Progettazione e Architettura

A Brunico la palestra scolastica per l'arrampicata sportiva si mette in vetrina

Monica Zerboni

La nuova struttura in Val Pusteria è stata disegnata dagli architetti bolzanini Angelika Bachmann e Helmut Stifter

La palestra scolastica per il bouldering e l'arrampicata sportiva a Brunico, primo impianto di questo genere a livello mondiale, è stato concepito come spazio dedicato all'educazione fisica degli alunni ed è in grado di offrire attività sportiva a più classi contemporaneamente.
Il progetto per la nuova struttura si inserisce nella zona didattica di Brunico, un'area contraddistinta dal linguaggio architettonico eterogeneo degli edifici scolastici presenti. «Era necessario dare un segnale forte ma elementare allo stesso tempo, che si integrasse nel tessuto urbano preesistente con un edificio di sicuro impatto emotivo» affermano i progettisti, Angelika Bachmann e Helmut Stifter dello Studio Stifter & Bachmann di Pfalzen in Val Pusteria.

L'edificio è concepito come una "aggregazione" architettonica con una sorta di corte interna attorno alla quale è organizzato tutto il programma planivolumetrico, con l'aggiunta di una tribuna esterna per gli spettatori. La struttura è composta da una successione di volumi che variano sia nell'altezza sia nella profondità raggruppandosi attorno ad una piazza e offrendo un'elevata qualità spaziale anche per quanto riguarda le aree esterne.
Il vertice massimo dell'edificio si trova a nordest, in corrispondenza di uno dei due parcheggi a disposizione della palestra. I posti auto sono stati previsti come superfici permeabili e con una zona intermedia di verde e alberi tre le singole file.
Questa ampia fascia verde accoglie l'accesso alla palestra e offre diversi posti a sedere, nonché gli stalli per le biciclette.

L'edificio, il cui tetto è stato configurato come una quinta facciata, diminuisce progressivamente di elevazione verso sudovest e diventa relativamente bassa in prossimità del secondo parcheggio, riducendosi a un elemento quasi impercettibile dietro al quale si staglia l'imponente silouhette della parete d'arrampicata, oggi simbolo del polo scolastico- e oltre la forma inconfondibile del Plan de Corones, la montagna di Brunico.
Mentre la facciata verso l'esterno si dimostra chiusa e senza aperture visibili, all'interno la sequenza degli spazi si apre in maniera generosa verso la corte interna con facciate completamente trasparenti.

All'interno dell'edificio tre diverse zone attrezzate costituiscono la parete d'arrampicata. La loro configurazione e l'orientamento permettono di evitare l'irradiazione solare diretta e quindi il surriscaldamento estivo. A disposizione degli sportivi vi sono 2500 metri quadrati di superficie articolati su novanta linee di arrampicata con 270 percorsi a scelta fino ad un'altezza massima di 19 metri. Un ulteriore segmento di arrampicata di 200 metri quadrati è stata allestito all'esterno, dotato di copertura e orientato a sud ovest.
Attraversato il cortile interno, il visitatore entra direttamente nel foyer. Qui si trova un grande blocco centrale contenente la cassa, il bar, l'ufficio informazioni e il banco per il prestito delle attrezzature sportive per l'arrampicata.
Dalla zona d'ingresso, affiancata su entrambi i lati da locali palestre ad uso flessibile, si diramano la galleria del bar e la scala principale: da qui i visitatori possono immediatamente avere percezione delle diverse attività che si svolgono nelle palestre di roccia sono posizionate al livello -1.

ll progetto sviluppa infatti quasi tutti i principali ambienti al livello interrato, dove da una zona di distribuzione centrale si accede anche agli spogliatoi e ad alcuni spazi di servizio, sistemati direttamente sotto il foyer del piano terra. Grazie alla presenza di lucernari la luce naturale pervade anche tutti gli spazi situati al piano -1.
Ai visitatori l'edificio risulta da subito luminoso ed accogliente. La sua grande trasparenza offre la possibilità di seguire le attività ed i movimenti degli arrampicatori da diversi punti di osservazione: dall'esterno attraverso le facciate interamente vetrate dell'atrio e dall'interno dalla galleria del bar, dalla passerella dei visitatori al primo piano, dalle scale, ma anche direttamente dal piano interrato attraverso le pareti vetrate che separano gli spettatori dagli sportivi.

Pur mantenendo una forte riconoscibilità e peculiarità, l'edificio non risulta invasivo per l'ambiente. «È stata nostra cura realizzare una struttura che fosse parte integrante del paesaggio circostante», sottolineano i progettisti.
A questo scopo sono stati utilizzati, pur in maniera innovativa, pochi materiali e dettagli semplici. Per la struttura portante dell'involucro è stato scelto un calcestruzzo "bocciardato", composto da inerti naturali locali di origine calcarea e realizzato senza giunti di dilatazione.
Incavi, crepe, pieghe e superfici inclinate caratterizzano la conformazione delle pareti per l'arrampicata in una suggestiva evocazione della morfologia del paesaggio alpino che domina la vallata.
Accanto agli aspetti architettonici il progetto, che ha ottenuto la certificazione CasaClima Uno, è caratterizzato da una serie di misure che ottimizzano il benessere ambientale. È stata dunque data particolare attenzione all'acustica degli spazi, mente la diffusione della luce artificiale avviene attraverso un impianto a LED posizionati sul soffitto.
La fornitura di calore avviene attraverso teleriscaldamento. Una ventilazione igienica ad alta efficienza con recupero di calore assicura aria fresca e controlla il tasso di umidità degli interni.
L'aria di mandata arriva tramite gli scariche nel suolo della facciata mentre l'aria di ripresa attraverso i pannelli di arrampicata fissati al soffitto. Il consumo annuo di energia ammonta a meno di 30 kWh per metro quadro.


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