Progettazione e Architettura

A Verbania pronto (a nove anni dal concorso) il teatro nei «ciottoli» di Arroyo

Mariagrazia Barletta

Nel team di progettazione anche lo studio italiano di Federico Bargone e, per la fase esecutiva, i progettisti coordinati da Fabrizio Bianchetti

A nove anni dal concorso e a meno di due anni e mezzo dalla consegna dei lavori, Verbania ha il suo teatro e centro polifunzionale in riva al Lago Maggiore: un'architettura-scultura concepita dal madrileno Salvador Perez Arroyo con il londinese Peter Chester Cook e una folta schiera di progettisti italiani. L'ambiziosa opera è ormai terminata e il Comune, committente dell'opera, lavora per avviarne la gestione.

I nove anni che separano il primo concept dalla chiusura del cantiere sono segnati da un grande cambio di programma. Il concorso vinto dal team di Arroyo prevedeva, infatti, la creazione di un teatro nel centro città con un costo stimato di 10 milioni. Passa il tempo, cambia l'amministrazione e con essa anche il contesto in cui inserire la nuova opera, che dal centro città si sposta sulle rive del lago. Da teatro cittadino diventa uno spazio adatto a contenere più funzioni e lo si battezza Centro eventi multifunzionale (Cem). Il gruppo vincitore è chiamato ad adeguare il progetto alle nuove esigenze e intanto dai 10 milioni previsti si passa ai 17 milioni di euro.

Quattro grandi volumi sinuosi ispirati alla forma dei sassi e distribuiti intorno ad un ampio e basso parallelepipedo. Appare così il complesso modellato in funzione del paesaggio. «Il sasso è diventato un po' il simbolo di questi grandi volumi e in realtà è proprio il paesaggio che ha ispirato il progetto. L'architettura nasce da questo particolare rapporto che c'è tra collina e lago, tra lago e montagna. Da lì è nata l'idea di ispirarci al sasso di lago. Ne sono scaturiti volumi piuttosto arrotondati e "morbidi", affiancati l'uno all'altro e raccordati dal grande volume parallelepipedo più regolare e "puro"», ci raccontaFederico Bargone, co-fondatore dello studio S. B. Arch. Bargone, che conta più soci (gli architetti Francesco Bartolucci, Gianluca Pelizzi, Enrico Auletta e il geometra Massimo Baldini). L'architetto con il suo studio era nel team che ha lavorato con Arroyo al progetto di Verbania. Una collaborazione, quella con l'architetto madrileno, che nasce da un'amicizia ancora oggi viva «nonostante l'architetto Arroyo abbia trasferito gran parte della sua attività in Vietnam», ci racconta Bargone.

Il complesso sorge in un'area con vincolo paesaggistico. «Ci ha colpito il fatto che gli uffici competenti abbiano immediatamente colto la volontà di inserire in maniera armoniosa il progetto nel contesto». «Soprattutto - continua l'architetto Bargone riferendosi all'iter in soprintendenza - abbiamo trovato degli interlocutori aperti alla contemporaneità in architettura nonostante il contesto fosse estremamente delicato».

Il complesso ospiterà più funzioni. Il volume più alto contiene il teatro da cinquecento posti con un ampio palcoscenico, una torre scenica alta sedici metri e una fossa per gli orchestrali. Oltre al grande teatro, il complesso ospita altre sale di capienza minore, aree espositive, spazi di servizio, gli uffici, un ristorante con terrazza panoramica e un bar. A raccordare le diverse funzioni, racchiuse nei quattro volumi dei cosiddetti «sassi», provvede la grande sala polifunzionale che affaccia sul lago. A caratterizzarla è l'ampia facciata vetrata continua, pensata per ottenere la massima trasparenza verso il paesaggio. All'esterno gli ampi gradoni saranno utilizzati come sede per spettacoli all'aperto. «La struttura è pensata per essere flessibile, multifunzionale e il più possibile aperta innanzitutto alla città e alla vita di Verbania e poi anche alla possibilità di richiamare eventi che siano sovracomunali o di livello regionale», conclude Federico Bargone.

