Progettazione e Architettura

Genova rilancia il Blue Print di Renzo Piano: entro aprile il concorso di progettazione

Jada C. Ferrero

Il Blue Print - il cui disegno è stato donato da Renzo Piano alla città - è la prosecuzione naturale, verso levante, del Porto Antico di Genova

Bancabilità. Stregata dalla prospettiva del Blue Print di Renzo Piano, Genova studia modi per dare ali al "sogno", ed entrare in una fase più operativa. Se ne è parlato il 9 marzo scorso a Genova, nel corso di un gremito incontro promosso, in collaborazione con Amici del Palazzo della Meridiana e associazione La Maona, dal comitato Siblueprint, gruppo civico di lobbying a favore dell'operazione. In sala, costruttori, imprese della nautica e cantieristica, sigle dell'edilizia, rappresentanti del mondo delle professioni.

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Lo scorso settembre l'architetto-senatore genovese aveva fatto dono alle istituzioni di una "suggestione" di grande respiro, un nuovo ridisegno del waterfront genovese: un ambizioso (e faticoso) ripensamento della più pregiata parte litoranea della città, da Porta Siberia a Punta Vagno. Sarebbe uno dei più innovativi progetti di riqualificazione contemporaneamente urbana, turistica e industriale degli ultimi tempi. Si creerebbe un'unica passeggiata a mare, dal Porto Antico a Boccadasse, con accresciuti e più qualificati spazi per la cantieristica e la nautica. Da realizzare a porzioni, ma sulla base di una visione complessiva. Con fondi di investitori istituzionali (si pensa a Cassa depositi e prestiti, e alla società di gestione del risparmio Invimit) e investitori privati. Secondo stime del tutto preliminari, la spesa della trasformazione si aggirerebbe sui 160 milioni.

Sulla necessità di procedere, ora, con atti concreti, con accordi di programma e approfondimenti per definire tempi e costi certi, c'era unanimità l'altra sera. Convergenza sull'idea di investire sull'area delle Riparazioni Navali, un'eccellenza genovese e italiana, che potrebbe meglio inserirsi nel crescente mercato del refitting dei grandi yacht e delle grandi navi, che oggi l'area cantieristica non ha modo di ospitare per problemi di spazio.
Uno dei nodi ancora da sciogliere è se tombare o no - come prevede il Blue Print - il porticciolo Duca degli Abruzzi (dovrebbe diventare una grande piattaforma a servizio delle attività industriali del porto), su cui si affacciano, oltre a moltissimi circoli nautici, lo Yacht Club creato negli Anni Trenta dall'architetto Crosa di Vergagni e il Rowing club, opera di Luigi Carlo Daneri (la Soprintendenza ha già espresso perplessità, mentre esiste un agguerrito movimento a sfavore). L'idea è di trasferire, riqualificando, le attività in zona Fiera, con spazi ad hoc e nuove darsene da creare col ridisegno delle aree a loro volta al centro di un generale ripensamento (con demolizione di un tot di edifici e rivisitazione di funzioni).

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Intanto il Comune, dove dal dicembre scorso è in vigore il nuovo Puc che asseconda la prospettiva Blue Print, ha messo nero su bianco alcuni punti fermi. Una recente delibera della Giunta municipale guidata da Marco Doria detta infatti gli "indirizzi" in merito. L'esecutivo genovese si è impegnato a predisporre entro il prossimo 30 aprile, in tandem con la controllata Spim che si occupa del patrimonio immobiliare, «uno o più concorsi di progettazione, di respiro internazionale, che catalizzino l'attenzione su Genova, richiamando sia i grandi nomi del panorama internazionale, sia i giovani architetti interessati a cimentarsi su un tema estremamente complesso, stimolante e qualificante per importanza culturale e risonanza mondiale». Per il momento in concorso andranno le parti di competenza comunale (altre sono demaniali o in capo all'Autorità portuale). In sostanza, in controluce ci sono così le linee tratteggiate di un primo possibile lotto del Blue Print.

Nella valutazione delle offerte del preannunciato contest internazionale, l'aspetto finanziario sarà fondamentale. Non si premierà, cioè, solo il progetto più accattivante, ma anche quello la cui struttura economico-finanziaria si mostrerà già in grado di reggersi. Un occhio, insomma, alla bancabilità.


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