Progettazione e Architettura

Zambrano (Cni): no al ritorno alle tariffe, ma servono parametri anche per gli incarichi privati

G.La.

Per il presidente del Consiglio nazionale, Armando Zambrano è questa la soluzione ai problemi che i professionisti stanno riscontrando sul fronte dei minimi tariffari

Non tornare alle tariffe ma fissare degli standard prestazionali e dei corrispettivi economici di riferimento, anche nel settore privato. Per il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano è questa la soluzione ai problemi che i professionisti stanno riscontrando sul fronte dei minimi tariffari. Il Consiglio di Stato con una recente sentenza (n. 1164 del 22 marzo 2016) è infatti tornato sulla delicata materia, dando torto agli avvocati con riguardo a due circolari del Consiglio nazionale forense.

I giudici amministrativi hanno confermato una multa da quasi un milione di euro inflitta al Consiglio nazionale forense dall'Antitrust. Nel 2014 l'Autorità garante per la concorrenza e il mercato aveva infatti censurato l'adozione di due decisioni «volte a limitare l'autonomia dei professionisti» in fase di definizione dei loro compensi. In pratica, il Cnf aveva aggirato l'abolizione delle tariffe. Prima il Tar del Lazio aveva in parte accolto il ricorso degli avvocati, dimezzando la sanzione. Il Consiglio di Stato, invece, ha messo la parola fine sulla questione ripristinando la sanzione originaria.

«Questa – dice Armando Zambrano – è una sentenza che va commentata su due piani differenti. Non c'è dubbio che sul mercato privato noi professionisti abbiamo un problema. Se nel settore pubblico la normativa consente di stabilire un corretto rapporto tra l'attività professionale prestata e il rispettivo valore economico, in quello privato l'abolizione delle tariffe ci ha privati di punti di riferimento. In tal senso è necessario un intervento e noi professionisti tecnici siamo pronti a fare la nostra parte».

Zambrano precisa che «non chiediamo il ripristino dell'obbligatorietà dei corrispettivi, semplicemente perché allo stato occorre una forte opposizione anche ideologica a questa ipotesi, basata su un contestabile principio di libera concorrenza». Ad avviso del Cni, invece, «la soluzione sta nella definizione di standard di prestazione e di corrispettivi economici, in modo da orientare e garantire adeguatamente la committenza privata. Ciò proprio sulla scorta dell'esperienza già maturata nel settore pubblico e nel pieno rispetto della normativa sulla concorrenza e del principio di parità di trattamento».


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