I nuclei dei «sassi» sono in cemento armato e a questi sono ancorate centine in legno lamellare, che danno alle superfici la curvatura voluta. Ne sono state impiegate ben 124, tutte di forma diversa, e su di esse è stato posato un assito di tavoloni di abete che dà forma all'involucro, rifinito, poi, con lastre di laminato di zinco.

Una storia lunga nove anni
Travagliata la storia del progetto. Definito il nuovo programma funzionale e maturata la decisione di spostare tutto in riva al lago, si passa alla localizzazione. La scelta ricade su un'area già riqualificata grazie a un progetto di circa 20 anni fa, dal quale nacquero un parco urbano e un'arena all'aperto con 1.200 posti a sedere, poi demolita per far spazio al nuovo complesso.

A fine 2011 viene approvato il progetto definitivo del gruppo di Arroyo e a novembre 2012 una cordata piemontese - un'Ati composta da Notarimpresa, Cdl e Tecno Costruzioni - si aggiudica l'appalto integrato. La progettazione esecutiva viene sviluppata da un raggruppamento di professionisti coordinati dall'architetto Fabrizio Bianchetti. Il 19 agosto 2013 la consegna dei lavori e a dicembre 2015 l'approvazione dell'atto unico di collaudo.
17 milioni la spesa complessiva, finanziata per 10 milioni dalla Regione attraverso l'approvazione del Programma integrato di sviluppo urbano (Pisu). Oltre 3 milioni giungono dalla Fondazione Cariplo (2 milioni 800mila) e dalla Banca popolare di Novara. Per il resto vi provvede il Comune: 845mila euro arrivano da un mutuo contratto con Cassa depositi e prestiti, 745mila euro dall'alienazione di un immobile (l'ex Barcollo di via Buonarroti), 200mila euro dall'avanzo d'amministrazione e 2 milioni dai proventi derivanti dalla concessione del gas metano.

Ora si lavora per definire la gestione del complesso rinominato «Il Maggiore». Il Comune ha indetto la gara per l'affidamento in concessione della spiaggia, del bar, del ristorante e dello spazio libero al piano terra. A febbraio, in attesa della nascita della fondazione che si occuperà della gestione del centro eventi, l'amministrazione ne ha affidato la direzione artistica a Renata Rapetti, già alla guida di un importante teatro di Novara.
Nel frattempo, la piazza Fratelli Bandiera, quella che doveva ospitare il teatro cittadino di Arroyo, diventa oggetto di un altro concorso, volto questa volta alla riqualificazione dello spazio urbano attraverso la costruzione di parcheggi e di un'area per il mercato. Ad ottobre il raggruppamento temporaneo, guidato dallo studio associato Iges di Mondovì (Cuneo), viene proclamato vincitore.

I crediti del progetto
Committente: Comune di Verbania
Progetto definitivo: Salvador Perez Arroyo, Madrid (capogruppo); Peter Chester Cook, Londra; S. B. Arch. Bargone Associati, Roma; Massimo Mariani, Perugia; Enrico Auletta, Salerno; Bianchini e Lusiardi Associati, Cremona; Alessandro Sandelewski, Milano; Garcia- BBM, Madrid; Anelinda Di Muzio, Roma; Flavia Brenci, Roma.
Consulenti: Paola Lanzara, Roma; Filippo Francesco Buzzanca, Roma; Smoking Production, Milano.
Progetto esecutivo: Fabrizio Bianchetti, Omegna (VB); Giancarlo Marzorati, Sesto San Giovanni (MI); Stefano Rossi, Piacenza; Guido Davoglio, direttore Tecnico di Tekser srl, Milano; Fulvio Epifani, Arona (NO)
Consulenti: Emanuele Della Torre, Biobyte S.r.l. Milano; Alberto Colombo, Nebbiuno (NO); Arcangelo Morandi, Ornavasso (VB).
Foto: come indicato nelle immagini, l'autore è PierMario Ruggeri oppure Federico Bargone


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