Progettazione e Architettura

Marazzi compie 80 anni e si regala il restyling dello storico quartier generale di Sassuolo

Francesca Oddo

La ristrutturazione - all'insegna del "total white" - è firmata dal bolognese Gianluca Rossi di UAINOT Architetti

Marazzi, nota azienda attiva nel design e nella produzione di piastrelle di ceramica per pavimenti e rivestimenti, ha compiuto 80 anni e per l'occasione si è regalata la ristrutturazione della sua sede storica di Sassuolo, curata dal bolognese Gianluca Rossi di UAINOT Architetti.

Il rinnovato quartier generale della storica azienda si presenta come un nuovo biglietto da visita per i clienti da sempre abituati alla vocazione innovativa del marchio e per quelli futuri. Il progetto, che contribuisce anche a esercitare una funzione trainante in vista di una più ampia riqualificazione del tessuto industriale circostante, mira a rinvigorire l'anima di Marazzi a partire dal suo primo insediamento, risalente al 1935. All'epoca pare che il fondatore Filippo Marazzi costruì il primo impianto produttivo usando come struttura due file parallele di pioppi, fondando così quella che sarà poi ricordata come la "fabbrica di cartone" per la provvisorietà della sua struttura. Negli anni Marazzi è cresciuta ed è diventata una multinazionale con sedi in tutto il mondo.

Da sempre sensibile al dialogo con artisti, designer e architetti, invitati a sperimentare inedite applicazioni e tecniche decorative nel proprio laboratorio di ricerca, nel 1960 l'azienda è stata presente alla Triennale di Milano con la prima mattonella "quattro volte curva" disegnata da Gio Ponti e Alberto Rosselli, nel tempo ha fornito i propri materiali a progettisti del calibro di Bernard Tschumi e Dominique Perrault, nel 2011 ha ottenuto la Menzione d'Onore al Premio Compasso d'Oro ADI. Considerata questa attenzione al mondo della creatività, non sorprende che l'azienda di Sassuolo abbia voluto affidare la ristrutturazione della sua sede storica a un progettista con esperienza nazionale ed internazionale, peraltro già art director degli spazi Marazzi.

La volontà di Rossi è stata quella di riportare lo stabilimento alla sua immagine originaria, conservando comunque alcuni ampliamenti utili alla nuova configurazione degli spazi, nell'ottica di un recupero industriale "ispirato ai principi del Bauhaus", spiega l'architetto, e cioè "all'essenzialità e alla purezza del volumi", continua. Il complesso, articolato su una superficie di circa 8.250 mq fra interni ed esterni, prevede la palazzina destinata agli uffici, due showroom, il crogiolo e gli spazi a verde. La palazzina, risalente agli anni '50, è stata riqualificata in maniera da rendere evidente il suo originale impianto ad H, oltre ad aver subito, come del resto gli altri plessi, una ristrutturazione impiantistica e tecnologica. Lo spazio espositivo è stato diviso in due aree, una dedicata al marchio Marazzi e l'altra al brand Ragno. Il primo, che mostra le sue originarie capriate metalliche, affronta in maniera trasversale i temi legati al settore residenziale, al contract e alle grandi opere di architettura: il concept dello spazio è "Guardare Oltre" e "ruota intorno all'idea di osservare la ceramica secondo una prospettiva insolita. Il fulcro della sala è rappresentato dalle 4 torri alte 6 metri interamente rivestite in ceramica, visibili sia dal basso sia dall'alto perché collegate da passarelle in vetro", racconta Rossi. Il secondo è incentrato in particolare sul tema della casa: gli ambienti sono pensati in modo tale da enfatizzare i concetti di quotidianità e ambiente domestico.

Se gli showroom espongono la ceramica per interni, gli spazi all'aperto sono destinati ad ospitare le applicazioni dello stesso materiale per gli esterni: il giardino di pertinenza dello spazio di Marazzi è costituito da un susseguirsi di elementi espositivi attraversabili a forma di cubo cavo, quello di Ragno è invece studiato come la piccola corte di una casa.
Il crogiolo, risalente agni anni '30, rappresenta il cuore creativo dello stabilimento, il luogo dove per anni artisti, architetti e ceramisti hanno lavorato in sinergia con l'obiettivo di sperimentare nuovi usi del prodotto ceramico. Ripulito dalle superfetazioni e restaurate le capriate lignee, oggi è uno spazio multifunzionale total white.


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