi di progettazione. Era veramente una cosa assurda, un inutile balzello, anche perché noi abbiamo già un'assicurazione obbligatoria. Siamo ben felici che si vada verso l'abolizione. È stato inoltre previsto nuovamente un richiamo al Dm parametri nei bandi di gara. Anche in questo caso mi pare che abbia vinto il buon senso. Che senso avrebbe avuto - mi chiedo - avere la legge 143 (sui compensi professionali, ndr) se poi il riferimento non è obbligatorio? Qui non c'è l'interesse solo del professionista, l'interesse è generale, oltre ad aiutare il responsabile del procedimento. Molto importante è anche il fatto di aver ridimensionato a 100mila euro la soglia per l'affidamento dei servizi di progettazione a trattativa privata. Su altri aspetti, però c'è da ancora da lavorare.

Per esempio?
Sui concorsi di progettazione registriamo dei miglioramenti ma si potrebbe fare molto di più. Non è stato affrontato per niente il tema della qualificazione degli architetti e di una disciplina specifica dei servizi di progettazione. Praticamente, se guardiamo al codice, i servizi di progettazione sono messi allo stesso livello dei servizi per la ristorazione. Non è un buon segnale. La legge delega metteva l'accento sulla centralità del progetto. Ma leggendo i testi non mi pare proprio che il principio sia stato confermato. Vorrei che la fase delle linee guida sia l'occasione giusta per fare dei necessari miglioramenti.

Per esempio?
L'incentivo del 2% ai professionisti interni della Pa. Non ce l'abbiamo con i professionisti che lavorano nella Pa, tra cui peraltro ci sono molti colleghi iscritti all'Ordine. Ma aver tolto i servizi di progettazione, avendo conservato la direzione lavori, non assicura la separazione tra pubblico e privato. Noi crediamo che il compito fondamentale del pubblico sia quello della programmazione e della gestione. Punto. Qui invece si creano le premesse per una confusione dannosa. Non vorrei che sotto sotto si creino prassi - assolutamente censurabili - di remunerare con la direzione lavori anche la progettazione eseguita gratuitamente dal dipendente pubblico.

Finita la lista delle cose che non vanno?
No. Vedo molti rischi nella possibilità che - attraverso la sponsorizzazione - si possa squalificare ancora di più la progettazione. Mi riferisco in particolare alla possibilità che un ente pubblico possa sollecitare la sponsorizzazione tecnica da parte di uno studio desideroso di farsi pubblicità. La sponsorizzazione va limitata al sostegno finanziario, non può riguardare i servizi di progettazione. Il mese scorso a Catanzaro è stato pubblicato un bando in cui si chiedevano servizi di progettazione gratis. Si tratta di situazioni immorali che vanno contrastate con tutta l'energia possibile.

Qual è il disagio maggiore che vivono oggi i giovani architetti?
Il lavoro è il punto dolente. Anche perché in Italia ci sono 154mila architetti, un numero molto elevato in proporzione al resto della popolazione. In altri paesi come la Francia il rapporto è molto inferiore.


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