Progettazione e Architettura

Ferrara, bioedilizia e risparmio energetico per il cohousing SanGiorgio di Rizoma Architetture

Francesca Oddo

Le scelte progettuali sono il risultato di un continuo confronto fra i professionisti coinvolti e i futuri abitanti, secondo il metodo della "charette", riconosciuto e applicato da anni e con successo dall'American Planning Association di Chicago

Il Cohousing SanGiorgio a Ferrara, opera dei quarantenni di Rizoma Architetture, è un progetto che prende le mosse nel 2008, sulla scia di una serie di incontri organizzati dalla Provincia e dal Comune di Ferrara volti alla sensibilizzazione sul tema dell'abitare sostenibile. In questo contesto si è formato un gruppo che nel 2009 ha deciso di fondare l'Associazione Cohousing Solidaria.

L'obiettivo era quello di concepire un luogo e un modo di abitare basati sui principi della bioedilizia e del basso consumo energetico, della solidarietà e della condivisione. Grazie alla presenza di un facilitatore, selezionato e finanziato attraverso un bando emesso dal Comune, l'Associazione è riuscita a focalizzare i propri obiettivi in termini economici, sociali, ambientali: scegliere il luogo valutando la presenza dei servizi, delle aree verdi, della rete viaria, delle piste ciclabili e dei sistemi di trasporto presenti; optare per un'architettura orientata alla sostenibilità e dotata di una buona classe energetica; attivare processi di progettazione partecipata; utilizzare in maniera consapevole gli spazi comuni; promuovere la condivisione intergenerazionale e la scala del vicinato.

Finalmente fra il 2013 e il 2014, grazie alla concessione della Banca Popolare Etica di un mutuo a 20 anni per un importo di 580 mila euro, il gruppo di cohouser acquista un terreno in città, sulle rive del Po di Primaro, zona patrimonio dell'Unesco e parte della Rete Natura 2000. Una volta individuato il team dei progettisti in Rizoma di Bologna e l'impresa in Costruzioni Edili Ferruccio Maestrami di Loiano (Bologna), sono iniziati i cantieri, portati a termine nel giro di nove mesi.

Da un punto di vista economico, oltre al finanziamento del facilitatore, l'amministrazione comunale non è stata coinvolta, ma ha firmato con l'Associazione un Protocollo d'intesa con il quale si impegna ad adottare politiche di promozione e di sostegno del cohousing oltre a stabilire alcune prassi di collaborazione con le associazioni.

Le scelte progettuali sono il risultato di un continuo confronto fra i professionisti coinvolti e i futuri abitanti, secondo il metodo della "charette", riconosciuto e applicato da anni e con successo dall'American Planning Association di Chicago. L'ottica è stata quella di attuare una pianificazione dinamica, nella quale gli attori fossero molteplici e le decisioni fossero adattate alle specifiche esigenze degli abitanti. «Il progetto ha avuto come fase iniziale una procedura aperta al confronto con le famiglie che ha garantito una partecipazione continua e costante alle scelte operate dal team tecnico. La fase di progettazione partecipata, durata circa tre mesi, ha dato la possibilità di raggiungere la definizione di un progetto largamente condiviso, "tagliato su misura" rispetto alle esigenze delle famiglie coinvolte», spiegano i progettisti.

L'edificio insiste su un lotto di circa 3.400 metri quadrati e ha una superficie complessiva di 830 mq. Presenta sette unità immobiliari distribuite su tre piani e diversi spazi di condivisione, fra i quali una cucina, una lavanderia, una sala destinata al gioco dei bambini e all'organizzazione di eventi, oltre al giardino e agli orti comuni. Nel frattempo è in fase di studio un altro edificio che porterà il numero delle unità abitative a quattordici.
Realizzato con tecnologia costruttiva X-LAM, dotato di un impianto fotovoltaico sulla copertura, certificato in classe energetica A+ (A4), il complesso -concepito secondo la direttiva europea NZEB - Nearly Zero Energy Building- ha vinto il Green Building Solutions Awards 2015, il premio promosso da Construction21 (piattaforma collaborativa dedicata ai professionisti dell'edilizia sostenibile) con l'obiettivo di segnalare progetti capaci di contribuire ad arginare i cambiamenti climatici.

Il prossimo 20 maggio il progetto sarà presentato nell'ambito del Ferrara Sharing Festival, l'iniziativa dedicata al tema della condivisione e della sharing economy che coinvolge gli operatori attivi nell'economia collaborativa: organizzazioni no profit, imprese sociali, associazioni ed enti di ricerca, hub creativi, acceleratori d'impresa.

Profilo
Rizoma Architetture nascenel 2009 a Bologna come naturale evoluzione dell'esperienza professionale dei quarantenni Giovanni Franceschelli, Giambattista Ghersi e Gianluca Zollino. Il loro punto forte è l'attenzione alla sostenibilità ambientale e all'abitare sociale e condiviso. In questo momento lavorano a diversi progetti alle varie scale, fra i quali un campus della sostenibilità a San Lazzaro, in provincia di Bologna.

Crediti
Committente: Cooperativa Cohousing Solidaria (Ferrara)
Progettista e direttore lavori: Giovanni Franceschelli - RIZOMA ARCHITETTURE (Bologna)
Collaboratori: Julian Mesa Slooten, Angelica Verdini, Lorenzo Antonelli, Michele Facchini, Camilla Gorlandi, Luca Rimondi, Letizia Perrone
Strutture, sicurezza: Fausto Centonze (Bologna)
Impianti: Francesco Facchini - Studio Termotecnico BF (Bologna)
Impresa: Costruzioni Edili Ferruccio Maestrami (Loiano, BO)
Cronologia: progettazione / 2013-2015, realizzazione / 2014-2015
Dati dimensionali: superficie fondiaria / 3.400 mq, superficie complessiva costruita / 830 mq, superficie a verde: 2.034 mq
Costo complessivo: € 1.135.000


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