Progettazione e Architettura

Addio a Zaha Hadid, unica vera diva della matita

Luigi Prestinenza Puglisi

È stata la più brava ma anche la più detestata. Scoperta da Koolhaas e Peter Cook era già famosa prima di laurearsi

È morta la più brava; il più dotato architetto donna di sempre. Aveva solo sessantacinque anni: troppo pochi per esprimere completamente il proprio immenso talento. Gli architetti, infatti, ottengono gli incarichi più importanti in tarda età, quando gli imprenditori e i costruttori cominciano a comprendere che ci si può fidare di chi, quando era più giovane, era visto solo come un eccentrico di talento. Tuttavia edifici della Hadid, negli ultimi anni, si sono realizzati in tutto il mondo e molti sono i cantieri iniziati che probabilmente completerà lo studio, che dovrebbe passare in mano a Patrik Schumacher.

Essendo la più brava, Zaha Hadid è stata la più detestata. Soprattutto in Italia da una critica che oggi ha scoperto la sobrietà ma che si perde dietro la banalità e la pochezza. I suoi edifici sono stati accusati di essere costosi e arroganti, o, come si dice oggi, autoreferenziali.
E non le si è perdonato l'atteggiamento altero, da diva che le derivava da un'infanzia dorata in Iraq, dove è nata, e dall'essere stata subito considerata dalla stampa internazionale una enfant prodige. Zaha è stata il primo architetto famoso prima ancora di laurearsi all'Architectural Association di Londra, dove fu scoperta dal giovane Rem Koolhaas e dal più maturo Peter Cook, il leader degli Archigram, che scrisse di lei con ammirazione, individuandola come la promessa.

E poi Zaha Hadid, in un momento in cui tutte le archistar fingono di non esserlo, è stata sempre orgogliosa del suo status. Sfacciatamente star, potremmo dire. Anche nel modo di vestirsi e di agghindarsi, con anelli e monili appariscenti, e con vestiti tagliati da lei stessa.
Il recente stadio progettato in Giappone è stato accusato di tutto, anche di avere forma di vagina. E, così, dopo l'accusa di fallocrazia mossa ai costruttori di grattacieli, si è inventata, e solo per lei, l'accusa di vaginocentrismo, con il fine, come poi è accaduto regolarmente, di farla rimuovere dall'incarico per assegnare lo stesso a un architetto artisticamente meno dotato.

In Italia la Hadid ha realizzato alcuni edifici tra i quali spicca il Maxxi, un'opera splendida nonostante sia stato realizzato a metà, tradendone la labirintica complessità che lo avrebbe reso unico. Basta tuttavia entrare nell'atrio per accorgersi della marcia in più di questo architetto innamorato del costruttivismo russo e di Oscar Niemeyer.


Anche contro il Maxxi si sollevarono critiche a non finire e molti Soloni pubblicamente giurarono che l'edificio non si sarebbe mai tenuto in piedi. Nonostante avesse puntato sull'Italia impiantandovi anche un ufficio, con il tempo, la Hadid ne è rimasta delusa.
Oggi è in corso di completamento la sua stazione marittima a Salerno, un'opera il cui incarico è stato affidato nel 2000, rallentata dalle lentezze italiane. Si inaugurerà, se la data sarà confermata, il 25 aprile, dopo circa 16 anni.


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